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Fatima.
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Lettera al Cardinale Gualtiero Bassetti Presidente C.E.I.

martedì, 26 settembre 2017, 10:06PM +02:00

A Sua Em.za il Cardinale Gualtiero Bassetti.

Rev.Cardinale,
mi chiamo Cesare Barbadoro, sono un pensionato di 72 anni, ex radiotecnico, vedovo e risposato religiosamente. Le scrivo per esternarLe il mio pensiero in merito alle così dette “Unioni Civili” che, per noi cristiani, tanto “civili” non sono.
Deve sapere che io, da anni, ho frequentato e frequento un carissimo amico che, per evidenti condizioni naturali, o acquisite culturalmente dall’ambiente in cui è vissuto, esprime atteggiamenti che possono essere attribuibili a persone di tendenze omosessuali tanto che, Le confesso, in talune occasioni mi sentivo imbarazzato nel frequentarlo. Abbiamo trascorso vacanze e gite in montagna. E’ stata, ed è tuttora, una persona d’eccezionale sensibilità tanto che abbiamo condiviso bellissimi momenti d’irripetibili emozioni nel contemplare la bellezza della natura come con nessun’altra persona che, per diversa umanità e sensibilità, ho avuto modo di sperimentare. Infatti, queste persone, primeggiano nell’arte, nella scelta del bello e nel rispetto della natura come pochi. Sono amico di questa persona e ne ho molta stima. Ma aldilà di questo; nulla di mio o di suo poteva, può e potrà andare oltre! Ne andrebbe di quell’incantesimo che renderà sempre più grande il nostro rapporto. Un rapporto d’anime che, diversamente dalla loro condizione umana, viene sublimato nella cristiana fede. Tanto che, nell’altra vita, speriamo di “fonderci” spiritualmente in contemplazione di quel Creatore che, facendoci così diversi, ci ha donato tanto bene.
Come avrà capito, le mie riserve su questo argomento sono esclusivamente di carattere religioso: quelle riguardanti il peccato carnale e, ancor più gravemente, quello contro Natura e di sodomia che, nel caso sopra descritto, avrebbe rovinosamente distrutto quel bene che bello è, e lo è stato, in quanto puro come le nostre anime volevano in osservanza al Comandamento di Dio.
Ora mi permetto di esprimerLe il mio, oserei definire “provocatorio”, sentire sui tempi e avvenimenti che oggi stiamo vivendo per riflettere su scelte che, da cattolici, siamo tenuti a testimoniare privatamente e socialmente al meglio, come ognuno può, in osservanza al Sesto Comandamento; “Non commettere atti impuri”. Il più diffuso tra i peccati mortali di oggi.
In questo tempo di lussuria di senso, di denaro e di valori cristiani dimenticati, forzatamente relegati al privato individuale della politica del “socialmente corretto”, stanno trionfando proposte indegne di una società che tradizionalmente si richiama, o si richiamava, alla cultura giudaico-cristiana. E, nel silenzio assordante della Chiesa, il Principe di questo mondo sta realizzando un’insanabile frattura nel mondo cattolico attaccando l’Istituzione più cara a Dio dopo la Chiesa: la Famiglia! Iniziata negli anni 60 con il divorzio (“non separi ciò che Dio ha unito … è per la durezza del vostro cuore che Mosè permise il ripudio”), l’aborto (non ammazzare) ed ora con le Unioni Civili (non commettere atti impuri), Lui, non contento di averci già fatti: duri di cuore, assassini e sodomiti, continuerà ancora con altre più devastanti iniziative come: l’utero in affitto, l’eugenetica, la selezione umana e altre scelleratezze. Gli sarà facile; nella Chiesa, di oggi, la porta gli è già stata aperta!
Mi spiego meglio. Su queste scelleratezze contro la Legge di Dio, un autorevole e doveroso richiamo al Catechismo della Chiesa Cattolica, da parte delle Stessa, non si è assolutamente sentito. E così, come Mosè nel deserto invitava il popolo a guardare il serpente innalzato sull’asta, a prefigurazione del Cristo, per la salvezza della sua gente dai morsi velenosi degli striscianti animali, così, Papa Francesco dovrebbe fare: innalzando in alto il benedetto Catechismo Cattolico a salvezza di tutti perché tutti possano salvarsi! Ma così non si è visto, finanche sentire lo stesso Papa, interrogato su questo preciso argomento, rispondere ai giornalisti che: “io non mi immischio!” e “chi sono io per giudicare!. Così ci si sente autorizzati a pascolare fuori dal gregge. Anche perché, nelle stesso “Gregge”, c’è chi asserisce, in pubbliche dichiarazioni da pecorelle consacrate; di non essere caste e pure, ma di essere gay convinte e consumate, finanche rivendicare il diritto di essere riconosciute all’interno dello stesso Ovile. E meritevoli di lode come pecorelle incomprese! Così, Satana, insinuandosi nelle nostre coscienze ammaliate da un progressismo rovinoso che scimmiottiamo cercando d’imitare già chi ne è schiavo di quel “socialmente corretto” dei Paesi “progrediti” in porcherie e idiozie; per “un pugno di lenticchie” di laico consenso, svendiamo i valori della cristianità.
