Join Gloria’s Christmas Campaign. Donate now!
Clicks13.3K
Francesco Federico
207

Padre Nostro in versione sacrilega.

Nell’intervista al cardinal Giuseppe Betori – Avvenire 10/7/2017 – si ha conferma di una prossima correzione del testo evangelico, così come voluta dal Papa Francesco I, d’intesa con i più dotti biblisti in circolazione. “Un Lavoro di squadra”, osserva compiaciuto il presule fiorentino, che ha stabilito essere, il passo di Matteo 6, 13 “E non ci indurre in tentazione” del tutto inaccettabile poiché – ragionano Papa Francesco, il cardinal Betori e la squadra dei biblisti – Dio, che è somma bontà ed infinita misericordia, non può mai ‘indurre’ in tentazione. Pertanto, posta tale ‘verità’, il verbo incriminato va sostituito con altro più corrispondente alle predette divine bontà e misericordia.
Ed ecco, allora, uscire dal cilindro del vocabolario conciliare la magica soluzione sostitutiva: “Non ci abbandonare alla tentazione”, formula che, pur non essendo – al settembre 2018 – stata sancita in AAS, vien recitata qua e là. Una formula, come abbiam detto sopra, che determina una doppia nefasta deriva: teologica e semantica e di cui ci apprestiamo a rendere conto e ragione.
Il N. T., come si sa, è scritto in lingua greca che, pur diversa essendo dall’aramaico parlato da Gesù, è testo canonico su cui si fondano l’intera Rivelazione e il ‘Depositum fidei’. Ciò per dire che, greca o aramaica la versione, niente cambia ai fini della inerranza della Parola di Dio fattosi uomo.
Cosa dice, allora, Gesù (Mt. 6, 13)?.

Dice testualmente

καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν,
ἀλλὰ ῥῦσαι ἡμᾶς ἀπὸ τοῦ πονηροῦ."

Traslitterazione:

kài mè eisenègkes emàs èis
peirasmòn, allà rysai emàs apò tù ponerù”,

corrispondente al latino della Vulgata di San Girolamo

"et ne nos inducas in tentationem sed libera nos a malo”, cioè, “E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male”.

Papa, cardinal Betori e squadra di biblisti affermano che Dio non induce in tentazione. Bene, ci dicano allora, che cosa voglion significare le tante prove – vere e proprie induzioni in tentazione – a cui, come racconta il V. T., il Signore sottopone Israele, i profeti, Abramo, Giobbe, così come recita il salmo 138, 1 e come si legge nel N. T. – vangelo di Matteo 4, 1/11 – lo stesso Gesù essere indotto in tentazione, messo alla prova come espressamente recita il testo greco “Tóte o Iesùs anèchthe éis tèn érmon ypò tù Pnèumatos peirasthènai ypò tù diabólu” – Tunc Iesus ductus est in desertum a Spiritu, ut tentaretur a diabolo – Allora Gesù fu condotto nel deserto dallo Spirito (Santo) perché fosse tentato dal diavolo.

Non c’è ragione per dilungarci a dimostrare quanto presuntuosa ed offensiva sia la decisione di cancellare il verbo ‘indurre’ per ‘abbandonare’ in quanto è chiarissimo, anche ai ciechi, il potere e la volontà che Dio ha di imporre prove, cioè, ‘indurre in tentazione’, così come bene recita il salmista.
Gravissimo atto di protervia culturale e di ribellione, pertanto, si pone, sotto l’aspetto teologico, siffatto tentativo di correggere il Verbo di Dio ritenuto non al passo dei tempi. Eresìa, non v’è dubbio.

Ora, se con la sostituzione di ‘indurre’ con ‘abbandonare’ s’è compiuta, riferita al versante teologico, un’azione eretica e un’offesa a Colui che è Verità, sotto quello semantico s’è raggiunto il massimo del ridicolo. I soloni, che pretendono di rettificare Cristo, sono naufragati nel mare del tragicomico peggiorando ancor il criticato ‘indurre’. Noi, pertanto, con l’ausilio della sola analisi etimo/logico/semantica dei due verbi – indurre/abbandonare – dimostreremo come l’adozione del secondo realizzi una visione addirittura sacrilega.

