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Fatima dimenticata? Un grande errore

“Per quanto spiacevole possa sembrare, è proprio del rischio di andare all’inferno che la Madonna è venuta a parlarci a Fatima”

Un articolo di Anne Bernet che ci parla della Madonna di Fatima pubblicato sulla rivista L’Homme nouveau, nella traduzione di Elisa Brighenti.

* * *

Se il centenario delle apparizioni della Cova de Iria ha fatto un po’ di scalpore nel 2017, ci si può chiedere, tuttavia, due anni dopo, se il ricordo dei messaggi di Nostra Signora all’umanità abbia avuto un riscontro minore nella società presente e persino presso le anime cattoliche. È vero, quando ci si pensa, che le parole della Beata Vergine, eco fedele di quelle già proferite in rue du Bac a Parigi, a La Salette, a Lourdes, a Pontmain, non hanno nulla che possa compiacere né ai nostri giorni, né alle epoche passate. Infatti, perché, quando siamo circondati da cosi tante agevolazioni , così tante tentazioni allettanti che ci catturano, dovremmo andarci ad annoiare con sacrifici, penitenze, preghiere per la salvezza dei peccatori che, tra l’altro, non prendono sul serio il loro destino di eternità?

Non è sorprendente che, mentre siamo sollecitati da ogni parte da stimoli disparati, spesso lodevoli e giusti, ma che sono orientati solamente al conforto materiale, necessario, certamente, ma di valore inferiore, lo siamo così poco quando si tratta di opere di misericordia spirituale? Se è ovviamente necessario nutrire coloro che hanno fame e vestire quelli che hanno freddo, non è anche necessario provvedere alle necessità molto più tragiche delle anime che si perdono, o anche di quelle che gemono nel Purgatorio? Aspettando preghiere, voti, messe sempre più rare?

Perché se la Madonna voleva così tanto la consacrazione della Russia al suo cuore immacolato, era, impedendole di diffondere i suoi errori, allo scopo di impedire a molte anime di sprofondare nel materialismo, nell’ateismo e perdersi per sempre. Per quanto spiacevole possa sembrare, è proprio del rischio di andare all’inferno che la Madonna è venuta a parlarci a Fatima. E poiché i tre bambini veggenti avevano visto, inorriditi, quel mare di fiamme in cui i dannati lottavano, con corpi simili a carboni ardenti, torturati dai demoni, essi non avrebbero mai preso alla leggera né la loro salvezza né quella degli altri.

Questa verità è al centro del piccolo libro “François e Jacinthe, i pastori di Fatima”, che Jean-François de Louvencourt pubblica nella collezione Parole de Vie, edita da Le Livre ouvert (65 pagine 6 €).

Da un punto di vista laico, niente di più stupefacente e scandaloso della storia di questi due poveri giovani, presi a pochi mesi di distanza, in seguito a terribili sofferenze sopportate con costanza esemplare, e, per quanto riguarda Giacinta, una solitudine e un abbandono per spezzare il cuore. In che modo la Beata Vergine poteva accettare di vedere tali miserie, tanta tortura, inflitte a due bambini che diceva di amare?

Perché essi le avevano liberamente accettate, perché avevano, consapevolmente e con un eroismo molto al di sopra di quello della maggior parte degli adulti, acconsentito a divenire a loro volta, distesi sotto la croce con Cristo, vittime dell’Amore, per partecipare al loro livello alla redenzione del mondo, strappando le anime dall’inferno. Certamente, non è chiesto a tutti e, un po’ vigliaccamente, tutti siamo tentati di dire “tanto meglio!”, di farne a meno, ma ad ogni contrarietà, ad ogni piccolo o grande dolore, sarebbe opportuno, lamentandosi e piangendo un po’ ‘meno, dire anche noi: “Mio Dio, è per i peccatori. È per strapparli via dall’inferno. ”

E questo non è niente, come ricorda un opuscolo, L’inferno esiste (Tqui, 70 p, 10 €.). “Il più grande trucco del diavolo è far credere alle persone che non esiste”. Bisogna ammettere che ha funzionato molto bene per un secolo o due. Per esserne convinti, è sufficiente partecipare, salvo alcune eccezioni, ai funerali: non si affronta mai la questione né del Purgatorio né dell’Inferno. Ognuno è salvato ora, senza fermarsi ai suoi meriti personali né alla confessione e all’espiazione delle colpe. Dio non è buono e misericordioso?

Come sottolinea padre Patrick de Laubier, questo insegnamento falsamente consolante è in realtà pericoloso per la fede e la salvezza delle anime che non vengono più messe in guardia contro le trappole di un nemico a cui nemmeno alcuni uomini di chiesa sembrano più credere. Eppure!