Spero tanto di sbagliarmi, ma il Papa non mi sembra colui che, con autorevolezza illuminata da Dio, guida il Gregge indicando il percorso al branco delle pecorelle sulla via dell’Ovile. E’ scritto in Mt. 5.17: “sia invece il vostro parlare: si, si, no, no. Il più viene dal Maligno”. In quanto il “più” è lussuria della mente. La verga del Catechismo, lui, per buonismo imbelle non la usa e il Gregge, ingovernato, sembra andare dove vuole.
Il “si, si o il no,no” non lo si è sentito dal successore di Pietro in merito alle “Unioni Civili” e omosessuali in particolare; questioni riguardante l’integrità dell’anima! Lo si è sentito, invece, eloquentemente pronunciarsi a favore di temi sociali, quasi paventando peccato il non essere propensi, del tipo la: “ius soli”, il “fisco a misura di famiglia”, l’“emigrazione” ecc., che nulla hanno a che fare con la salute dell’anima nostra.
Così ci troviamo in un Gregge ormai bel lontano dai verdi pascoli delle Virtù: Castità, Verginità, Purezza, Umiltà e Nascondimento: l’eccelse Virtù di Maria Vergine! Che prioritariamente la Chiesa ha, o avrebbe, il sacrosanto obbligo di diffondere, testimoniare e viverle.
Virtù da anni dimenticate, quasi mai proclamate o menzionate nelle “teologiche” e “sociologiche” omelie domenicali nelle nostre Chiese. Mai si sentono parole su Satana, i Novissimi, la Castità, l’Umiltà, il Timor di Dio e i Dieci Comandamenti. Come da vergognarsene! Residuali disvalori non più di moda, per non offendere la suscettibilità dei giovani ormai sedotti da ingannevoli vizi e facili piacevolezze che il mondo, a profusione, gratuitamente offre loro. E lo si può ben vedere dalla presenza, scusi; dall’assenza degli stessi alle messe domenicali.
A proposito di “tiepidezza” della nostra Chiesa, che indirettamente si riflette nel civile, da cattolico mi son permesso di scrivere alla “Ministra” della Pubblica Istruzione On. Valeria Fedeli, all’indirizzo di posta elettronica del Senato, la seguente mail:
- Come spiegare alla legittima e innocente curiosità dei ragazzi, o bambini, quel ripugnante e sporco atto sessuale che già gli adulti, nell’immaginarlo, si vergognano?
Non voglio pensare, al di là delle personali sensibilità etiche, all’imbarazzante situazione degli insegnanti di scienze delegati a spiegare, ed illustrare, alla lecita e curiosa intelligenza dei nostri adolescenti, l’anomalo motivo, già di per sé assai igienicamente schifoso e ripugnante al solo pensarlo, dell’infecondo atto sessuale tra esseri dello stesso sesso se non per belluino godimento contro natura.
In Luca 9-12 è scritto: “ma chi scandalizzerà uno di questi piccoli che credono in me, è meglio per lui che gli sia legata al collo una macina d’asino e lo si getti in mare!”
Altre e più devastanti iniziative, grazie a Lei e al suo partito, ci attendono come, ad esempio, il diritto dei gay di adottare figli non loro con l’uso dell’utero in affitto che, se fosse riconosciuto, comporterebbe un sicuro e imponderabile disagio sociale e danno psicologico su innocenti. Un peccato ben più grave della sodomia in quanto trattasi di sporco mercimonio d’anime innocenti in corpi d’altrui persone pagate e prestate a tal fine. C’è da esserne fieri? -

Ovviamente non mi ha risposto.

Ora, dopo l’imbarazzante silenzio di Papa Francesco, mi permetto di rivolgere a Lei Em.za Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei, la domanda:

- quali direttive di carattere episcopale, o protocollo educativo consono all’ortodossia della Verità evangelica, adotterà ai fini della formazione spirituale del Clero, degli insegnanti di Religione nelle Scuole Pubbliche e Private, dei maestri di Catechismo degli Oratori e dei laici in merito a: le Unioni civili e Cattolicesimo. -

Sento e spero che Lei, illuminato dalla Spirito Santo, risponderà adeguatamente a tale compito.
Perdoni la mia franchezza.
Prego per Lei, per il Papa e per la Chiesa.

Cesare Barbad...
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Acchiappaladri
Ecco, un radiotecnico così come minimo va ordinato vescovo!

Forse nel percorso formativo nei seminari al posto di far studiare Rahner, Lutero e la raccolta differenziata bisognerebbe far studiare radiotecnica! ;-)
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Sancte Joseph
Hanno fatto a meno del Catechismo ritenendolo un ostacolo.E allora hanno cominciato a dire che era astratto e sono( siamo) diventati cattolici liquidi.Comprendere questo è una Grazia!
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Condivido e sottoscrivo
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