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LA NOSTALGIA DEL PULITO

Agostino Poma, o "la nostalgia del pulito". Nato nel 1914 a Cura Carpignano (Pavia) morì 53enne nel 1967: scrisse indefessamente per i giovani lettori e dedicò quasi tutta la sua vita alla nobile missione della loro educazione.

di

Francesco Lamendola

Può darsi che non lo sappiate, ma, se siete di quelle persone alle quali non piace buttar via le cose vecchie, e che specialmente hanno orrore di buttar via i libri, in casa vostra, da qualche parte, forse in soffitta o magari in cantina, probabilmente c’è un libro di Agostino Poma. Fino agli anni ‘60 del secolo scorso gli adulti regalavano libri buoni ai bambini, non solo romanzi, ma proprio libri edificanti, vite di santi, versioni per l’infanzia delle Sacre Scritture, e simili; proprio come in tutte le case, o quasi tutte, specie in campagna, c’era un ramoscello d’olivo dietro il Crocifisso o il quadro della Madonna con Gesù Bambino in braccio, che stava sopra il letto matrimoniale, a protezione degli sposi e della famiglia; e specialmente regalavano libri di argomento religioso in occasione della Pasqua, del Natale, della Prima Comunione e della Cresima, oltre che del compleanno. Lo affermiamo con certezza perché basta dare un’occhiata in rete, nei siti di libri rari in vendita per corrispondenza, per rendersi conto della vastità della produzione letteraria di Agostino Poma, gran parte della quale rivolta ai bambini e pressoché tutta di argomento religioso. Erano dei bei volumi rilegati con la copertina rigida, illustrati con vivaci tavole a colori, tipograficamente nitidi e pensati appositamente per il pubblico dei più giovani: basta sfogliarli per sentirvi aleggiare una freschezza particolare, un’aria di nuovo e di pulito: come quando, il primo giorno di primavera, la mamma faceva canticchiando le pulizie di casa, riponeva nell’armadio i vestiti invernali e tirava fuori quelli per la mezza stagione; e i bambini, indossandoli, riscoprivano come in una dolce carezza le sensazioni della primavera precedente, e fiutavano nell’aria la fine ormai non più tanto lontana dell’anno scolastico, pregustando la libertà e la spensieratezza delle lunghe vacanze estive. Fra i titoli più fortunati, pubblicati tutti nel quarto di secolo che va dall’inizio degli anni ’40 alla prima metà degli anni ’60, quasi tutti per le Edizioni Paoline, che allora erano realmente un’eccellente casa editrice cattolica, o per l’altrettanto encomiabile Società Editrice Internazionale, la casa dei salesiani di Torino, fondata personalmente da san Giovanni Bosco, ricordiamo: Nubi d’oro. Racconti per ragazzi (1940), La fiammata (racconti eroici), dedicato alle imprese di guerra dei nostri aviatori (1940); Germogli (racconti), illustrati dal pittore Carlo Nicco (1942); la biografia del poeta Giosuè Borsi (1944); Un santo in camice bianco, biografia del professor Giuseppe Moscati dell’Università di Napoli, medico e taumaturgo (1946); Il dono (1950); I pellegrini del Signore (1958); L’arpa d’oro. Storie di musicisti (1958); La primavera del cielo. Storie dei primi martiri cristiani (1961); I racconti dell’Ave Maria (1964).

Ma chi era questo Agostino Poma, che scriveva così indefessamente per i giovani lettori e ha dedicato quasi tutta la sua vita alla nobile missione della loro educazione? Nato nel 1914 a Cura Carpignano in provincia di Pavia, morto a cinquantatre anni, portato via da una malattia incurabile, nel 1967; scrittore, poeta, maestro e professore dai tratti signorili, quasi d’altri tempi, innamorato della gioventù e sempre proteso alla ricerca del vero, Agostino Poma seppe trasfondere nei suoi libri per i piccoli i tesori di uno stile limpido e scorrevole e l’intensa, ma sobria religiosità di un cristiano che aveva sempre lo sguardo rivolto verso le altezze e che negli ultimi anni, col progredire della malattia, ancor più si andava distaccando dalle cose del mondo per concentrare tutta la sua mente e tutta la sua anima nel mistero dell’eternità. Ci siamo domandati tante volte perché le nuove generazioni appaiono così spesso confuse, superficiali e materialiste, e siamo persuasi che almeno una parte di ciò sia da attribuirsi al fatto che ai bambini, quando vi sono le condizioni più favorevoli per seminare nel campo ancora vergine dell’anima umana, è stato sottratto l’incanto del mondo, sostituendo alle buone letture e ai buoni discorsi il chiacchiericcio idiota della televisione e le immagini deliranti dei giochi elettronici. Agostino Poma, il cui nome oggi non dice più nulla ad alcuno, è stato un umile ma tenace ed onesto operaio nella vigna della gioventù; e chi sa quanti uomini e donne hanno fatto un serio e coerente percorso di vita anche grazie alle impressioni incancellabili dell’infanzia, sbocciate con quel benefico senso di freschezza dalla lettura di uno dei suoi libri.

