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Vescovo "Difficile guardare la morte in faccia"

Il vescovo eletto di Rumbek (Sud Sudan) Christian Carlassare ha detto ad AciAfrica.org che le ferite da arma da fuoco erano molto gravi, a rischio di vita, ma ora lui sta guarendo: "Servirà un po' di tempo per tornare a camminare".

Carlassare è attualmente in un ospedale a Nairobi, ammette che è stato difficile "affrontare la situazione, affrontare la morte e tutti i problemi derivanti da questo epidosio," anche se ha perdonato chi gli ha sparato.

“La giustizia va sempre accompagnata dalla misericordia, perché la medicina delle relazioni umane arriva più dalla misericordia che dalla giustizia," ha spiegato.

A Corriere.it, Carlassare ha detto che se l'attacco serviva a intimidirlo, ha avuto "l'effetto opposto," dicendo che è "normale" che le indagini della polizia si concentrino su chi fa parte della Chiesa.

Durante l'attacco, Carlassare ha cercato per un momento di trovare una via di fuga. Poi ha tentato di parlare ai perpetratori, che non gli hanno risposto. Invece, gli hanno sparato sei o sette volte; quattro proiettili lo hanno colpito alle gambe, ma sembra senza rompere alcun osso.

Carlassare era convinto fossero venuto a ucciderlo: "Ho pensato che era finita. Ero pronto. Avrei dato la vita."

Gli spari alle gambe fanno danni ai muscoli, ai tessuti e ai nervi, a volte chi li subisce è costretto a zoppicare con dolori atroci alle gambe per tutto il resto della vita. Nel caso di Carlassare, è quasi un miracolo che i medici siano riusciti a salvargli le gambe.

Foto: Christian Carlassare, EWTN.com, #newsRdkodtuwvu

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