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Caso Viganò: l’arcivescovo e il suo doppio - Corrispondenza romana

(Roberto de Mattei) Il pontificato di papa Francesco volge al tramonto, come ormai molti ammettono, ma un tramonto può essere burrascoso e nessuno sa quanto profonda sarà la notte che ad esso seguirà prima che finalmente sorga l’alba.

La rinuncia all’arcidiocesi Monaco di Baviera da parte del cardinale Marx è uno dei segni della tempesta che si addensa, ma esiste un’altra nube minacciosa, tanto più inquietante in quanto portata non dal vento del progressismo, ma dal vento del cosiddetto tradizionalismo. La nube ha la figura, se non l’identità di un illustre prelato: mons. Carlo Maria Viganò, arcivescovo titolare di Ulpiana ed ex-nunzio apostolico negli Stati Uniti. Che cosa sta accadendo dunque?
Mons. Viganò è un arcivescovo che si è distinto nel servizio alla Chiesa, condotto sempre, con generosità e spirito di dedizione. Dopo una brillante carriera diplomatica, dal 2009 al 2011 è stato segretario del Governatorato della Città del Vaticano, inimicandosi molti per la decisione con cui è intervenuto per risanare l’economia della Santa Sede. Nel 2011 Benedetto XVI lo ha nominato nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America. Ha brillantemente ricoperto questa carica fino al 12 aprile del 2016 quando, al compimento dei suoi 75 anni, papa Francesco ne ha accolto le dimissioni. Come lo stesso mons. Viganò ha rivelato il 23 giugno del 2013, egli fu ricevuto dal nuovo pontefice e, con la franchezza che gli è propria, lo mise al corrente della disastrosa situazione di una parte del clero negli Stati Uniti, con particolare riferimento al caso del cardinale McCarrick.
Il Papa lo ascoltò, ma nulla fece, anzi lasciò che la situazione si aggravasse. Il pontificato bergogliano raggiunse l’acme della sua crisi dopo la promulgazione dell’Esortazione Amoris laetitia del 19 marzo 2016. Le preoccupazioni di Mons. Viganò aumentarono ed egli si avvicinò ai cattolici che manifestavano uno spirito di filiale resistenza nei confronti di papa Francesco. Finalmente, il 22 agosto 2018, l’ex nunzio negli Stati Uniti pubblicò una drammatica testimonianza in cui portò alla luce l’esistenza di una rete di corruzione nella Chiesa, chiamando in causa i responsabili, a cominciare dalle supreme autorità ecclesiastiche. Le rivelazioni di mons. Viganò non sono mai state smentite, ma anzi confermate dai provvedimenti che papa Francesco prese contro il cardinale Mc Carrick. Temendo per la sua incolumità, ma anche per mantenere un atteggiamento di riserbo, mons. Viganò si ritirò in un luogo segreto, dove tuttora risiede. Altri interventi seguirono alla prima coraggiosa dichiarazione, dal documento Scio cui credidi del 28 settembre 2018, alla lunga intervista al Washington Post del 10 giugno 2019. Ciò che caratterizzò questi interventi fu che essi furono rari e circoscritti nei contenuti. Mons. Viganò si esprimeva con fermezza, ma parlava solo di ciò che conosceva direttamente, con semplicità e nobiltà di linguaggio. Su ciò si fondava la sua credibilità

