Clicks159
MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO - Beato Alano della Rupe: - I quindici Gioielli che la Sposa Maria offrì allo Sposo, il Beato Alano. - I. Primo Gioiello: la Remissione finale dei peccati: «Ho ottenut…More
MESE DEL SANTISSIMO ROSARIO

- Beato Alano della Rupe:
- I quindici Gioielli che la Sposa Maria offrì
allo Sposo, il Beato Alano.


- I. Primo Gioiello: la Remissione
finale dei peccati: «Ho ottenuto per te, o
Sposo, la remissione di tutti i peccati, per
quanto gravi essi siano: non morirai nella
colpa del peccato, e se commetterai uno
sbaglio, in questo mondo sarai castigato,
poiché molto spesso tu hai salutato con
“Ave”, Colei che è senza colpa».
Gli offrì questo Monile, perché egli era
stato per lungo tempo un grande peccatore,
ed era vissuto irretito in diversi e numerosi
specie di peccati.
E questo dono fu anche di esempio per
gli altri, affinché i peccatori sperassero in
Lei.
Così dunque Maria non ha scelto un
uomo senza colpe, proprio come Cristo
chiamò la riconoscente Maddalena al
Matrimonio Spirituale, per offrire speranza
ad ognuno che si pente.
E la Maddalena fu chiamata a inaugurare lo
Sposalizio Mistico, quale auspice di buon
augurio, seguita immediatamente dalla
figlia Caterina, anche lei Sposa Spirituale di
Gesù Cristo e fedele a Lui nel Martirio.

II. Secondo Gioiello: La Presenza di
Maria: “Ecco offro a te la mia Presenza,
come una meravigliosa Luce abbagliante,
dal momento che, molto spesso hai invocato
“Maria”, come: “Astro di Luce”: verrò
sempre in tuo aiuto e soccorso, e mi vedrai
ancor di più e meglio, che se tu mi vedessi
con gli occhi e mi percepissi con i cinque
sensi del corpo”.

III. Terzo Gioiello. La Grazia di
ottenere le cose chieste: “Dal momento che
molto spesso hai invocato la “Gratia”, che
mi fece piacere a Dio, e di cui fui resa
Dispensatrice, a vantaggio del mondo, ecco
dunque, dono a te la Grazia di poter
ottenere ogni cosa, qualunque cosa, se la
chiederai pregando il Rosario 282 , e, pian
piano potrai arrivare anche a cose superiori
a quelle che riesci a immaginare”. E quante
volte egli sperimentò vero quel dono!

IV. Quarto Gioiello: L’aiuto del Cielo.
“Poiché molto spesso mi hai invocata
“Plena”, quale Giglio ricolmo di ogni Virtù,
Merito e Grazia, ecco dunque ti offro il dono
di sentire l’Aiuto di Dio, con i sensi esterni
ed interni, in lungo e largo, per tutto il tuo
corpo, nelle gioie e nei dolori della vita, ed
in ogni tua opera”.
Ed avvenne proprio così.
Sentiva, infatti, assai spesso
nell’intimo di tutto il suo essere, una Luce,
che si accendeva in lui, e, in modo
inenarrabile, lo conduceva all’unione piena
con il Volere della Santissima Trinità.

V. Quinto Gioiello: La Presenza di Dio.
“Poiché molto spesso mi hai invocata:
“Dominus”, quale Giglio della Santissima
Trinità, ecco per te ho ottenuto che il
Signore Dio sia sempre presente dentro di
te”.
Da allora sentiva sempre dentro di sé
la presenza della Santissima Trinità, che lo
incorporava a Sè, cosicché egli non vedeva
più se stesso, ma la SS. Trinità. In essa egli
vedeva tre Persone distinte, dove l’Una era
tutta quanta nell’Altra, ove l’Intero era in
Ciascuno, e ove l’Essere di ogni Persona si
manifesta anche nelle Altre.
Questa visione, tuttavia, non era
legata all’immaginazione, e neanche era
legata ai sensi, ma proveniva dalla sua fede,
la cui Luce superava per intensità, la luce di
ogni scienza creata.
Così, dunque, egli sentiva e vedeva, a
seconda della sua maggiore o minore
disposizione e devozione.
Se talvolta, infatti, capitava che non
era devoto, o era occupato in cose
mondane, o era ozioso, la visione spariva
per un po’ di tempo, poi, mediante la
devozione e la penitenza, pian piano
ritornava come prima.