Vediamoli.
a – Indurre. Verbo che ricalca il latino ‘in-ducere’ – condurre verso – e che, nelle varie e molteplici circostanze in cui viene flesso, sta a significare un dinamismo con cui un soggetto spinge e/o viene spinto a comportamenti, gesti per lo più negativi come: indurre in errore, indurre a delinquere . . . Ora, considerando l’etimo e la semantica, si può notare come nel composto in-durre sia presente un iniziale moto a cui il soggetto collegato non viene necessariamente coartato a cedere tanto, che l’indurre in tentazione altro non è che un ‘tentativo’, operazione che sollecita un alcunché ma non a condurlo a termine. Abbiam detto sopra che Dio ‘mette alla prova’ sì come appare, fra i numerosi, dagli esempî di Giobbe e di Gesù, due che, in modo diverso, seppero respingere l’induzione dandoci il modello per come si possa superare un momento critico.
Fatto, pertanto, chiaro che lo ‘indurre’ del Padre Nostro esprime la volontà di Dio secondo la quale Egli mette alla prova, non è automatico che l’uomo debba cadere nel peccato in quanto il suo libero arbitrio, illuminato e ammaestrato dalla Legge divina, gli permette la conoscenza del Bene e del male e, quindi, la volontà di resistere e vincere.
Colui che pratica sport estremi, l’acrobata, il rocciatore, mette se stesso alla prova, si ‘induce’ nel rischio non perché debba sicuramente fallire ché non avrebbe senso alcuno sfidare il proprio limite se non venisse posta a priori la volontà di superare la linea che segna le due aree: la sconfitta e la vittoria.
b – Abbandonare. Verbo di etimologìa varia che gli specialisti riconducono a un antico francese “à ban donner” – dare in balìa di – o ad un “a bando dare” – proscrivere, lasciare definitivamente. Comunque lo si usi, mantiene un significato di larga univocità, e cioè: lasciare qualcuno/qualcosa senza aiuto, senza protezione, dimenticare volontariamente o non qualcuno/qualcosa. Insomma, il concetto che ne vien fuori dice come l’abbandonare valga azione che, riferita alla nuova formula del corretto Padre Nostro, farebbe di Dio un Essere perfido o scordarello che, caduto l’uomo in tentazione, ve lo lascia senza aiuto, senza possibilità di recupero, senza mezzi di riscatto, disinteressandosi di lui. Ora, sarebbe paradossale che nella preghiera, insegnataci da Cristo stesso, si chieda al Padre di non ‘abbandonarci’ alla tentazione, di non lasciarci soli e privi del suo aiuto. Una pezza, come ben si avverte, peggiore del buco che si vorrebbe rammendare, a gloria del Pontefice, del cardinal Betori e della squadra degli acculturati biblisti.
Noi ci sentiamo in dovere di consigliare costoro a non avventurarsi in conflitti con la Parola di Cristo ché la sconfitta, così come la figuraccia, è sicura, oltre che lo scotto da pagare.
Cosicché, appare chiaro come la sostituzione del dinamico indurre con lo statico abbandonare renda un pessimo servigio alla Verità e riveli la smania revisionistica della neoChiesa che, per modellare una pastorale a sola caratura umana, fa la pesa alla Parola di Dio. Ma la rivoluzione bergogliana, che gronda misericordia da ogni artiglio, va avanti inarrestabile fidando sulla parola (!) di p. Arturo Sosa, attuale ‘papa nero’, il gesuita che afferma come, per essere bravi cristiani di oggi, sia necessario contestualizzare storicamente, cioè secondo l’hegeliano ‘zeitgeist ‘ – lo spirito del tempo – la Parola di Cristo il quale, lo si dica chiaro e schietto e lo si sappia, non disponeva di registratori vocali, per cui – come si dice in tali casi – “Verba (Christi) volant” – le parole (di Cristo) volano.

