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Francesco I

Adesso si riapre il "caso Ratzinger" di Francesco Boezi

Quando Joseph Ratzinger ha scelto di rinunciare al soglio di Pietro, ha creato un precedente, oltre che un istituto, che è quello del papato emerito. Con quel gesto, Benedetto XVI ha in qualche modo rivoluzionato la Chiesa cattolica e le sue istituzioni, ponendo un tema che è anche giuridico. Qualcosa che non è ancora stato risolto.

Nel mondo contemporaneo, pronosticare che un vescovo di Roma preferisca rinunciare invece che affrontare processi ingestibili per via dell'età che avanza è possibile. Almeno lo è diventato dalla mossa del teologo tedesco in poi. Il che ha delle conseguenze rispetto a una tradizione millenaria di papati cristallizzati (con qualche eccezione) fino al momento della morte del sovrano. Siamo in un'epoca singolare: la modernità impone cambiamenti persino a un'istituzione apparentemente immutabile come la Chiesa. Prima della scelta di Benedetto XVI, checché se ne dica, la presenza contemporanea di un regnante e un emerito non era prevista. Mentre oggi è lo stesso Francesco ad avere aperto alla possibilità che il modello attuale sia replicabile. In Vaticano si starebbe così lavorando a una riforma per disciplinare la materia.

Ratzinger, quel "problema", lo ha posto in maniera indiretta, ma c'è chi tenta di affrontare la questione in modo completo. La domanda che circola dalle parti della Santa Sede è questa: cosa fare quando un pontefice non può più esercitare il suo ruolo? Come procedere, inoltre, dinanzi a una rinuncia del Papa? Sono due quesiti simili, che possono essere concatenati o no. Poi c'è la "convivenza" tra due vescovi di Roma: un altro punto delicato. Uno in carica e uno no, certo, ma pur sempre due. Un intervento normativo costituirebbe pure uno strumento per evitare sovrapposizioni tra due "uomini vestiti di bianco". Quante volte, in questi otto anni, Bergoglio e Ratzinger hanno creato, certo in modo non voluto, assist a narrative su una separazione in casa?
Il professor Valerio Gigliotti, accademico universitario che si occupa da tempo di pontificato emerito, premette, interpellato da IlGiornale.it, che "il papa può ammalarsi, può invecchiare (e molto!), può sentire venir meno le proprie forze fisiche e psichiche, ma può anche trovarsi in condizione di inabilità a esercitare il proprio ufficio, temporanea o permanente, dovuta a impedimenti fisici e improvvisi - un incidente o la sopravvenuta 'follia' ad esempio - o a coercizioni esterne: una minaccia, una prigionia (sono i casi di cosiddetta Sede Apostolica impedita)…". Insomma, esistono numerose fattispecie da analizzare. Ma il Papa, e questo è il punto focale, rimane un essere umano che può, per impedimenti o cause di vario genere, essere costretto a scendere dal soglio di Pietro.

Un Papa, però, deve esistere. E su questo non c'è possibilità di discussione. Gigliotti, nella sua disamina, tiene a mente un adagio latino: "papa fluit, papatus stabilis est", ossia il Papa passa, mentre il papato resta. Sul resto si può ragionare. Tornando alla rinuncia di Ratzinger, Gigliotti nota come quel passaggio abbia rappresentato uno spartiacque per la storia della Chiesa cattolica: "La dichiarazione di papa Benedetto XVI che annunciava la propria volontà di 'rinunciare all’ufficio' - prosegue il professore - ha sicuramente segnato un tournant nella storia del diritto canonico in relazione ad un istituto che si pensava ormai sepolto tra i tomi polverosi della normativa medievale: la rinuncia".

Il momento sembra maturo per procedere con delle disposizioni capaci di regolare ogni eventualità. Iniziano anche a esistere alcune che possono tracciare la rotta. Come quella di"Geraldina Boni, su "Stato, Chiese e pluralismo confessionale" . Il professor Gigliotti ci ha detto che "l’autrice sottolinea come emerga 'sempre più nettamente l’esigenza che proprio dagli esiti cui la dottrina è approdata […] il legislatore supremo possa attingere spunti ragionati e ben argomentati per la promulgazione di una normativa su questi temi: una normativa che pare oramai urgente e indilazionabile'". Ogni giorno può essere quello buono per la riforma.
Cosa accadrà? Tra chi pronostica che Ratzinger possa essere "silenziato" dalla nuova normativa e chi pensa banalmente che si vada verso la regolarizzazione del pontificato emerito, è comunque lecito immaginare che di vescovi di Roma emeriti, di qui in avanti, possano essercene altri.
ilgiornale.it