Nel 2020, l’anno della pandemia, qualcosa inaspettatamente cambiò e un nuovo mons. Viganò si affacciò alla ribalta. Quando parliamo di un “nuovo” mons. Viganò non ci riferiamo naturalmente alla sua persona privata, ma alla sua identità pubblica, quale appare dalla profluvie di discorsi che iniziò a pubblicare a partire dall’appello contro il “Nuovo Ordine Mondiale” dell’8 maggio 2020. Questo appello non mancò di suscitare forti interrogativi nel mondo cattolico a lui vicino, fino a spingere alcuni suoi amici ed estimatori a non sottoscriverlo. Nelle dichiarazioni sempre più numerose da lui pubblicate il tono divenne ampolloso e sarcastico e i temi si allargarono ai campi teologico e liturgico, nei quali egli aveva sempre dichiarato di non avere competenza, fino a spingersi a considerazioni di geopolitica e filosofia della storia, estranee al suo modo di pensare e di esprimersi. Due temi cari ai tradizionalisti, quali la liturgia e il Concilio Vaticano II, divennero il suo cavallo di battaglia, in un quadro di filosofia della storia dominato dall’idea di un “gran reset”, che attraverso la dittatura sanitaria e la vaccinazione di massa avrebbe portato allo sterminio dell’umanità. Papa Francesco, generalmente indicato come “Bergoglio” sarebbe uno degli artefici di questo piano.
A chi meglio lo conosceva, o a chi con maggior attenzione aveva seguito i suoi interventi, apparvero immediatamente chiare le divergenze tra le dichiarazioni di mons. Viganò del 2020-2021 e quelle del 2018-2019. Una domanda si impone con forza sempre maggiore: è veramente l’arcivescovo Viganò l’autore degli scritti dell’ultimo anno?
Occorre fare a questo punto una precisazione. L’utilizzazione di collaboratori per i propri discorsi non ha in sé nulla di deplorevole. I Papi e i Capi di Stato, si servono abitualmente dei cosiddetti “ghost writer” che compiono delle ricerche per loro conto o danno forma letteraria ad idee che essi indicano loro. Anche gli sportivi e gli uomini dello spettacolo affidano spesso a giornalisti i loro libri di impressioni o di memorie.

Ci sono però due rischi da tenere presenti. Innanzitutto, colui che firma un testo, che ne sia l’autore o no, se ne assume la responsabilità, sia per quanto riguarda la forma che il contenuto del discorso, e deve essere molto attento ad evitare che il suo pensiero e il suo linguaggio ne escano travisati.
In secondo luogo, chi si assume la paternità di un testo, dovrebbe dare le indicazioni generali a chi lo scrive, in modo che questi sia il suo braccio e non la sua mente. Sarebbe infatti pericoloso che fosse il “ghost-writer” a determinare la linea di pensiero del firmatario del testo. E ciò può accadere quando l’autore invisibile si sovrappone a quello visibile, a causa di una maggiore competenza o forza di personalità.
Ancora più pericolosa sarebbe la situazione se si creasse un rapporto di dipendenza tale, che l’autore visibile non potesse fare a meno di quello invisibile e questi, ad esempio, scomparisse, o volesse imporre contenuti inaccettabili, creando per l’autore visibile un drammatico “vuoto di comunicazione”

La domanda che poniamo è dunque questa: l’analisi del linguaggio e dei contenuti dei documenti prodotti da mons. Viganò negli anni 2020-2021 rivela un autore diverso da quello degli anni 2018-2019. Ma se mons. Viganò non è l’autore dei suoi scritti, chi è che oggi si sostituisce a lui con la parola, e forse anche con il pensiero?
Non avremmo mai aperto il caso se tanti buoni tradizionalisti non presentassero come un quasi-magistero le dichiarazioni, non di mons. Viganò, ma del suo “doppio”. Un chiarimento è necessario per il bene della Chiesa e delle anime che hanno in mons. Carlo Maria Viganò un punto di riferimento, ma anche nell’interesse dell’Arcivescovo che tanto bene ha servito la Chiesa e può ancora continuare a servirla.
(Roberto de Mattei)

P. S. Mons. Carlo Maria Viganò è stato già privatamente avvertito, da più persone, dell’esistenza di questo problema, da oltre un anno a questa parte.

corrispondenzaromana.it

Elogio della Sodomia:

N.S.dellaGuardia
Oggigiorno è dal tenore degli attacchi personali che si riconosce la verità ed integrità di una persona ed il suo messaggio.
Chissà se de Mattei è andato a ripetizione da spadaro o melloni...
AvisObservans
Ad ogni modo, io starei più attento sui "cloni" di certi personaggi famosi.
A volte vengono sostituiti con sosia, per controllare quello che dicono e fanno in pubblico.
Magari hanno "rimpiazzato" anche il Monsignore, non sarebbe il primo a caderne vittima (si ricordi suor Lucia di Fatima...).
fidelis eternis
Visto quello che continua a scrivere, mons. Viganò, è più facile che abbiano sostituito De Mattei con un sosia, previa plastica facciale, accompagnando l'originale al capolinea...
Sfinx 1
Concordo pienamente con le parole di De Mattei.Il Great Reset e il terrapiattismo sono sullo stesso piano. Qualunque persona dotata di buon senso e razionalità può capirlo. Questo ci insegna quanto le fake news diffuse sui social abbiano potere nel distorcere le opinioni della gente inoculando falsità nelle menti di chi legge.
N.S.dellaGuardia
Anche quelli come lei fans di billgates e bergoglio non scherzano... diciamo pure che siete in cima alla lista... auguri.
Francesco I
Giangian
Ma De Mattei ci fa o ci è? Non ha visto i numerosi video in cui lo stesso Viganò si espone con il suo viso e denuncia quello che poi si trova anche in numerosi suoi discorsi scritti? E' De Mattei che sta ampiamente deludendo il mondo della tradizioni per il suo filo-vaccinismo, assolutamente anti cattolico...e forse per i suoi agganci con un certo mondo politico con il quale ci saranno dei …More
Ma De Mattei ci fa o ci è? Non ha visto i numerosi video in cui lo stesso Viganò si espone con il suo viso e denuncia quello che poi si trova anche in numerosi suoi discorsi scritti? E' De Mattei che sta ampiamente deludendo il mondo della tradizioni per il suo filo-vaccinismo, assolutamente anti cattolico...e forse per i suoi agganci con un certo mondo politico con il quale ci saranno dei legami molto forti....CHE TRISTEZZA
gianlub2
DeMattei è "delirante"
gianlub2
Il "gatekeeper" DeMattei. Il Signore lo maledice e seguirà all'inferno Bergoglio...auguri
fidelis eternis
Nooo, speriamo che di ravveda, che si svegli dal sonno ipnotico del bergoglismo, moderno basilisco da non degnare di uno sguardo, pena l' offusamento e l' ottundimento della mente e dello spirito, glie lo auguro di cuore...
gianlub2
No, no......non si sveglia........a sua punizione
gianlub2
Il "veleno", il DeMattei, lo teneva anche gli scorsi anni......solo che lo teneva nascosto.....ora le "maschere" devono cadere: "Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce"
kaspita
Roberto De Mattei, lei attraversa una crisi spirituale. Lo Spirito di Dio non segue le mode, le apparenze, le sensazioni. Ed è sempre in continuità.
Veritasanteomnia
Che dire? Anche i Nobiluomini possono essere capaci di distillare finissimi veleni
SERGIO FERRI
Padre Pasquale, mi consenta. La credibilità ai miei occhi l'ha persa - a mio modesto parere (per quel che vale, naturalmente) - colui che firma l'articolo velenoso indirizzato a Mons. Viganò. Sembra ormai che il Monsignore rappresenti per costoro, facenti parte del nutrito numero dei cd. "Tradizionalisti a la carte", pietra di scandalo. Il combinato disposto tra crisi democratica causata dal …More
Padre Pasquale, mi consenta. La credibilità ai miei occhi l'ha persa - a mio modesto parere (per quel che vale, naturalmente) - colui che firma l'articolo velenoso indirizzato a Mons. Viganò. Sembra ormai che il Monsignore rappresenti per costoro, facenti parte del nutrito numero dei cd. "Tradizionalisti a la carte", pietra di scandalo. Il combinato disposto tra crisi democratica causata dal virus e crisi interna alla Chiesa docente ha fatto emergere con chiarezza cosa è realmente ognuno.
Io preferisco chi si espone ricordando semplicemente a tutti l'abc dell'essere "cattolico". Come fa il Nostro. Gli altri a me paiono personaggi che fanno solo finta di fare opposizione, restando in definitiva dei rivoluzionari "modernisti" o peggio:cani da guardia in incognito dell'Innominato.