unavox.it
Cesare Barbadoro
Il cambio delle parole del Padre Nostro? Per incontrare il consenso di un cattolicesimo secolare ma spiritualmente immaturo. La tentazione è l’unica opportunità di riscatto dalla concupiscenza ereditata dal Peccato d’Origine. E’ la prova; il ”vaglio” necessario per meritarci il bene promesso. E’ palesemente ovvio che Dio, nostro Padre, desidera unicamente in nostro sommo bene ma, essendo Giusto, …More
Il cambio delle parole del Padre Nostro? Per incontrare il consenso di un cattolicesimo secolare ma spiritualmente immaturo. La tentazione è l’unica opportunità di riscatto dalla concupiscenza ereditata dal Peccato d’Origine. E’ la prova; il ”vaglio” necessario per meritarci il bene promesso. E’ palesemente ovvio che Dio, nostro Padre, desidera unicamente in nostro sommo bene ma, essendo Giusto, non può violare la nostra libertà. Quindi, il “non indurci”, è la corretta invocazione che si fa al Padre per darci la forza, sostenere, e rendere sopportabile con le nostre forze ciò che il Maligno, con la tentazione, ci frappone per meritare il Paradiso. Se Dio ha permesso che cadesse in tentazione il proprio Figlio; con quaranta giorni e quaranta notti nel deserto alla mercé di Satana per provarlo con sacrifici superiori al limite delle umane capacità, perché non dovrebbe provare noi? «Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo» (Mt 4,1). Orbene, sapendo che la prova sarà certamente difficile ma utile, penso che sia corretto pregare il Padre con l’invocazione: “non ci indurre in tentazione ma liberaci dal Maligno”. Dio, pur essendo Misericordioso, è anche Giusto. Come ha provato Suo Figlio (con il: “fu condotto dallo Spirito”) perché non dovrebbe provare noi? Non esiste Giustizia, e merito, senza prova. Dio non lascia cadere l'uomo, ma permette che venga messo alla prova.
Il “…ma liberaci dal male”, è un’espressione impropria quando, per umana condizione, inesorabile ci attenderà il dolore a la morte. E anche se Dio, per Sua Volontà, può mediare questa condizione può, con maggior efficacia intervenire a favore nostro contro la causa primaria di tutto il Male: Satana. L’unica creatura capace del male assoluto: la dannazione eterna! Sarebbe, quindi, più opportuno invocare il Padre con il: “ …ma liberaci dal Maligno”.
tyrondavid likes this.
Il presagio
“Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo”.
Mi cha el and one more user like this.
Mi cha el likes this.
Christoforus78 likes this.
Christoforus78
Su La Repubblica organo ufficiale della Vaticano spa, il cambio del Padre Nostro viene spiegato da Sue Ereticità Enzo Bianchi con la scusa di renderlo più aderente ai tempi. Certo questo Gesù è ormai datato i suoi testi sono da aggiornare. Sono semplicemente ridicoli.
alessandro andreani likes this.
tyrondavid likes this.
il vandea
Un aspetto non secondario: il Padre Nostro viene spesso impartito da recitare come penitenza dopo una confessione. Coloro che lo reciteranno in versione 'bergogliana' avranno adempiuto alla penitenza o no? In quest'ultimo caso l'assoluzione non sara' effettiva e andranno a comunicarsi ancora in stato di peccato , compiendo un sacrilegio e dannandosi. Non rimane che pregare il Signore affinche' …More
Un aspetto non secondario: il Padre Nostro viene spesso impartito da recitare come penitenza dopo una confessione. Coloro che lo reciteranno in versione 'bergogliana' avranno adempiuto alla penitenza o no? In quest'ultimo caso l'assoluzione non sara' effettiva e andranno a comunicarsi ancora in stato di peccato , compiendo un sacrilegio e dannandosi. Non rimane che pregare il Signore affinche' dia al piu' presto un papa cattolico alla sua Chiesa.