Per farsi un’idea dello spirito con cui Agostino Poma immergeva la penna nell’inchiostro per scrivere i suoi libri per ragazzi, crediamo che non ci sia modo migliore che quello di dare a lui la parola; e a tal fine scegliamo l’introduzione ad uno dei suo libri più fortunati, che è già, fin dal titolo, poesia pura, allusione a ciò che le anime dei santi gusteranno nella vita eterna: La primavera del cielo (Alba, Edizioni Paoline, 1961, pp. 9-10):

Le gesta dei Martiri cristiani sono così grandi, così splendide, che non possono non affascinare.

Costituiscono le “avventure” più belle, più originali e toccanti. A sfogliare le pagine del Martirologio ci s’imbatte ad ogni pie’ sospinto i racconti di pene, sofferenze e tormenti che parrebbero incredibili e umanamente insopportabili.

Invece!

Li hanno incontrati – e li hanno sfidati! – col sorriso sulle labbra e gli occhi pieni di luce rivolti al cielo, molti dei primi Cristiani: il Martirio sembrava loro la via luminosa per giungere al Signore!

Diventarono infatti Martiri proprio per testimoniare a tutto il mondo la potenza e la gloria di Dio.

I nemici della Fede infierivano su loro con malvagia asprezza; cammini sanguinosi si aprivano dinanzi al loro andare: ma l’esempio di Cristo Crocifisso li sosteneva, li rendeva eroici nel sopportate le più ardue prove, li faceva vincitori di ogni genere di persecuzione.

La Fede cristiana deve anche al loro sangue il suo inarrestabile espandersi in tutto il mondo.

Essi sono la più limpida testimonianza della suprema Regalità del Cristo per Cui sono caduti: Cristo che è Via, Verità e Vita!

In questo libro sono narrate le vicende di alcuni Martiri cristiani: i primi dell’interminabile schiera che ancor oggi continua, giacché Cristo Signore e la Sua Chiesa sono ogni giorno attaccati e perseguitati, e, ogni giorno, il sangue cristiano ancora testimonia la divinità della Fede per la quale è sparso.

Apprendere l’eroismo cristiano e saperne valutare il supremo sacrificio è, in un certo senso, partecipare alla grande Testimonianza.

Le figure dei Martiri cristiani che qui, cari ragazzi, vi sono presentate, vogliono accendere nel vostri cuore fiamma d’amore e di dedizione al sommo Ideale: questi Martiri non hanno esitato a versare il loro sangue perché il Nome di Dio trionfasse e il Suo Regno si espandesse in tutto il mondo!

Voglia il Signore che cessi la persecuzione e venga in ogni terra il giorno della grande pace!

I Martiri cristiani sono comunque in ogni tempo l’Esempio e l’alto Ammonimento: Dio è Re Supremo, e l’obbedienza al Suo Regno d’amore ci deve essere sempre così cara, da spingerci ad affrontare ogni sacrificio, anche il più grave, per mantenerci costantemente nei suoi limiti divini.

AGOSTINO POMA

Pavia, Festa dell’Assunzione 1960


Ora, se ci s’interroga perché libri di questi genere non vengono più pubblicati, né, se lo fossero, verrebbero regalati ai bambini; e perché scrittori come Agostino Poma non ce ne siano più, o, se anche ci fossero non troverebbero una casa editrice disposta a esaminare i loro manoscritti, specialmente le case editrici sedicenti cattoliche, passate tutte a pubblicare libri “edificanti” nei quali Gesù, Dio ci perdoni, viene raffigurato con le sembianze di Conchita Wurst, e un bellissimo arcobaleno serve a dare una patina di attualità in salsa LGBT al catechismo che viene oggi rifilato ai più giovani, come se fosse moneta buona, mentre è falsa al cento per cento, la risposta probabilmente sarebbe questa: perché si dà per scontato che ai bambini, come del resto ai cristiani adulti, bisogna proporre una fede “adulta”. E dunque via l’apologetica – un libro come La primavera del cielo è, di fatto, un libro di apologetica -, via l’agiografia, via la morale, via la dogmatica, via tutto ciò che è Tradizione, tutto ciò che è stupore dell’anima, tutto ciò che è pulizia morale e senso di freschezza interiore; e avanti con lo spirito del mondo, perché con il mondo – lo dice il Concilio Vaticano II – bisogna dialogare, esso non è nemico del cristianesimo, ha tanti lati buoni, e il dovere del cristiano è cercare un dialogo con esso, una maniera di accomodamento, di compromesso, di mutuo rispetto. Poveri illusi, o peggio che illusi, traditori! Quale accomodamento sarà mai possibile con una cultura laicista e materialista che rivendica il divorzio e l’aborto come conquiste di civiltà, l’eutanasia e ogni forma di contraccezione come conquiste di civiltà, la privatizzazione del culto cristiano e la sua totale subordinazione allo Stato - come si è visto, purtroppo, in questi quindici mesi di finta emergenza sanitaria – come conquiste di civiltà? È chiaro che per il mondo, vale a dire per la massoneria ovunque imperante, il cristianesimo è un male che va sradicato: sarà consentito di sopravvivere solo a quei “cristiani” i quali accettano così com’è il mondo moderno, con il divorzio, la contraccezione, l’aborto e l’eutanasia, che benedicono le coppie omosessuali, che promuovono la piena accettazione della sodomia. Insomma solo quei sedicenti cristiani che di cristiano non hanno più nulla, assolutamente nulla, se non il nome, un nome peraltro usurpato e adoperato per ingannare sia i credenti che i non credenti, perché serve solo a far credere ciò che non è, ossia che questi signori – padre James Martin, il cardinale Gianfranco Ravasi, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il sedicente teologo Enzo Bianchi, eccetera – sono ancora membri della Chiesa cattolica, mentre sono, semmai, membri della sinagoga di Satana, avendo accettato tutto ciò che spiace a Dio al solo scopo di piacere agli uomini, strappare l’applauso dei nemici della vera Chiesa e confondere le idee alle anime buone.

