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Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I. Mese Mariano CAPITOLO VIII: SEGUE LA BEATISSIMA VISIONE, MANIFESTATA AL PREDETTO NOVELLO…More
Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I.

Mese Mariano

CAPITOLO VIII: SEGUE LA BEATISSIMA VISIONE, MANIFESTATA AL PREDETTO NOVELLO SPOSO DI MARIA VERGINE, DOPO LA CELEBRAZIONE (DELLA S. MESSA), NEL GIORNO DELL’ASSUNZIONE IN CIELO (DI MARIA SS.), OSSIA IN CHE MODO (ELLA) FU ASSUNTA IN CIELO.

- (terza parte)

"E mentre (il Novello) Sposo era
incantato da tutto ciò che udiva, dalle
altissime Dimore dei Cieli, abbassò gli occhi
verso la terra.

E vide tre orrendissime sciagure in
tutto il mondo.
Dal Settentrione, infatti, scorgeva
come un abisso d’infinita profondita, dal
quale si sollevava fumo e fuoco immenso (e)
devastava tutta la terra.
E udì un grido di un aquila che volava in
aria e urlò per tre volte: «Guai, guai, guai,
alla carne e al sangue, che sono stati
divorati dalle fiamme (e ora) infuocano tutto
il mondo».

Vedeva poi da un’altra parte, uno
spaventosissimo armamento, come se il
mondo intero si disponesse alla guerra.
E lì anche vi erano sconvolgimenti di
territori, tempeste, tuoni e fulmini.
Ed ivi udì una donnina che con orribili
urla gridava all’intorno: «Ahimè, ahimè,
ahimè, quanti mali minacciano il mondo
intero. Oh, dov’è la Clemenza di Dio?».

E allora udì un’altra voce che diceva:
“Poichè in terra non c’è misericordia con il
mondo, non chiedere più Clemenza al Cielo.
Infatti viene la fine, viene la fine”.
E’ orribile la cosa che sto ora per
raccontare.
Dalla parte opposta, egli vedeva
innumerevoli legioni di demoni che
trascinavano nell’abisso dell’Inferno, quasi
tutto il mondo che era stato distrutto dai due
flagelli.

In quell’Abisso (infernale), egli vedeva
centocinquanta fornaci pressocchè infinite,
nelle quali vi erano centocinquanta tormenti.
E lì si era castigati senza misericordia.
Cosi grande era l’orrore e il clamore
che da essi proveniva, che si sentiva per
tutta la terra.
Ed essa era il terzo flagello dei demoni.
Dal momento che, come aveva udito in
quella visione, ora non c’era nel mondo se
non la carne, l’avarizia e la superbia.
E, mentre si vedevano queste cose
tanto orrende, i superstiti, che stavano sulla
terra, con alte grida imploravano con
preghiere, aiuto.

Che avvenne poi?
In seguito (il Novello Sposo di Maria)
udì una voce che dall’alto dei Cieli scendeva
sulla terra: «Lodate Dio e Maria, Sua Madre,
nel Loro Salterio, ripetendo frequentemente
questa preghiera, se volete essere liberati
da ogni male in terra e raggiungere ogni bene
nel mondo».
Allora, dopo aver visto queste cose,
egli contemplò la Regina del mondo, la
Vergine Maria, ascendere al Cielo, davanti al
dolcissimo Sposo Gesù.

(Gesù) si rivolse a Lei così: «O Sposa
Mia Carissima, sei giunta finalmente alle
Dimore dei Cieli, e ivi bisogna che Tu sia
presentata alla Santissima Trinità, dal
momento che per i Tuoi Meriti, Tu hai portato
soccorso al mondo perduto.
Infatti, tutti coloro che entrano qui,
rendono omaggio alla Santissima Trinità e Le
offrono i propri tesori dei meriti.
Allora, o Madre carissima, apprestati e
Io sarò il tuo Accompagnatore: stai per
ricevere in possesso, infatti, i Regni Celesti».
Una cosa meravigliosa!