Maurizio Muscas
Non riesco a scorgere la sopravvenuta doppiezza di sua ecc. mons. Viganò. Solo perchè scettico come peraltro Gotti Tedeschi sulla sedicente pandemia?
fidelis eternis
Hip, hip, hip hurrà per mons. Viganò !
padrepasquale
Ciò che aiuta veramente la Chiesa è l'unità e la comunione con il Santo Padre Papa Francesco. Mons. Viganò con i suoi atteggiamenti contro il Papa e il Vaticano, purtroppo, ha perso ogni credibilità.
Christoforus78
@padrepasquale quale comunione? Quella del clero tedesco che si allontana da ogni pronunziamento romano? Quello del clero americano spaccato a metà da fazioni politiche che non riescono a trovare una unità su un tema cosí ovvio per ogni uomo di Dio, ovvero la condanna della aborto e di tutti i suoi promotori? Non si può fingere che la Chiesa abbia perso la bussola e il Papa non se lo fila più …More
@padrepasquale quale comunione? Quella del clero tedesco che si allontana da ogni pronunziamento romano? Quello del clero americano spaccato a metà da fazioni politiche che non riescono a trovare una unità su un tema cosí ovvio per ogni uomo di Dio, ovvero la condanna della aborto e di tutti i suoi promotori? Non si può fingere che la Chiesa abbia perso la bussola e il Papa non se lo fila più nessuno, con buona pace di chi finge fedeltà ma lo fa solo quando gli torna comodo.
padrepasquale
Appunto. Ritorno alla fedeltà al Santo Padre.
Suari
fedeltà al Vangelo per prima
LiberaNosDomine
SUARI ... La fedeltà è solo al Vangelo e a colui che ha fondato la Chiesa ... tutto il resto è noia
Francesco Federico
@padrepasquale ,Sia cortese mi spieghi l'altissimo e recondito magistero del lider maximo argentino contenuto in questa proposizione:
lamprotes
Non ti risponderà, starà zitto! Quel "religioso" francescano non è figlio né di san Francesco né del santo Vangelo ma dello stalinismo ecclesiastico tuttora in voga. Di conseguenza va avanti per slogans non per ragionamenti razionali e fondati.
lamprotes
"Padre" Pasquale: "Fedeltà al leader maximo (che se poi contraddice il Vangelo chi se ne frega?)!!!"
gianlub2
Il Signore è con Mons Viganò. Chi lo disprezza è "figlio di satana"
gianlub2
Mi dia retta padrepasquale: "si leghi una macina al collo e si getti in mare"......insieme a DeMattei
One more comment from gianlub2
gianlub2
DeMattei "vede doppio"......probabilmente si fà le "canne" 😂 😂 😂 😂 😂 😂
fidelis eternis
Io avvertirei anche il prof Roberto de Mattei di un incredibile cambiamento: il suo. Lo seguivo con simpatia ed ammirazione fin dal 2005, fall' epoca delle sue dichisrazioni sullo tsunami del 24 dic in Asia, chr lo resero bersaglio dei modernisti, falsi buonisti e veri ingannatori. Ma dopo il suo voltafaccia sui vaccini non lo riconosco più e ne prendo ufficialmente le distanze, come le prendo …More
Io avvertirei anche il prof Roberto de Mattei di un incredibile cambiamento: il suo. Lo seguivo con simpatia ed ammirazione fin dal 2005, fall' epoca delle sue dichisrazioni sullo tsunami del 24 dic in Asia, chr lo resero bersaglio dei modernisti, falsi buonisti e veri ingannatori. Ma dopo il suo voltafaccia sui vaccini non lo riconosco più e ne prendo ufficialmente le distanze, come le prendo da questo suo scritto, di chiaro intento denigratorio e depistatorio. No, caro professore, non uno, ma cento, mille mons. Viganò "seconda serie" ci vorrebbero per gettare fuori dall'Ovile Santo Bergoglio e la sua ciurma di pirati, e ognuni faccia la sua scelta di campo. Viganò l' ha fatta, grazie a Dio.
N.S.dellaGuardia
Già, è molto preoccupante.
lamprotes
Preoccupante ma umano. Ci sono persone che non sono votate al martirio: riescono a sostenere l'isolamento e l'aspro combattimento ma fino ad un certo punto poi cedono. A quel punto si adattano e cercano un compromesso. Dio sa di che pasta è fatto l'uomo e per questo cerca di abbreviare i giorni della prova perché anche i giusti potrebbero cadere, nel lungo tempo.
Maurizio Muscas
De Mattei mi ricorda quel don Ariel il teologo del cerchiobottismo.