Sancte Joseph
Questi cambiamenti passano tranquillamente e vengono accolti perché la "beata ignoranza" appoggia sul digiuno dalla sana Dottrina Cattolica. Per cui ad avere una colpa ben più grande saranno uomini di Chiesa
Acchiappaladri
@ricgiu Opportuna riflessione; anch'io ultimamente spero molto nell'ignoranza invincibile come strumento della Divina Misericordia per poter evitare la dannazione a una moltitudine di anime.
Testimone82 and one more user like this.
Testimone82 likes this.
solosole likes this.
Carlo Maria
Jorge Mario Bergoglio non ha alcuna autorità per autorizzare un cambiamento delle parole del Padre Nostro.
Più volte Jorge Mario Bergoglio ha dimostrato di essere eretico in quanto ha approvato totalmente le eresie degli eretici non volendo che gli eretici si facessero cattolici! In particolare, Jorge Mario Bergoglio ha difeso esplicitamente e ripetutamente qualsiasi posizione di coscienza e …More
Jorge Mario Bergoglio non ha alcuna autorità per autorizzare un cambiamento delle parole del Padre Nostro.
Più volte Jorge Mario Bergoglio ha dimostrato di essere eretico in quanto ha approvato totalmente le eresie degli eretici non volendo che gli eretici si facessero cattolici! In particolare, Jorge Mario Bergoglio ha difeso esplicitamente e ripetutamente qualsiasi posizione di coscienza e qualsiasi atto conseguente come fossero tutti ugualmente buoni, comprese le posizioni di coscienza e gli atti dei satanisti e dei genocidi e ovviamente anche dei pedofili!
Incredibile e assordante è stato il silenzio quasi completo su tutto ciò da parte dell'attuale gerarchia cattolica: la stragrande maggioranza di tale gerarchia sembra complice delle tremende malefatte di Jorge Mario Bergoglio.
Non sono quindi sorprendenti le accuse da parte dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò verso Jorge Mario Bergoglio, il quale in realtà mai è stato Papa.
Infatti il vero Papa è ancora Benedetto XVI in quanto non si è dimesso l'11 febbraio 2013 (dopo tale data era rimasto Papa a tutti gli effetti) e poi il 28 febbraio 2013 non ha fatto alcunché che lo potesse far passare da essere Papa a essere ex-Papa.
Di conseguenza Jorge Mario Bergoglio è ancora soltanto un Cardinale. Inoltre già da tempo si poteva facilmente inferire che il Cardinale Jorge Mario Bergoglio era caduto in eresia manifesta e molteplice.
Potete trovare maggiori dettagli in quest'opera:
Pace C. M., "Il vero Papa è ancora Benedetto XVI", Youcanprint 2017:
books.google.ro/…/Il_vero_Papa_%C…
oppure:
www.youcanprint.it
ricgiu
Il popolo di Dio che segue il Magistero attuale è inconsapevole dell'errore: interviene l'ottavo sacramento salvifico, la beata ignoranza.
www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2647_Pranzet…
Acchiappaladri likes this.
luca78 likes this.
Mi cha el
Mah...
Angie W.
Coloro che seguono Bergoglio hanno preferito obbedire ad un apostata e stanno disobbedendo a nostro Signore Gesù Cristo. Qual è il peccato dell'apostasia.
solosole and one more user like this.
solosole likes this.
luca78 likes this.
Mi cha el likes this.
Francesco I
Christoforus78 likes this.
Christoforus78
I pastori che ormai pascono solo se stessi avendo perso la Fede hanno bisogno di rinnovarsi di continuo per mantenere saldo il loro potere religioso. Dio si venera in Spirito e Verità non certo nelle formule e nella emotività. Hanno l'ardire di toccare la preghiera per eccellenza la cui parole sono state dettate da Nostro Signore. Gesù il Verbo incarnato non sceglieva di certo a caso le parole …More