Attraverso alcuni commenti sobri e saggi, Padre de Laubier si offre di riflettere su ciascuno degli estratti delle visioni di Santa Francesca Romana, Santa Teresa d’Avila, Santa Faustina, Beata Anna-Caterina Emmerich, Suor Lucia di Fatima, che videro la realtà dell’inferno di fuoco e l’orrore indicibile dei suoi tormenti. Non si tratta di terrorizzare, come spesso si afferma, ma di avvertimento.

Mentre c’è ancora tempo.

Ed è la più grande misericordia che ci sia possibile esercitare.

Fonte:

www.sabinopaciolla.com/per-quanto-spia…
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Kiakiar
La vita degli uomini su questa terra e una milizia, ( Giobbe 7,1)
E il cristiano é un soldato di Cristo che combatte per Lui assieme ai fratelli il nemico della salvezza umana e deve aiutare quelli che cadono nel peccato a rialzarsi, e in ultima analisi come richiesto a Fatima ,a far si che non cadano definitivamente nell' abisso infernale. Noi siamo le mani tese di Cristo, è nostro preciso …More
La vita degli uomini su questa terra e una milizia, ( Giobbe 7,1)
E il cristiano é un soldato di Cristo che combatte per Lui assieme ai fratelli il nemico della salvezza umana e deve aiutare quelli che cadono nel peccato a rialzarsi, e in ultima analisi come richiesto a Fatima ,a far si che non cadano definitivamente nell' abisso infernale. Noi siamo le mani tese di Cristo, è nostro preciso dovere venire in soccorso di chi è piu fragile, ogni sacramento ci unisce piu strettamente a Lui , ci rende suoi collaboratori, suoi imitatori, come Lui dobbiamo fare della nostra vita un offerta al Padre perché la nostra e altre anime non si perdano. Lui non scende dal suo trono glorioso per sciogliere i nodi delle nostre vite come un deus ex machina, ma scende in noi per essere nostro nutrimento, e darci la forza di affrontare noi stessi la nostra quotidianità, e fare oblazione a Dio di ogni dolore, di ogni fatica e sacrificio. Non voglio generalizzare, ma credo che nessuno può affrontare una guerra senza una strategia condivisa dai militi che combattono dalla stessa parte. Dico questo perché se è vero che per Dio i nostri problemi sono piccini, piccini difronte alla Sua grandezza, spesso per risolvere le questioni che ci affliggono , la preghiera personale è solo il primo passo. Il secondo é lo sforzo della nostra volontà, la rinuncia ai piaceri materiali per ottenere la grazia della conversione nostra e dei fratelli . Il terzo è una solida formazione mariana che ci consenta di approfondire giorno per giorno la consacrazione al Cuore Immacolato. Infatti se è vero che Dio é Onnipotente, è anche vero che si serve delle sue creature, della libera collaborazione della loro volontà, per rimuovere gli ostacoli che sono di impedimento al compimento del Suo volere. E questa libera scelta di compiere il bene, può essere influenzata dalla preghiera, ma non forzata da essa. Perciò, in ultima analisi, siamo noi che decidiamo se assecondare o meno la voce dello Spirito santo, se agire secondo l' azione della grazia , per cercare di rispondere positivamente all' appello della Madonna a Fatima , se far fronte comune agl' attacchi del nemico, oppure seguire l' influsso del nostro egoismo. La preghiera dei primi cristiani era corale, erano un cuor solo e un anima sola, regnava in loro una perfetta comunione fraterna , aspiravano tutti alla stessa cosa; la gloria di Cristo. Cosi dovrebbe essere tra i cristiani che combatteranno per il trionfo del Cuore Immacolato, il piccolo resto che deve consolare il cuore della Mamma del cielo Non dovranno perseguire la gloria personale, ma per quanto é possibile, restando uniti dovranno aspirare a quella di Dio. Un esercito é tanto piu forte, quanto piu unito e compatto, quanto piu armonicamente agiscono i membri che lo compongono, tanto piu di comune accordo, con una " tattica" ragionata e costruita insieme, affronta l' esercito nemico. Venendosi incontro, conoscendosi meglio, cercando di incoraggiarsi e sostenersi a vicenda sulla via del bene , individuando la diversità dei carismi e compiti che Dio ha donato e assegnato a ciascuno, i veri cristiani che formeranno questo piccolo resto dovra' essere animato da una sola aspirazione; l' anelito a contribuire in ogni nostro gesto parola preghiera alla vittoria di Maria sul serpente infernale. Siamo in guerra, oggi piu che mai, con gli spiriti delle tenebre, che servendosi di molte anime religiose e sacerdotali hanno spogliato la Chiesa del senso del sacro. Il concetto di Trionfo , presuppone implicitamente quello di combattimento. Non possiamo perdere tempo a seguire falsi problemi, ma