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In Israele riemergono ‘pezzi’ di Bibbia: archeologi ritrovano un’antica fortezza dell’epoca del Re Davide

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Scavo archeologico in Israele riporta alla luce un antica fortezza biblica: civiltà delle quali si erano quasi perse le tracce riemergono dal passato

A cura di Monia Sangermano 14 Novembre 2020

Pezzi di storia e di Bibbia che riemergono dal passato. Di recente sulle alture del Golan, in Israele, durante scavi esplorativi prima della costruzione di un nuovo quartiere, è stato rinvenuto quello che potrebbe essere il più antico insediamento fortificato risalente all’epoca di Davide, secondo re di Israele, databile a circa 3.000 anni fa. All’interno dei resti del forte nel sito di Haspin, nel nord di Israele, datato all’XI-IX secolo a.C., sono state rinvenute le incisioni rupestri di due figure che tengono le braccia in alto, forse in preghiera e probabilmente rivolte verso la Luna. Non è ancora noto chi presidiasse la fortezza, costruita con grandi massi di basalto e muri larghi quasi un metro e mezzo. Come ha spiegato al “Times of IsraelRon Be’eri, consulente scientifico della Israel Antiquities Authority, l’ipotesi è che la fortezza dell’era del re Davide (che rese gli israeliti, con loro capitale Gerusalemme, un popolo stanziale e organizzato) possa essere la prima prova della presenza dei geshuriti citati nella Bibbia. “Nel momento in cui gli imperi egiziano e ittita vengono distrutti si crea un grande vuoto. Non abbiamo resoconti scritti di quell’epoca e torniamo a una sorta di ‘preistoria’ in cui possiamo fare affidamento solo su manufatti fisici. Quindi si entra nel campo delle supposizioni”, ha spiegato l’archeologo israeliano.

Il piccolo forte ritrovato ora venne costruito su una collina che poteva servire come punto d’osservazione in una posizione strategica, sopra il canyon del fiume El-Al. Secondo Be’eri, il forte testimonia l’era di conflitti e della lotta per il controllo iniziata dopo la caduta dell’impero ittita settentrionale intorno al 1180 a.C. Tra i popoli che si battevano c’erano i geshuriti, ovvero un gruppo di aramei la cui capitale si trovava nell’odierna Betsaida, a nord del Mar di Galilea. Come ha spiegato Be’eri, è altamente probabile che il forte di Haspin (o Hispin) appartenesse al popolo geshurita o a un altro gruppo arameo. Le testimonianze fisiche di questi popoli giunte fino a noi sono poche e nessuna documentazione testuale esterna a parte alcune citazioni nella Bibbia. I manufatti israeliti dell’epoca visibili ancora oggi sono tanti, ma vi sono molti meno resti lasciati dai popoli aramei. Gli esempi più vicini ai reperti del forte si trovano nel sito archeologico di Tel Bethsaida.

Come è spiegato dalla della Israel Antiquities Authority, lo scavo archeologico del sito è stato eseguito principalmente da residenti e giovani locali. “È possibile che il forte fosse presidiato dai geshuriti, che secondo la Bibbia, governarono nel Golan meridionale e intrattenevano relazioni diplomatiche con il re Davide e la dinastia davidica. Il complesso che abbiamo esposto è stato costruito in una posizione strategica sulla piccola collina, sopra il canyon El-Al, che domina la regione, in un punto in cui era possibile attraversare il fiume – spiegano i direttori degli scavi, Barak Zin ed Enno Bron -. Durante lo scavo è stato scoperto un altro raro ed emozionante ritrovamento, una grande pietra di basalto con incisione schematica di figure a due corna con braccia aperte. Potrebbe esserci anche un altro oggetto accanto a loro. È interessante notare che nel 2019, una figura scolpita su una stele di pietra cultuale è stata trovata nel progetto di spedizione di Bethsaida, diretto dal dottor Rami Arav della Nebraska University, a Betsaida appena a nord del Mare di Galilea. La stele, raffigurante una figura cornuta con le braccia aperte, è stata eretta accanto a una piattaforma rialzata (bama) adiacente alla porta della città. Questa scena è stata identificata da Arav come rappresentante del culto del dio della luna. La pietra di Hispin si trovava su uno scaffale vicino all’ingresso e non una, ma vi erano raffigurate due figure.

Secondo gli archeologi, è possibile che una persona che ha visto l’imponente stele di Betsaida, abbia deciso di creare una copia locale della stele reale. La città fortificata di Betsaida è considerata dagli studiosi la capitale del regno arameo di Geshur, che governò il Golan centrale e meridionale 3000 anni fa . Le città del Regno di Geshur sono conosciute lungo la costa del Mar di Galilea, tra cui Tel En Gev, Tel Hadar e Tel Sorag, ma i siti sono poco conosciuti nel Golan. Questo complesso fortificato unico solleva nuovi problemi di ricerca sull’insediamento del Golan nell’età del ferro. A seguito di questa scoperta, verranno apportate modifiche ai piani di sviluppo insieme al Ministero dell’edilizia abitativa e delle costruzioni, in modo che l’unico complesso fortificato non venga danneggiato. Il complesso si svilupperà come un’area aperta lungo la riva del fiume El-Al, dove si svolgeranno attività didattico-archeologiche, come parte del patrimonio culturale e di legame con il passato. Siamo sbalorditi da questi rari risultati e grati per l’opportunità di sperimentare il lavoro sul campo e rafforzare i legami delle giovani generazioni con le loro radici”.
Mauro Livoni Livoni
Leggete a proposito questo articolo. E' una scoperta fondamentale dell'investigatore biblico investigatorebiblico.wordpress.com/…atti-narrati-un-mio-studio-pe/