Allora il (Novello) Sposo contemplava e
vedeva quindici Regine meravigliosissime,
ciascuna delle quali aveva dietro di sè, dieci
Damigelle bellissime, al di sopra di ogni cosa
che si possa immaginare.
E vedeva che le prime cinque (Regine)
delle quindici, con le cinquanta loro
fanciulle, portavano cinque Rose di infinita
Bellezza.
Sulla prima (Rosa) c’era scritto, a
Lettere d’Oro: “Ave” ; sulla seconda:
“Maria” ; sulla terza: “Gratia” ; sulla quarta:
“Plena” ; sulla quinta: “Dominus”.

Le cinque seconde Regine, poi, con le
loro cinquanta fanciulle, portavano cinque
splendidissime Gemme di infinito valore.
Sulla prima (Gemma) era scritto:
“Tecum”, sulla seconda: “Benedicta”, sulla
terza: “Tu”, sulla quarta: “In mulieribus”,
sulla quinta: “Et Benedictus”).
Le ultime cinque Regine, infine, con le
loro cinquanta Damigelle di una bellezza
straordinaria, portavano cinque Stelle di uno
splendore straordinario, davanti alla
Gloriosa Vergine (Maria).

Sulla prima (Stella) vi era scritto:
“Fructus”; sulla seconda: “Ventris”; sulla
terza: “Tui”; sulla quarta: “Iesus”; sulla
quinta: “Christus”.
Allora il Signore Gesù disse con grande
tenerezza alla Madre: «O Sposa Mia
carissima, nei Cieli vi sono tre Imperi: il
primo è l’Impero del Padre, che ha sotto di sè
cinque Regni.

Il secondo è (l’Impero) del Figlio, che ha
anche sotto di sè, cinque Regni.
Il terzo è (l’Impero) dello Spirito
(Santo), che ha ugualmente cinque Regni.
Bisogna dunque che Tu venga
all’Impero del Padre, e (Gli) renda omaggio
per Te e per il mondo intero.
Il Padre Mio, dunque, ha cinque (Titoli)
di corrispondenza.

Certamente la Paternità (di Dio) è il Suo
(Titolo) Primo (di corrispondenza), e ad essa
segue immediatamente la Sua Unità
(secondo quanto si afferma nel primo (Libro)
delle Sentenze, nella distinzione 31), ed essa
è il secondo (Titolo) di corrispondenza."

Preghiera:
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei Benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù Cristo: vero uomo e vero Dio, che tu, o Vergine Madre, hai concepito per opera dello Spirito Santo: quando a Gabriele hai risposto questa salvifica parola: “Ecco la Serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola. Amen.

Impegno:
Recitare ogni giorno la Terza Parte del Rosario e almeno una volta alla Settimana tutte e Tre le Corone.


- Beato Alano della Rupe
LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO
(incunabolo del 1498) Libro I
LE FONTI di: Beato Alano della Rupe - Il Santissimo Rosario: Il Salterio di Gesu’ e di Maria


www.beatoalano.it
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E vide tre orrendissime sciagure in
tutto il mondo.
Dal Settentrione, infatti, scorgeva
come un abisso d’infinita profondita, dal
quale si sollevava fumo e fuoco immenso (e)
devastava tutta la terra.
E udì un grido di un aquila che volava in
aria e urlò per tre volte: «Guai, guai, guai,
alla carne e al sangue, che sono stati
divorati dalle fiamme (e ora) infuocano tutto
il mondo».
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Vedeva poi da un’altra parte, uno
spaventosissimo armamento, come se il
mondo intero si disponesse alla guerra.
E lì anche vi erano sconvolgimenti di
territori, tempeste, tuoni e fulmini.
Ed ivi udì una donnina che con orribili
urla gridava all’intorno: «Ahimè, ahimè,
ahimè, quanti mali minacciano il mondo
intero. Oh, dov’è la Clemenza di Dio?».
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E allora udì un’altra voce che diceva:
“Poichè in terra non c’è misericordia con il
mondo, non chiedere più Clemenza al Cielo.
Infatti viene la fine, viene la fine”.
E’ orribile la cosa che sto ora per
raccontare.
Dalla parte opposta, egli vedeva
innumerevoli legioni di demoni che
trascinavano nell’abisso dell’Inferno, quasi
tutto il mondo che era stato distrutto dai due
flagelli.