Fatima.
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Amore perfetto di prossimo fu per Giuda, pur sapendo che non sarebbe servito a nulla …

Valtorta – quaderni – 1945-1950 - 16 maggio 1947

(…) Giovanni era il prediletto. Si sa. E si sa il vero.
Egli era buono, puro, fedele. È ovvio che attirasse l’amore di Dio e l’amore dell’Uomo, ossia l’amore di Gesù Dio Uomo.
Ma dimmi: è più faticoso fare un’azione che esige uno sforzo continuo e che sappiamo in precedenza inutile, o fare un’altra che in luogo di sforzo è gioia e riposo a compierla?
Quella prima, non è vero?
E chi avrà più merito? Chi compie la prima o la seconda?
La prima, e per solo fine di fare tutto il proprio dovere senza speranza di averne ricompensa, o la seconda che minuto per minuto ripaga ampiamente di ciò che facciamo?
Avrà più merito chi compie la prima.
E ancora: sai quale amore ha colui che per solo eroismo d’amore e di dovere verso Dio e il fratello continua ad occuparsi e preoccuparsi di giovare al fratello cattivo per vedere di farlo buono e dar gloria al Signore? Amore perfetto egli ha. Quell’amore che tutto compie e tutto perdona, tutto superando, mosso dal fine perfetto di fare opera che a Dio piace. Non riesce? Si sa che non riesce? Si sa che Dio sa che non riesce? Non importa. Si fa ugualmente. È l’eroismo del dovere compiuto alla perfezione. E dimostra anche perfezione del sentimento. Perché se uno non amasse in Dio uno che sa essere delinquente, traditore, incorreggibile nei suoi sentimenti perversi, non potrebbe amare questo delinquente. Ma lo ama dell’amor sublime che gonfiava il mio cuore sulla Croce quando non pregavo per i giusti ma invocavo il perdono del Padre su coloro che erano i miei assassini.
È l’amore che Io voglio in te per tutti coloro che ti odiano... Se sapessi come questo amore che diamo a quelli che sono gli irriducibili nemici nostri, gli inconvertibili, opera miracoli! Diretti, a loro stessi, come lo fu l’amore di Stefano per Saulo, amore che gli ottenne l’incontro con Me sulla via di Damasco. O indirettamente.
L’amore non si perde. Non una parte infinitesimale d’amore, di questa moneta, di questo lievito, di questo balsamo che è l’amore, resta senza fruttificare. Raccolta dagli angeli, notata da Dio, sale nel tesoro dei Cieli e là serve oh! misteriose operazioni di Dio - ad acquistare, a far crescere, a medicare anime, schiave di Satana, anime statiche nella loro appena abbozzata giustizia, anime ferite e malate. L’amore dato per la conversione dei nostri crocifissori, e rimasto senza frutto per essi per la loro perversa volontà, va a fecondare alla grazia altre anime, sconosciute in Terra ma che saranno note in Cielo.
Ascolta ancora, per tornare a Giuda. Io ho detto (Luca 7,47): “A colui che molto ama molto è perdonato”. È vero ed è giusto. Più uno ama e più merita perdono da parte dell’offeso. Ma anche: colui che più perdona dimostra di amare molto. E colui che perdona sempre tutto, tutto sempre, sinché non viene l’ora del giudizio, colui ama non molto ma totalmente. Così ho amato Giuda di Keriot. Totalmente. Anche gli altri li ho amati così, specie Giovanni. Ma era giustizia amarli così. Erano buoni, pur nei loro difetti, e mi amavano con tutte le loro forze. Erano piccole, imperfette? Furono tali sino alla fine, sinché lo Spirito Santo non le rinnovellò? Non importa. Erano tutte le loro forze. Ma Giuda! Ma Giuda! Amare Giuda! Totalmente amare Giuda del quale non ignoravo una piega del tenebroso cuore! Amarlo perché è detto (Levitico 19,18) “amerai il prossimo tuo come te stesso”!
Vedi, anima mia, molti ripetono questo comando, dai pulpiti, dalle cattedre, dagli altari, dai confessionali... e credono di conoscerlo appieno perché dicono: “Il secondo comandamento è amare il prossimo come se stessi”. Ma pochi fanno considerare pochi maestri di spirito ai molti ignoranti di spirito una cosa essenziale del comandamento d’amore. Ed è questa. È detto “amerai il tuo prossimo come te stesso” senza specificare: prossimo buono, prossimo malvagio, prossimo docile o indocile, prossimo amoroso o odiante. No. È detto “amerai il tuo prossimo”. Tutto. Buono o cattivo. Di un amor gioioso o doloroso.
Ma sempre tutto il tuo prossimo.
Questo amore per tutto il prossimo esige spirito di misericordia, mitezza, umiltà, molto ben formati. Perché è difficile, sì, è difficile poter amare certo prossimo! Bisogna essere molto, molto, molto ben fondati nella carità per poterlo fare. Ma anche qui non siete senza modello. Il vostro Modello eccolo: Io, Gesù! Imitatemi e sarete perfetti come Io voglio per vostra gioia eterna.
L’orrenda, cupa figura di Giuda che ho così ampiamente svelata nell’Opera, non è stata senza scopo. Non mi sono certo dilettato nell’illustrare quel viluppo di serpi infernali! Me ve l’ho svelata perché, svelando essa, ho anche svelato come i maestri di spirito e anche i cristiani tutti devono agire verso i molti Giuda che popolano la Terra e che non c’è uomo che non incontri nel suo giorno mortale...
Ai maestri di spirito e a tutti Io dico: “Imitatemi in questo perfetto amore e possederete un amore simile a quello di Gesù, Maestro vostro”.»