I pastori che ormai pascono solo se stessi avendo perso la Fede hanno bisogno di rinnovarsi di continuo per mantenere saldo il loro potere religioso. Dio si venera in Spirito e Verità non certo nelle formule e nella emotività. Hanno l'ardire di toccare la preghiera per eccellenza la cui parole sono state dettate da Nostro Signore. Gesù il Verbo incarnato non sceglieva di certo a caso le parole ma ognuna di esse è piena di significato. Cambiare le parole è un sacrilegio perchè ci si vuole sostituire all'eterna presenza di Cristo.
ricgiu and one more user like this.
ricgiu likes this.
Angie W. likes this.
Francesco I
Evidentemente Nostro Signore, secondo Bergoglio, si è sbagliato ad insegnarci il
"Pater Noster" .
Bergoglio ritiene di saperne molto di più di Gesù.
solosole and 2 more users like this.
solosole likes this.
luca78 likes this.
Angie W. likes this.
vincenzo angelo
Interessante quello che scrive Maath,anche perche' i modernisti procedono per gradi,e quindi si lasciano aperte le porte per ulteriori evoluzioni nel (fra)intendimento della Dottrina e del Padre Nostro.D'altra parte, direbbe forse il card. Walter Kasper,se "Non e' possibile che l'Altare divida, perche' e' fatto per unire"e quindi da' l'Eucarestia a una coppia di cui uno dei due e'protestante,…More
Interessante quello che scrive Maath,anche perche' i modernisti procedono per gradi,e quindi si lasciano aperte le porte per ulteriori evoluzioni nel (fra)intendimento della Dottrina e del Padre Nostro.D'altra parte, direbbe forse il card. Walter Kasper,se "Non e' possibile che l'Altare divida, perche' e' fatto per unire"e quindi da' l'Eucarestia a una coppia di cui uno dei due e'protestante,allora un giorno potranno ben dire che non e' possibile che una preghiera cosi'universale come il Pater possa dividere...e quindi vai col sincretismo e gli aggiustamenti.
Walter
S. Agostino: "Alcuni codici hanno: e non portarci dentro la tentazione, il che mi sembra avere lo stesso significato, poiché entrambi i verbi traducono il termine greco. Molti poi, interpretando, dicono così: non permettere che siamo indotti in tentazione, spiegando il significato dell’espressione <<non indurci>>. Infatti Dio non induce direttamente, ma permette che sia indotto colui che priva …More
S. Agostino: "Alcuni codici hanno: e non portarci dentro la tentazione, il che mi sembra avere lo stesso significato, poiché entrambi i verbi traducono il termine greco. Molti poi, interpretando, dicono così: non permettere che siamo indotti in tentazione, spiegando il significato dell’espressione <<non indurci>>. Infatti Dio non induce direttamente, ma permette che sia indotto colui che priva del suo aiuto. Altro infatti è essere indotti in tentazione, altro essere tentati: infatti senza tentazione nessuno può essere provato, né di fronte a se stesso né di fronte agli altri; davanti a Dio invece ognuno è conosciutissimo prima di ogni tentazione. Quindi qui non si prega per non essere tentati, ma perché non siano indotti nella tentazione: così uno quando deve essere esaminato nel fuoco, non prega perché non ci sia il fuoco, ma perché non sia bruciato. Siamo indotti infatti se accadono delle cose che non possiamo sopportare. Quando dunque diciamo: Non ci indurre in tentazione, siamo avvisati di chiedere che, privati del suo aiuto, non acconsentiamo ingannati a qualche tentazione o non vi cediamo desolati".