A ben guardare, il problema della letteratura edificante per bambini si inserisce in una questione assai più vasta: la mancanza o l’insufficienza di un vero progetto educativo e la rinuncia ad operare affinché il deleterio influsso esercitato sui bambini e sui ragazzi dai social, dalla televisione e dalle altre agenzie di diseducazione di massa venga in qualche modo contenuto e controbilanciato da spinte di segno positivo che facciano leva sulla creatività, il pensiero critico, i sentimenti buoni, il senso di responsabilità e la disponibilità al sacrificio personale. Gli adulti oggi hanno troppa fretta di trattare i bambini, dal punto di vista cognitivo, come se fossero già grandi; salvo poi trattarli come eterni minorenni dal lato affettivo. In altre parole, non favoriscono la loro crescita e la loro autonomia sul piano umano, ma in compenso non vedono l’ora di privarli della loro santa ingenuità, di distruggere il mondo fiabesco che è proprio dell’infanzia e di disperdere la loro fantasia creativa, sostituendola con un razionalismo freddo e utilitaristico. Nel caso dell’educazione religiosa, i cattolici che si considerano adulti e aperti al dialogo col mondo, figli del Vaticano II più che della Tradizione cattolica, da essi in realtà disprezzata, pensano che sia giusto presentare ai bambini una versione storicista della Rivelazione e una prospettiva tutta umana, imbevuta di critica filologica, sulle Sacre Scritture. Danno per scontato che gran parte di quel che il cattolicesimo ha tramandato per tanti secoli è frutto di esagerazioni, abbellimenti e spiegazioni mitiche di problemi e questioni naturali, alle quali la scienza moderna può dare una risposta soddisfacente e del tutto conforme alla mentalità moderna. E così, pedantescamente, avaramente, vanno centellinando i segni del soprannaturale, tagliano e sfrondano tutto ciò che secondo loro è mito, ridimensionano drasticamente i miracoli di Gesù e quelli dei Santi, riducono al minimo indispensabile l’opera dello Spirito Santo e, se possibile, passano sotto silenzio, o quasi, il ruolo fondamentale di Maria Santissima quale mediatrice fra l’uomo peccatore e la Grazia divina. Il tutto in omaggio alla mentalità moderna, allo storicismo, alla filologia, agli ultimi risultati dell’esegesi neotestamentaria di stampo liberale; e inoltre per piacere ai protestanti, per non scontentare troppo i cari fratelli maggiori ebrei e i fratelli in Abramo islamici; insomma per fare bella figura con tutti, se possibile anche coi materialisti, i massoni e gli atei militanti, ma senza darsi troppo pensiero di quel che Gesù Cristo pensa di loro. Così facendo, essi non entrano nel Regno dei Cieli, e impediscono ai bambini di entrarvi: perché il bambino è capace di credere, di credere con semplicità e naturalezza, con tutta l’anima, agli insegnamenti buoni, che vengono dall’alto: per cui vi è qualcosa di oscuro, addirittura di satanico, nella smania di certi adulti di distruggere la sua visione incantata del mondo e la sua fede semplice in Gesù. Il quale non certo per enfasi retorica raccomandava (Mt 18,3-4): In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

Del 08 Giugno 2021

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Diodoro
Sentii dire molto tempo fa, caro professore, che Gesù Cristo ha "inventato" il Bambino.
Il bambino fuori dalla Cristianità (cioè prima dell'inizio della Chiesa, e anche oggi fuori dalla Chiesa) è un "non ancora": un piccino con cui bisogna avere pazienza, sperando che diventi un uomo. Invece il bambino agli occhi di Cristo e della Chiesa è, per molti aspetti, il migliore degli uomini: il più …More
Sentii dire molto tempo fa, caro professore, che Gesù Cristo ha "inventato" il Bambino.
Il bambino fuori dalla Cristianità (cioè prima dell'inizio della Chiesa, e anche oggi fuori dalla Chiesa) è un "non ancora": un piccino con cui bisogna avere pazienza, sperando che diventi un uomo. Invece il bambino agli occhi di Cristo e della Chiesa è, per molti aspetti, il migliore degli uomini: il più autentico e puro. Parliamo del bambino battezzato; gli altri bimbi, pur incapaci di volere espressamente il male, purtroppo sono segnati dalla Non-purezza Originale