VI. Sesto Gioiello. La Presenza dei
Santi. “Poiché tu così spesso mi invocavi in
te (“Tecum”), quale Tabernacolo della
Santissima Trinità, ecco, io concedo a te,
che tu veda e senta dentro di te, tutta la
Corte Celeste, e insieme, anche il mondo
intero, in maniera distinta e chiara”.
Ed avvenne proprio così.
Egli vedeva dentro di sé i Santi, le
Sante e gli Angeli, sapeva i loro nomi, e li
venerava con meravigliosa devozione.
E, cosa ancor più spettacolare, egli
percepiva dentro di sè una Luce che
loilluminava, che gli dava una grandissima
gioia, e una viva contrizione dei peccati.
VII. Settimo Gioiello: Il modo di parlare
dei Santi. “Poiché mi hai invocata quale:
“Benedicta”, a motivo del mio modo di
parlare benedetto, ecco, concedo a te
anche la comprensione del linguaggio Mio e
dei Santi, affinchè tu sia in grado di
ascoltare i nostri colloqui”.
E avvenne proprio così: molto spesso
egli percepiva dentro di sé come delle
asserzioni, a volte del Padre, o del Figlio, o
dello Spirito Santo, a volte di Maria e dei
Santi: è quella voce non era legata
all’immaginazione, e nemmeno era legata ai
sensi, ma era unica nel suo genere, chiara e
distinta, che proveniva dal cuore e istruiva:
in natura non conosco una realtà simile a
questa.

VIII. Settimo Gioiello: La conoscenza
delle realtà celesti e terrestri: “Poiché mi
hai spesso invocata, quale Medico che dona
il rimedio, assiste e soccorre gli infermi del
popolo, con il: “Tu”, a conferma del legame,
della confidenza e dell’affetto (tra noi);
ecco, allora, dono a te la scienza che
l’ingegno umano non può acquisire, perchè
infusa dalla mia grazia”.
Da allora fu versato ed esperto in ogni
scienza divina, morale e umana: né ebbe più
bisogno di libri per imparare.
Imparava molto più e in breve tempo,
pregando la Vergine Maria, che
intrattenendosi per tutto il giorno in una
ricchissima Biblioteca.
Allo stesso la Beata Vergine gli rivelò
pure i principi e i segreti delle scienze
umane: se gli uomini le conoscessero,
disprezzerebbero le congetture degli
uomini, per la grandissima imperfezione che
esse hanno.

IX. Nono Gioiello. L’Innocenza dalle
donne. “Poiché mi hai invocato con la lode:
“in Mulieribus”, non come benedetta fra le
cattive, ma quale Giglio Benedetto tra le
Sante: ecco dunque, concedo a te la Grazia,
che le donne non siano mai, neanche
minimamente, occasione di caduta.
E poiché mi hai voluta come tua
Sposa, ti dono anche l’aiuto, l’appoggio e la
dedizione delle mie Damigelle, cioè tutte le
Sante”.
Da allora, molto spesso, vedevo
Sant’Anna con la figlia Maria SS.,
Santa Maddalena, Santa Caterina Vergine e
Martire, Santa Caterina da Siena,
Sant’Agnese, e moltissime altre, non senza
grande devozione ed Angelica gioia.

X. Decimo Gioiello. La Sapienza nel
Parlare: “Poiché molto spesso mi hai
invocato come Parola di Sapienza con: “Et
Benedictus”, ecco allora, dono a te la
Benedizione affinchè tu possa, nel tuo
parlare e discorrere, vedere in te le
meraviglie di Dio e possa udire le celestiali
armonie di gloria.
Quello che si manifesterà in te,
diventerà visibile nelle tue parole”.
E proprio così, egli vedeva e udiva
queste realtà, quando la SS. Trinità si
manifestava in lui nella sua pienezza, ed egli
vedeva le Tre Persone nella loro totalità,
Uguaglianza, Potenza e Perfezione.
A questo aggiunse la Beata Vergine:
“Ti faccio dono di questa Grazia: quando
pregherai o insegnerai, se vigilerai sulla tua
fede e vita spirituale, tu sentirai il Cristo in
te, che ti dirà le cose da dire; così pure Io ti
parlerò quando preghi, quando insegni,
quando mediti”.
E avvenne proprio così.

