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Il nuovo messale, la rugiada e il resto: perché la Chiesa modernista ama torturare i fedeli

Cari amici di Duc in altum, vi propongo il mio più recente intervento per la rubrica La trave e la pagliuzza in Radio Roma Libera. Tema: i cambiamenti nel messale, in vigore dal 4 aprile 2021, giorno di Pasqua, ma che diverse Conferenze episcopali regionali e diocesi italiane hanno deciso di adottare già da domani, prima domenica di Avvento.

* * *

Dunque, da domani in chiesa useremo il nuovo messale, voluto dai vescovi italiani e dal papa.

Sull’aggiunta di “sorelle” a “fratelli”, poco da dire. Reciteremo: “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…”. Un gentile omaggio al politicamente corretto. Ma viene da chiedersi: se politicamente corretto dev’essere, perché ignorare i transgender e tutte le altre categorie sessuali? L’aggiunta di “sorelle” dimostra non solo l’acquiescenza dei vescovi verso il pensiero dominante, ma anche che la Chiesa, quando si mette su questa folle strada, è sempre fatalmente in ritardo rispetto al mondo e costretta a rincorrere. E poi ci sarebbe da chiedere al papa: perché ha intitolato la sua ultima enciclica Fratelli tutti e non Fratelli e sorelle tutti e tutte?

Nel nuovo Gloria diremo: “Pace in terra agli uomini, amati dal Signore” invece che “agli uomini di buona volontà”. Cambiamento che lascia perplessi. Prima di tutto, se si voleva essere coerenti con la linea della parità tra i sessi, perché non dire “agli uomini e alle donne, amati e amate dal Signore?” E poi: se da almeno un millennio e mezzo si diceva agli “uomini di buona volontà” c’era un motivo. La “buona volontà” è quella di chi accoglie la Parola del Figlio di Dio fattosi uomo in riscatto dei nostri peccati. Dire “agli uomini, amati dal Signore” appiattisce tutto. Certamente Dio ama tutti gli uomini, ma dona la sua pace a chi lo accoglie e ne fa propria la legge, ovvero gli uomini di buona volontà. Qui siamo di fronte a un riflesso di quel misericordismo che va per la maggiore nella Chiesa attuale, un pensiero che vuole ignorare che l’uomo è libero di accogliere o non accogliere la Parola di Dio e che, se non l’accoglie, ne paga le conseguenze

La virgola dopo “uomini” è decisiva. Lascia infatti intendere che questa pace è destinata all’universalità degli uomini, “amati dal Signore”. Non ci fosse stata la virgola, avremmo potuto pensare che l’attributo “amati” era relativo agli uomini prescelti, ma la presenza della virgola, purtroppo, ci fa ricadere nell’idea della salvezza universale, cara ai modernisti.

Circa la preghiera eucaristica, il prete non dirà più “Santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito”, bensì “Santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”.

Da dove spunta fuori questa rugiada? La parola si trova nella Bibbia e anche nell’originale latino del messale romano di Paolo VI: “Hæc ergo dona, quǽsumus, Spíritus tui rore sanctífica”, ovvero “Ti preghiamo, santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito”. Finora però la traduzione italiana aveva preferito al termine metaforico “rugiada” la parola “effusione”. Si è dunque passati a una traduzione più letterale. Alcuni dicono che la parola rugiada fa parte del vocabolario alchemico-esoterico della massoneria, ma siccome non ne so nulla preferisco non pronunciarmi. Dico solo che la parola rugiada mi suona un po’ dolciastra e che preferivo l’effusione.

Circa il Padre nostro mi sono già pronunciato, spiegando perché continuerò a pregare dicendo “e non ci indurre in tentazione” e non, come chiede la nuova versione, “non abbandonarci alla tentazione”. A quanto ho detto in precedenza, e cioè che Dio è liberissimo di indurci in tentazione come ogni padre è liberissimo di mettere alla prova il figlio, aggiungo la tristezza per la perdita di una formula consolidata, con la quale siamo cresciuti nella fede.

Il criterio della letterarietà della traduzione è stato seguito anche con il “Beati gli invitati alla cena dell’Agnello” (finora era “del Signore”), con traduzione letterale del testo dell’Apocalisse. Non cambierà però la risposta del centurione, che continuerà a essere “Signore, non son degno di partecipare alla tua mensa”, mentre, se si fosse adottata una traduzione letterale, avrebbe dovuto essere “che tu entri sotto il mio tetto”. Allo stesso modo, restano le traduzioni improprie del “pro multis” come “per tutti” e di “Deus Sabaoth” come “Dio dell’universo” invece che “degli eserciti”.

Resta la domanda: perché? Perché i cambiamenti? La risposta è che siamo nel solco di un processo incominciato ormai molti anni fa, dopo il Concilio Vaticano II, per cui ci si allontana sempre di più dal modo di esprimere la fede cattolica stabilito nel Concilio di Trento.

Era il Corpus Domini del 1969 quando i cardinali Alfredo Ottaviani e Antonio Bacci, nel loro Breve esame critico del “Novus Ordo Missae presentato a Paolo VI, scrivevano che i cambiamenti introdotti aprivano un varco nel muro invalicabile eretto dal Concilio tridentino “contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del magistero”. Le ragioni pastorali, scrivevano i due porporati, non legittimano la “gravissima frattura”. Il tragico risultato è che ormai è ritenuto normale pensare che “verità sempre credute dal popolo cristiano possano mutarsi o tacersi senza infedeltà al sacro deposito dottrinale cui la fede cattolica è vincolata in eterno”. E tutto ciò, sia nella parte migliore del clero sia tra i fedeli consapevoli del dramma, “si concreta in una torturante crisi di coscienza di cui abbiamo innumerevoli e quotidiane testimonianze”.

