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Gottlob
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Il "marketing" della Chiesa funzionava da secoli. Cambiarlo (in peggio) è stato un tragico errore. Parole di esperto di marketing.

Fedeli in fuga? Il "principe" brasiliano del marketing (Alex Periscinoto) è spiega ai vescovi il valore della tradizione (IlTimone) e la analizza alla luce delle leggi moderne del marketing: le campane, la croce, il campanile, le processioni, l'orientamento del sacerdote, la talare, il latino sono stati ottimi strumenti di riconoscimento, di fidelizzazione, di "propaganda fide", e pure di "conservanda".
Incaricato dalla CNBB - Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani di studiare la causa dell'abbandono della pratica religiosa, e di suggerire consigli per porre dei rimedi, l'esperto di comunicazione aziendale ha nella sua relazione ha fatto rimanre i vescovi a bocca aperta. E non per il piacere.
"Voi avevate già un perfetto sistema di "marcheting". Ma cambiando le cose, togliendo il latino, abbandonando la talare, e facendo chiese simili a edifici civili - dice Periscinoto ai vescovi - pensavate di fare cosa gradita ai fedeli, ma avete fatto un gigantesco errore. Modificare la liturgia è stato un disastro", aggiunge. E non parla da teologo, lo ammette, ma da esperto del marketing.
Cari vescovi infiammati dallo spirito del Concilio, cosa avete da dire ora? Ad ogni causa corrisponde un effetto. E se l'effetto è stato quello di perdere fedeli...
Certo: il discorso rileva da un punto di immagine e non di fede, ovvio. Quindi nessuno si scandalizzi. Ma non possiamo negare che molto nella liturgia, negli atti di culto e nella esternalizzazione della Fede sia forte anche una valenza di "marketing"(si pensi al trifoglio di San Patrizio o al monogramma di San Berbardino da Siena, per citare solo due dei moltissimi esempi di "logo" cattolici.

Mai come in questo caso mi pare appropriata la vignetta qui a destra. "
Il Vaticano II ha aperto la Chiesa..." "... e le persone sono uscite!"
Sottolineato nostro
Roberto

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