1. Mentre parlava, infatti, sentiva
spessissimo un’indicibile gioia, ma essa non
proveniva dal senso del gusto, ma in modo
inesprimibile.
Questo egli lo viveva particolarmente
dopo aver assunto la SS. Eucaristia.
2. Cosa fuori da ogni portata! Egli
sentiva spesso, assai tangibilmente, proprio
una presenza umana che si assimilava e si
infondeva in lui, la testa nella sua testa, e le
braccia nelle sue braccia, e così le altre
membra, secondo il detto di Sant’Agostino:
“Tu non cambierai me in te, ma tu ti
cambierai in me”.
3. E questa presenza umana, che si era
assimilata in lui, lo seguiva proprio in ogni
movimento, nel parlare, camminare, ecc.,
secondo il detto: “Non siete voi a parlare,
ma lo Spirito del Padre vostro che parla in
voi”.
Questi movimenti risultavano invece
assai difficili e faticosi, soprattutto quando
egli era tiepido nella fede e nella pietà.

XI. Undicesimo Gioiello. La Presenza di
Cristo: “Poiché mi hai invocata quale Giglio
di Verginità con: “Frutto”, che è il Mio Figlio
nel quale abita ogni Frutto dello Spirito
Santo, e desidera per sé, sopra ogni cosa, il
cuore e l’anima. Ed è nel Mio Cuore, e non
nella Mia Carne, che Io ho concepito:
offrendo a Dio il Mio Cuore, ho ricevuto nel
Mio Cuore Dio, che si vestì della Mia Carne.
Perciò, ecco, Io ti concedo nel tuo
cuore questa benedizione: che tu in esso,
possa realmente sentire la Vita intera del
Figlio Mio”.
E avvenne proprio così.
1. Egli, da allora, nel suo cuore sentiva
come un globo, dentro il quale mirava con
stupore massimo la Vita del Signore Gesù,
ovvero l’Incarnazione, la Passione e la
Gloria.
E, di conseguenza, il suo cuore era
mosso ora verso la gioia, ora verso la
compassione.
2. Allo stesso modo, nell’intimo del suo
cuore, vedeva manifestamente una Luce
straordinaria, da cui era meravigliosamente
confortato a compiere ogni opera buona, a
sopportare le avversità e a respingere i mali
dell’ira, dell’accidia e delle rimanenti
passioni.
3. Ma se qualche volta questa Luce si
spegneva, allora subito egli sperimentava di
essere inadeguato in ogni cosa.

Il dodicesimo, tredicesimo,
quattordicesimo e quindicesimo Gioiello, lo
Sposo predetto non li ha palesati e non ne
ha voluto manifestare le ragioni: si pensa
che fossero così segreti e sublimi, che egli
giudicò non dovessero essere manifestati ai
mortali."


(Beato Alano della Rupe o.p.
STORIA, RIVELAZIONI E VISIONI (DEL ROSARIO)
LIBRO SECONDO: CAPITOLO V )


www.beatoalano.it
ilsantorosario
"Primo Gioiello: la Remissione finale dei peccati: «Ho ottenuto per te, o Sposo, la remissione di tutti i peccati, per quanto gravi essi siano: non morirai nella colpa del peccato, e se commetterai uno sbaglio, in questo mondo sarai castigato, poiché molto spesso tu hai salutato con “Ave”, Colei che è senza colpa».
Gli offrì questo Monile, perché egli era stato per lungo tempo un grande peccatore…
More
"Primo Gioiello: la Remissione finale dei peccati: «Ho ottenuto per te, o Sposo, la remissione di tutti i peccati, per quanto gravi essi siano: non morirai nella colpa del peccato, e se commetterai uno sbaglio, in questo mondo sarai castigato, poiché molto spesso tu hai salutato con “Ave”, Colei che è senza colpa».
Gli offrì questo Monile, perché egli era stato per lungo tempo un grande peccatore, ed era vissuto irretito in diversi e numerosi specie di peccati. E questo dono fu anche di esempio per gli altri, affinché i peccatori sperassero in Lei.
Così dunque Maria non ha scelto un uomo senza colpe, proprio come Cristo chiamò la riconoscente Maddalena al Matrimonio Spirituale, per offrire speranza ad ognuno che si pente."