é piu che mai urgente unirci sotto un comune grido di battaglia, Viva Gesu e Maria! La Emmerick nelle sue visioni scorse la figura della Madonna vestita con un armatura da guerra che guidava la battaglia sopra una collina. È questo il tempo in cui ci chiama tutti a raccolta sotto il suo manto materno, uniamo perciò le forze! Il vero dramma dunque, quello nostro e dei fratelli, è il non superare gli ostacoli che si oppongono alla realizzazione della nostra vocazione, qualsiasi essa sia. Nel mondo, nel chiostro, nei luoghi in cui siamo chiamati a operare e a collaborare alla vittoria nello scontro finale della donna genesiaca con il maligno. L' unico intento su cui concentrarci è il raggiungimento dell' eterna salvezza, nostra e degl' altri. Non a caso quasi tutte le preghiere dalle invocazioni allo Spirito Santo, a quelle dell' Ave Maria e del Padre Nostro sono al plurale. Non bisognerebbe disinteressarsi percio' del fratello in difficoltà appellandosi al fatto che tanto Dio prima o poi interviene o ci santifica tramite di esse. Magari se è lontano da Lui, qualsiasi sia il motivo, ha meno strumenti e luce per poter vedere qual' è la volonta del Signore e come adempierla. Ricordiamoci delle opere di misericordia spirituale, di cui furono fecondi questi santi pastorelli. Ogni volta che non facciamo la nostra parte, che non lasciamo un segno tangibile seppur minuscolo dell' Amore di Cristo, fosse anche una parola gentile é come se perdessimo un occasione di avanzare sulla via della santificazione. Ogni passo mancato nella strada che deve portarci al cielo, è un arrestarsi, un esitare, un porre la mano all' aratro per volgersi indietro. Chi non avanza, arretra. Faro' una citazione di cui spesso i buonisti abusano ma é pur vero che senza le nostre opere la fede é morta, e la teoria senza la pratica serve a ben poco. E le opere di carita' piu gradite dal Signore sono quelle che ci costano di piu, che mortificano maggiormente l' orgoglio e i sensi; un digiuno, un sorriso e una parola buona o un gesto amichevole a una persona molesta o che ci è antipatica, una messa fatta celebrare per un anima magari rinunciando a qualche peccato di vanità o di gola , etcetera.
Signore insegnaci a fare il bene a noi stessi e agl' altri, anche e soprattutto a quelli che meno ti conoscono, senza di Te infatti non possiamo far nulla.
Vorrei dirti Kiakiar.... A parer mio metterei in risalto il fare...... il Vangelo è insegnamento che ogni Cristiano credente dovrebbe aplicare nella sua vita e quotidianità e per il tempo che vive. Chi lo divulga ne sia ovviamente degno e garante ma il messaggio è per il Credente. Trasformando esso stesso in esempio vivo di opera evangelica. Nel mondo moderno tutti corrono e nessuno vede, se …More
Vorrei dirti Kiakiar.... A parer mio metterei in risalto il fare...... il Vangelo è insegnamento che ogni Cristiano credente dovrebbe aplicare nella sua vita e quotidianità e per il tempo che vive. Chi lo divulga ne sia ovviamente degno e garante ma il messaggio è per il Credente. Trasformando esso stesso in esempio vivo di opera evangelica. Nel mondo moderno tutti corrono e nessuno vede, se vede guarda come un il grande fratello.......non voglio intendere che tutti esorcizzano o fanno i miracoli, ma combattere il maligno è per noi batterlo resistendo alle proprie tentazioni è possibile. È per noi e alla nostra posizione fare carità, mostrare misericordia al prossimo bisognoso ma senza mettere malizia se non e bisognoso vero, intervenire se c'è un'ingiustizia e difendere la verità senza violenza. è possibile aplicare queste cose in tutti i nostri contesti di vita, e non vergognarsi di amare Cristo Gesù e Maria davanti agli altri, nella quotidianità e in qualsiasi posto non solo in chiesa, può regalare grandi sorprese....... ci si rende conto di essere per quanto egoisti trasversalmente altruista perché sciogli l'imbarazzo di chi e tiepido vicino a te..... con un effetto domino. L'unione fa la forza e conseguenza può trasformarsi in maggioranza e la maggioranza trascina la massa.
Ovviamente il cuore lo fa per compiacere l'artefice, colui che ripaga per fedeltà. Poi non riesci più di farne ammeno ti senti sempre in debito. Ma d'altronde a noi non interessa il paradiso?
L'importante e che uno non si attacchi un'aratro più grande delle spalle che possiede, il rischio credo lo comprenda tu stesso

Una buona Domenica
E che Dio abbia misericordia di tutti noi
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Kiakiar
Condivido quanto lei ha scritto. Buona Domenica anche a lei.
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