catenaaureasintesi.blogspot.com/…/matteo-capitolo…
gloria 61 likes this.
Maath
Ottimo articolo spiega bene l'errore bergogliano, ovviamente c'è da dire che bergoglio e compagni cambiano così il Padre Nostro anche perchè seguono sottotraccia di nascosto lutero col suo servo arbitrio che esclude di per se la possibilità che la persona messa alla prova possa scegliere e scartare il peccato e la tentazione in cui è messo alla prova. Il non abbandonarci nella tentazione …More
Ottimo articolo spiega bene l'errore bergogliano, ovviamente c'è da dire che bergoglio e compagni cambiano così il Padre Nostro anche perchè seguono sottotraccia di nascosto lutero col suo servo arbitrio che esclude di per se la possibilità che la persona messa alla prova possa scegliere e scartare il peccato e la tentazione in cui è messo alla prova. Il non abbandonarci nella tentazione significa ''noi possiamo peccare o non peccare nella tentazione ma Dio non ci abbandona, ci salva per sola grazia comunque''?
Francesco I and one more user like this.
Francesco I likes this.
vincenzo angelo likes this.
vincenzo angelo
Giusto" indurre".Purtroppo,avendone letto solo qualcosa,di riporto, non posso dare l'indicazione precisa del quaderno in cui la Valtorta al riguardo da' una spiegazione interessante e ,se mistica autentica, datale direttamente da N.S.G.C.Gesu' risponde nientemeno che all'Iscariota, che era assente e Gli chiede se fosse vero che aveva detto che bisognasse pregare di essere risparmiati dalla …More
Giusto" indurre".Purtroppo,avendone letto solo qualcosa,di riporto, non posso dare l'indicazione precisa del quaderno in cui la Valtorta al riguardo da' una spiegazione interessante e ,se mistica autentica, datale direttamente da N.S.G.C.Gesu' risponde nientemeno che all'Iscariota, che era assente e Gli chiede se fosse vero che aveva detto che bisognasse pregare di essere risparmiati dalla tentazione e che si dovesse chiedere di esserne preservati.Gesu' gli risponde che gia' altre volte gli aveva spiegato ma che Giuda non capisce perche' fuorviato da cattive passioni e da ancor peggiori dottrine.Insomma era gnostico.Anche questi sono un po' gnostici,mi sembra.Mettono troppo al centro l'uomo, il suo percorso di conoscenza,mentre Dio deve stare immobile ad amare con Misericordia e basta,come una statua,un idolo passivo.Invece e' un Dio' vivo che interagisce,non muta nella sua Essenza,ma e' libero d'interagire,non e' obbligato a operare in una sola direzione. E ,diciamo pure,se Dio opera in direzioni contrastanti,come il vento, chi sono io per giudicarlo?Ilvento resta vento,che tiri da nord o da sud da ovest o da est, etc. Dio no?O per dire che Dio non puo' fare cosi?Il vento resta vento e Dio resta Dio.Non giudico il fratello e poi giudoico Dio?!Bell'ipocrita miserabile fariseo eretico!Chiaro che tolgono il "non indurci"perche' questo chiarisce che a volte e' gia' un mezzo castigo necessario,quando non,altre volte, un premio,ma sempre per crescere,mentre si sa che per questi eretici Dio non castiga.Comunque in sintesi si puo' anche ricordare che Gesu'' Cristo puo' costituire pietra d'inciampo oppure essere pietra angolare della costruzione(del singolo e della Chiesa),quindi Gesu' Cristo stesso e' tentazione ed e' liberazione.
alessandro andreani likes this.
vincenzo angelo and one more user like this.
vincenzo angelo likes this.
ricgiu likes this.
Sul Golghota
Bastava mantenere la Sacra lingua della Chiesa.
Mi cha el and 4 more users like this.
Mi cha el likes this.
luca78 likes this.
Giuseppe Di Tullio likes this.
solosole likes this.
Francesco I likes this.
Sul Golghota likes this.
Francesco I
luca78 and 2 more users like this.
luca78 likes this.
Giuseppe Di Tullio likes this.
solosole likes this.
Francesco I
Tutto questo "pasticciaccio brutto" è iniziato con la babelica confusione delle lingue perpetrata dal massone Montini, che ora vogliono farci credere che sia un santo:
L’eresia antiliturgica da Lutero a Paolo VI
luca78 and one more user like this.
luca78 likes this.
Giuseppe Di Tullio likes this.