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alda luisa corsini
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REPERTI ARCHEOLOGICI ROMANI A THABRACA

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Thabraca

Antico approdo commerciale dei Fenici, Thabraca (l'odierna Tabarka) ebbe una certa rilevanza sotto la dominazione romana e ancor più nel III e IV secolo d. C. grazie al porto, dove venivano esportati minerali di ferro e di piombo, marmo di Chemtou, cereali della pianura di Béja, olio d'oliva, legno da costruzione e persino belve per i giochi circensi.

Anche l'epoca cristiana fu per Thabraca molto importante: la cittadina diventò uno dei principali vescovati dell'Africa e vi furono costruite basiliche, cappelle e conventi.


REPERTI ARCHEOLOGICI ROMANI A THABRACA

A sinistra: Mosaico funerario che faceva parte di una tomba, di cui costituiva il coperchio e una delle facce laterali. Compare la figura del defunto, un certo DARDANIUS, definito innocente per la sua giovane età. In piedi, fra due ceri, è raffigurato in atteggiamento di preghiera. Quanto alla faccia laterale presenta un mucchio di rami di rose che danno rifugio a delle colombe. Museo del Bardo.

Al centro: Mosaico funerario cristiano che riporta l'epitaffio di una coppia, CALENDIO E FORTUNATA. Vi figurano due personaggi con i piedi nudi e altri simboli cristiani: un montone, delle colombe, una barca. L'episodio potrebbe ricordare il sacrificio di Abramo. Il mosaico è conservato al Museo del Bardo.

A destra: Mosaico funerario che copriva una tomba doppia, una cella di STERCORIUS e di sua moglia CRESCENTIA. Bipartita, si suddivide fra un epitaffio e una decorazione composta da un crisma all'interno di una corona e di un cantare con due colombe, due agnelli e due roseti. Stranamente le date di morte sono stati posti all'inizio della iscrizione. Il mosaico è conservato al Museo del Bardo.

A sinistra: Mosaico che raffigura una costruzione. Si tratta di un edificio allungato che presenta un portico di sette arcate con tre torri di cui due con aperture. Un cavallo attaccato alla porta della stalla, un gregge di montoni che passano davanti a una donna che fila rivelano la destinazione agricola della villa. Il mosaico è conservato al Museo del Bardo.

A destra: Pannello di mosaico che raffigura una villa che sorge in mezzo ad un enorme giardino con alberi da frutti e uno specchio d'acqua dove nuotano oche, anatre, fagiani e anche piccioni. La casa è una costruzione a un solo piano affiancata da due alte torri collegate da un portico ad arcate. Come le moderne case mediterranee, questa casa è concepita attorno a una corte centrale a cui si accede da una porta cintata. Il mosaico data alla fine del IV secolo d. C.

A sinistra: Frammento di mosaico cristiano che raffigura una nave. Il mosaico è conservato al Museo del Bardo.

A destra: particolare del viso del mosaico di Dardianus
alda luisa corsini
Vi segnalo il nome sopra citato di "Stercorius": un antroponimo cristiano «in cui l’umiltà scende molto in basso» (Migliorini 1935: 378) s.v. Antroponimi di C. Marcato in Enciclopedia dell'Italiano, Treccani, 2010. Bisogna ricordare che al battesimo gli adulti cristiani spesso abbandonavano il loro nome di nascita a vantaggio di uno nuovo.