Francesco I
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Libertà religiosa per il Presidente della Camera

di Paolo Maria Filipazzi

Ci si era ripromessi, dopo le elezioni, di non parlare di politica per un po’, ma i recenti sviluppi ci impongono di cambiare subito i nostri propositi.

Non stiamo parlando delle schermaglie senili inscenate da Berlusconi, quanto della cagnara nata in seguito all’elezione dei due presidenti delle Camere i quali, essendoci in Parlamento una maggioranza di centro-destra, udite udite, sono di centro-destra!

La critica per cui la presidenza di uno dei rami sarebbe dovuta andare alle opposizioni è priva di fondamento, trattandosi di una prassi venuta meno da decenni e del resto mai rispettata dal centro-sinistra, che ha sempre piazzato propri uomini in entrambe le presidenze ogni volta che ha vinto le elezioni.

Il vero problema è un altro: secondo le sinistre dovrebbero, di norma, accedere ai vertici istituzionali soggetti che sottoscrivono l’agenda liberalprogressista, in base ad una visione fondamentalmente totalitaria, che non tollera il pluralismo delle idee e non riconosce dignità a chi è portatore di riferimenti valoriali differenti.

La reazione alle due elezioni di La Russa e Fontana,

isterica, comunicativamente violentissima, è segno che il pericolo per la libertà in Italia non viene certo da coloro che vengono bollati “fascisti”, ma esattamente dagli altri…

Particolarmente inquietante è quanto riguarda Fontana, in riferimento al quale il grave disvalore sarebbe, ne più ne meno, che la sua fede cattolica.

Da giorni i mezzi di comunicazione ci stanno tempestando con la lista delle sue prese di posizioni che lo renderebbero impresentabile, peccato che si tratti solo di posizioni che dimostrano l’adesione di quest’ultimo al Magistero della Chiesa.

In sintesi, due principi costituzionali fondamentali, la libertà religiosa e l’uguaglianza fra i cittadini, sono sotto attacco. Non viene, di fatto, riconosciuta la libertà di Fontana, e conseguentemente di nessuno, di manifestare le proprie convinzioni religiose e morali, convinzioni dalla cui professione viene in pratica fatta discendere la perdita del diritto all’accesso alle cariche politiche ed istituzionali.

L’attacco a Fontana va, però, ancora più a fondo. Molti hanno riso del fatto che si sia detto che “recita cinquanta Ave Marie al giorno”, chiedendosi se, per caso, non si sappia più nemmeno cos’è il Rosario. In realtà, a noi sorge un sospetto: dire che una persona “recita il Rosario” ha un effetto ben diverso dal dire che “recita cinquanta Ave Marie al giorno”. Si cerca, insomma, di farlo apparire come una sorta di fissato che deve recitare la stessa preghiera di continuo. Andando ancora più a fondo della questione, è abbastanza chiaro che è sotto attacco la stessa abitudine alla preghiera, con l’intento di farla apparire come qualcosa di per sé morboso, assieme alla devozione ai Santi e alla partecipazione alla Messa. Il neo-presidente, infatti, è stato messo alla gogna anche per l’abitudine a postare foto di Santi sui social e per andare a Messa addirittura tutti i giorni. E se sapessero che la Messa che frequenta è quella in rito antico…

Tutto ciò non può essere sottovalutato, in quanto è l’indicatore che l’ultimo decennio, caratterizzato da una fortissima accelerazione del processo di secolarizzazione anche in Italia, ha visto parallelamente avanzare il pregiudizio anticattolico. Esiste un fanatismo sordo che serpeggia e che è difficilissimo da denunciare perché considerato socialmente accettabile anzi, addirittura conveniente.

Ancora una volta il centro-destra sembra avere assunto la funzione, quantomeno, di un katechon, la cui vittoria ha impresso una frenata a tutto questo. Ora, però, dobbiamo sperare nella controrivoluzione culturale.

Pubblicato il 20 ottobre 2022