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MESE MARIANO

- APOLOGIA DEL SS. ROSARIO: del Beato Maestro Alano della Rupe per il Vescovo Ferrico di Cluny, Vescovo di Tournai

- I detrattori e persecutori del SS. Rosario e gli ostili alla Confraternita.


"Dolcissimo Padre e Pastore delle pecore di Cristo, non mancano coloro che non hanno alcun rossore e vergogna nel denigrare il SS. Rosario del Figlio e della Madre di Dio, e anche i Loro Servi nella Confraternita, (e questo) non solo per la cattiveria e l'invidia del diavolo, ma anche per crassa e supina ignoranza.

Essi calunniano con velenosa maldicenza (il SS. Rosario e la Sua Confraternita), di cui si è parlato prima, non senza grave scandalo dei piccoli e turbamento dei devoti.
Chi sono costoro?
Si possono riconoscere dai lineamenti:

1. Essi sono come il Grande Drago, che muove guerra contro la Donna Vergine (Ap. 12), il quale, con la coda del suo errore, trascina la terza parte delle stelle del cielo, vale a dire, dei devoti (della Confraternita del SS. Rosario) e li getta sulla terra dello scandalo.
Ohimè!

La lingua pestifera della vipera, in un attimo, con una sola esalazione, può corrompere più di quanto ogni arte e cura dei medici può diffusamente giovare, nel tentativo di restituire la salute. Aiuta (il Grande Drago), l’inclinazione dell’umana natura al male.

2. Essi sono come quel Serpente (Gen. 3), seduttore dei primi uomini.

3. Essi sono come la leggera Eva, che per la sapienza della carne, fanno scacciare molti dal Paradiso della devozione al SS. Rosario della Vergine.

4. Essi sono come quelle pessime bestie dell’invidia, che divorano e perseguitano i Giuseppe d'Egitto, più giusti di loro (Gen. 37).

5. Essi sono come gli esploratori della Terra Promessa, che annunciano agli Israeliti cose false su di essa, affinché, mediante il loro inganno, il popolo muoia nel deserto (Deut. 2).

II. 6. Essi sono come quei grandi uomini, che conoscono la Terra Promessa della Sacra Scrittura, tuttavia, con le loro parole ed esempi, trascinano il popolo dalla via della vera vita, verso la morte.

7. Essi sono come degli Acan di Gerico, che furono maledetti a motivo della (loro) cupidigia, e che con l’inganno sconvolgono tutto il popolo del Signore (Gs. 7).
Guai a loro, (che ebbero) in sorte, la lapidazione e la cremazione.

8. Essi sono come delle Peninna, moglie di Elkan, che deridono le profetesse Anna, dedite alle preghiere, e appunto sono puniti dalla maledizione (1 Sam.1).

9. Essi sono come degli Eli, che considerano Sant'Anna, la Confraternita che prega, come ubriaca e figlia del (demonio) Belial.
Guai a costoro, (che sono) sul precipizio della morte.

10. Essi sono come dei novelli Manasse, uccisore di Profeti e sovvertitore della Legge Divina (2 Re 21).

III. 11. Essi sono come dei Nabucodonosor, distruttore della Città Santa e del Tempio di Dio.
Guai (a loro)! Un giorno chiederanno del tempo per la penitenza, e non riusciranno a trovarlo.

12. Essi sono come degli Erode l'infanticida, che scandalizzano i piccoli del popolo semplice, usando la spada brutale della lingua denigratrice.
Essi mettono in fuga Gesù e Maria verso l’Egitto, quando trascinano il popolo dalla retta alla profana devozione.

13. Essi sono come i Farisei, calunniatori della dottrina di Cristo, e attentatori della Sua Vita.

14. Essi sono come i derisori del Signore che pende dalla Croce e implora la salvezza del mondo.

15. Essi sono come il Pozzo dell’Abisso (Ap. 9), che riempie il mondo con il fumo della sua vanità, e che fa uscire da esso le locuste degli errori e degli scandali, contro i servi di Dio: Guai al mondo per lo scandalo, dal quale, come da tutti gli altri guai, (ci) libera l’Ave di Maria SS. Liberatrice, per mezzo di Gesù Cristo.

Perciò, (afferma) il Salmo 150: "Lodate Lui nel Salterio (del SS. Rosario)"; (e) il Salmo 32: "Nel Salterio a dieci corde, salmodiate a Lui".

"Cantate al Signore il Cantico nuovo" dell’Ave Maria, "Cantate al Signore tutta la terra", vale a dire, ogni uomo, "Salutate Maria” la Madre di Dio, “che si è adoperata molto per voi, insieme a me” (Rom. 16).

Cantate (il SS. Rosario), come i Cantori nel Tabernacolo di Mosè e nel Tempio di Salomone, per lodare, insieme agli Angeli, la Santissima Trinità e la Regina dei Santi nell’eterna felicità, per mezzo di Gesù Cristo.
Amen."

(APOLOGIA DEL SS. ROSARIO:
del Beato Maestro Alano della Rupe
per il Vescovo Ferrico di Cluny,
Vescovo di Tournai.
LIBRO PRIMO: CAPITOLO XXIV )


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"...non mancano coloro che non hanno alcun rossore e vergogna nel denigrare il SS. Rosario del Figlio e della Madre di Dio, e anche i Loro Servi nella Confraternita, (e questo) non solo per la cattiveria e l'invidia del diavolo, ma anche per crassa e supina ignoranza."