Domanda finale: i nostri pastori, a incominciare dal supremo pastore, hanno il sacro compito di confermare i fratelli nella fede o di torturarli a forza di ambiguità e cambiamenti che disorientano e rattristano?

Fonte:

aldomariavalli.it/…rnista-ami-torturare-i-fedeli/
warrengrubert
Corriamo precipitosamente come quei porci indemoniati verso il dirupo.
Questo anti papa ci vuole traghettare verso la religione unica mondiale, chi non lo vede è cieco. Dove si vorrebbe adorare il nemico.
Oggi noi ci scandalizziamo, ma l'élite se ne frega perché nel giro di una generazione si sarà persa la memoria del vero culto, e morti coloro che si scandalizzavano per queste "novità" faranno …More
Corriamo precipitosamente come quei porci indemoniati verso il dirupo.
Questo anti papa ci vuole traghettare verso la religione unica mondiale, chi non lo vede è cieco. Dove si vorrebbe adorare il nemico.
Oggi noi ci scandalizziamo, ma l'élite se ne frega perché nel giro di una generazione si sarà persa la memoria del vero culto, e morti coloro che si scandalizzavano per queste "novità" faranno passare l'eresia per ortodossia. Ma Dio ha altri progetti...
N.S.dellaGuardia
La parola d'ordine, già ampiamente diffusa tra i "cattolici adulti e maturi", è che non si può discutere alcun cambiamento, che altresì va accettato ed accolto con gioia come "rugiada dello Spirito" (per errore stavo per dire "effusione"). Chi discute è un superbo che non ha alcun interesse a mantenere un legame di comunione con i fratelli (e le sorelle, ovviamente).
I cambi del messale, ormai …More
La parola d'ordine, già ampiamente diffusa tra i "cattolici adulti e maturi", è che non si può discutere alcun cambiamento, che altresì va accettato ed accolto con gioia come "rugiada dello Spirito" (per errore stavo per dire "effusione"). Chi discute è un superbo che non ha alcun interesse a mantenere un legame di comunione con i fratelli (e le sorelle, ovviamente).
I cambi del messale, ormai rigorosamente minuscolo (anche grazie alle "preziosità" di palladino), disponibili da oggi, sarebbero diventati obbligatori dalla prossima Pasqua (o Quaresima non ricordo, poco importa).
Invece c'è stata la corsa all'accettazione più entusiastica possibile già da subito, e come è consuetudine ormai nella Chiesa cattolica nuova di pacca, la gioiosità obbligatoria è già dogma e prassi.
Chi non è d'accordo guardi pure la porta in fondo alla navata, dove c'è l'uscita: gli uomini che Egli ama non sono di buona volontà, ma ossequiosi dell'autorità e non fanno domande.
Ecco cosa significa "per tutti": tutti quelli che ci vogliono stare. Che diventano multis, poi non tanto multis, infine paucis... E la Fede si scioglie come rore al mattino, non appena sorge il Sole...
muntcarimell
Al colmo dell'euforia per la novità nella nostra parrocchia sono state stampate per l'occasione immaginette col nuovo Padre Nostro.
Christoforus78
Questi preti dicono che la Chiesa si riforma di continuo. Peccato che dovrebbe perfezionarsi non riformarsi, la Chiesa terrena si incammina verso la perfezione della Chiesa celeste. Non fa riforme come uno stato secolare. Ma i consacrariti sono di una ignoranza abissale rispetto alle cose di Dio. Riconoscono un capo umano ma disconoscono quello divino!
nolimetangere
Devo dirlo: certi cattolici meritano un PADRONE come costui.
Il bene lo si conosce davvero solo quando lo si perde.
Abbiamo avuto Santi Papi che non sono stati apprezzati come meritavano.
Che difendevano la Chiesa di Cristo.
Che ci facevano rispettare in quanto Cattolici.
Ora che ci si ritrova ad avere questa situazione devono capire cosa abbiamo perso tutti per colpa anche loro che mormorano ma …More
Devo dirlo: certi cattolici meritano un PADRONE come costui.
Il bene lo si conosce davvero solo quando lo si perde.
Abbiamo avuto Santi Papi che non sono stati apprezzati come meritavano.
Che difendevano la Chiesa di Cristo.
Che ci facevano rispettare in quanto Cattolici.
Ora che ci si ritrova ad avere questa situazione devono capire cosa abbiamo perso tutti per colpa anche loro che mormorano ma non parlano apertamente, che volgono lo sguardo altrove, ed evitano di guardare la realtà, che si ritirano dall'esporsi, che amano avere il piede in due scarpe, e vilmente non si schierano.
Ma abbiamo perso tutti.
Chi se ne accorge e chi non se ne accorge ma se ne accorgerà. Tutti.
Cosa abbiamo perso?
Abbiamo perso UN PADRE che era il BENE per i cattolici, il dono di Dio alla Chiesa, e ci ritroviamo un PADRONE.
Dio non abbandona la sua Chiesa, e le porte degli inferi non prevarrano, è tutto vero e tutto si crede per fede.
Intanto però si geme e fino a quando non si sa.
Dante direbbe "Godi Fiorenza......!"
Godimento fugace, tutto terreno, effimero, giornaliero, dei modernisti, il solo bottino alla cui presa si sono realmente consacrati. Ma scivolerà loro come sabbia tra le mani.
E poi conosceranno profondamente e appieno il prezzo che hanno pagato per il loro tradimento, hanno dato il loro unico bene, per ottenere sabbia tra le mani.