giandreoli
Purtroppo, a molti è sfuggito come la concessione della Comunione eucaristica anche in condizioni di peccato grave è stata ormai concessa anche da noi in Italia. Mi spiego. Leggo nel Vangelo di san Luca che Gesù ha detto alla donna adultera: “Neppure io ti condanno. Va’ e non peccare più” . Leggo invece nel Documento firmato da tutti i Vescovi dell’Emilia Romagna (31.01.2018) che, pur invitando …More
Purtroppo, a molti è sfuggito come la concessione della Comunione eucaristica anche in condizioni di peccato grave è stata ormai concessa anche da noi in Italia. Mi spiego. Leggo nel Vangelo di san Luca che Gesù ha detto alla donna adultera: “Neppure io ti condanno. Va’ e non peccare più” . Leggo invece nel Documento firmato da tutti i Vescovi dell’Emilia Romagna (31.01.2018) che, pur invitando i divorziati risposati o conviventi ad astenersi dagli atti coniugali, tuttavia, “questa scelta non è considerata l'unica possibile, in quanto la nuova unione e quindi anche il bene dei figli potrebbero essere messi a rischio in mancanza degli atti coniugali.” (n. 9). Possono dunque continuare a convivere praticando gli atti coniugali ed accostarsi ugualmente all’Eucaristia, sia “per la propria santificazione” come “per assicurare l’educazione cristiana dei figli”. Amaramente sbalorditivo! Là dove Gesù raccomanda all’adultera: “non farlo più”, i Vescovi dicono: “puoi farlo ancora”! Osservo che: 1) innanzitutto, chiamandoli “atti coniugali”, riconoscono che sono atti propri dei coniugi, perciò, se praticati da divorziati risposati, rimangono “atti adulterini” 2) l’Eucaristia è “sacramento dei vivi”: il “farmaco” appropriato per guarire dai peccati veniali e santificare coloro che sono già nella comunione di grazia con Gesù 3) il sacramento istituito da Gesù per rinascere dalla morte, dal peccato mortale, alla vita nella grazia con Lui è il “sacramento dei morti”: la Confessione, che, a sua volta, per essere sincera ed efficace, deve comprendere un attento esame di coscienza, il dolore per il peccato compiuto, la sua accusa al Signore nella persona del Sacerdote, la volontà di non più commetterlo e di evitarne le occasioni, la riparazione al male compiuto. Che dire? A mio avviso, i Vescovi dell’Emilia Romagna non solo oscurano le coscienze dei fedeli, ma li conservano nella loro condizione, li allontanano dal sacramento della Riconciliazione e li illudono di educare i figli nella fede testimoniando la loro incoerenza alla fedeltà a Cristo. Mi chiedo se non si possa chiamarlo un magistero sacrilego, ammesso dal silenzio consenziente della CEI e dello stesso Vaticano.
Kiakiar
Saggia riflessione @giandreoli a cui mi permetto di aggiungere come postilla la frase di Gesù " Se non farete penitenza morirete tutti allo stesso modo" Luca 13.3
Altro che permissivismo di accostarsi in peccato mortale alla fonte della Santita!! Il vangelo è molto chiaro e prende sul serio la gravità del peccato, ma i suddetti vescovi dell' Emilia Romagna credono a queste parole?? Sembra …More
Saggia riflessione @giandreoli a cui mi permetto di aggiungere come postilla la frase di Gesù " Se non farete penitenza morirete tutti allo stesso modo" Luca 13.3
Altro che permissivismo di accostarsi in peccato mortale alla fonte della Santita!! Il vangelo è molto chiaro e prende sul serio la gravità del peccato, ma i suddetti vescovi dell' Emilia Romagna credono a queste parole?? Sembra proprio di no.
Giangian
Finalmente dei vescovi con gli attributi da vescovi....
N.S.dellaGuardia
La comunione a bide(n) non dovrebbe nemmeno essere presa in considerazione.
Si chiama "latae sententiae".
Ma già che ora il vatikano è guidato dal principe del mondo...
Francesco I
Dunque, secondo i manutengoli di Bergoglio, anche chi è in peccato mortale è autorizzato a ricevere la comunione. Secondo me questo è un metodo sicuro per raggiungere il luogo in cui Bergoglio anela ad andare dopo la morte;
Ricevere una telefonata da Bergoglio, per sentirsi augurare l’Inferno…(audio e video)