Dov’è la Spugna Santa che diede da bere a Cristo per l’ultima volta?

J.P. Mauro | Giu 14, 2019 Insieme alla Vera Croce e alla Corona di Spine, la Spugna Santa è una reliquia nota come “Strumento della Passione” Ci sono molte reliquie sopravvissute nei 2.000 anni dalla…
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"...che diede da bere a Cristo".
Se per bere l'articolista intende che Cristo si dissetò con quell'aspra mistura non è verosimile , infatti l'aceto con il fiele veniva usato proprio per aumentare la salivazione dei condannati. Appare più verosimile che NSGC assaggiò l'orribile mistura e subito la respinse, ma qui il discorso sulla richiesta di Cristo," ho sete!", diventa troppo lungo.
Marziale
Un teologo mi spiegò che serviva anche per addolcire il dolore dei condannati (come se funzionasse da oppiaceo) ma che Egli la rifiutò perchè volle soffrire fino in fondo.
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Misconoscevo la storia. Grazie per avercela proposta.
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Infatti dopo "Ho sete" le Sante parole sono "Tutto è compiuto".
Il Vangelo di Giovanni in greco dice che "amò i suoi fino al sommo grado..." ("èis tèlos", tradotto in italiano un po' approssimativamente "fino alla fine").
Quando mai avremo anche un infinitesimo merito per un amore così grande?
Il fiele è la bile, in questo caso presumibilmente di bue, la quale serve ( Treccani docet) a digerire ed assorbire i grassi che si introducono con l'alimentazione, ed è amarissima ed allappante.
Ora, che l'aceto sommato alla bile di bue possa produrre un composto con effetti allucinogeni , un chimico ( anche" il piccolo chimico")avrebbe grosse difficoltà a dimostrarlo in laboratorio: infatti …More
Il fiele è la bile, in questo caso presumibilmente di bue, la quale serve ( Treccani docet) a digerire ed assorbire i grassi che si introducono con l'alimentazione, ed è amarissima ed allappante.
Ora, che l'aceto sommato alla bile di bue possa produrre un composto con effetti allucinogeni , un chimico ( anche" il piccolo chimico")avrebbe grosse difficoltà a dimostrarlo in laboratorio: infatti non ne ha affatto. D'altronde stiamo sempre parlando di due ingredienti comunissimi, aceto di vino e fegato di bue: al massimo possiamo preparare dei fegatelli da fare alla brace.
Quando NSGC urlò di aver sete è proprio perché aveva sete sul serio e per crudeltà il soldato gli offrì l'orribile mistura che NSGC, assaggiatala, non ne volle però più bere.
La mistura non poteva essere una bevanda ma solamente un supplizio che si aggiungeva a supplizio, per aumentare la salivazione: proviamo ( o meglio provate voi) a bere aceto e bile di bue e sapremo se quel composto può esser definito bevanda, e per di più allucinogena.
Marziale
Non me ne voglia ma un altro teologo mi spiegò che quel "ho sete" significava non un bisogno fisico ma il bisogno urgente di sete di anime e quindi di soffrire, morire e aprire i cieli per recuperare le anime al Paradiso. Credo che le interpretazioni siano tante e misteriose in questa materia...
Certamente quello da lei descritto è il significato mistico di quella richiesta, non dimentichiamo che NSGC era anche vero uomo, soggetto dunque a tutte quelle necessità, esigenze ed urgenze di un qualsiasi corpo umano, e la sete ne è una delle principali.
Un saluto
Marziale
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Grazie.