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Questo è il ritratto di San Uriele, il quarto dei Sette Arcangeli

in www.iotibenedico.info/…/ritratto-san-ur…

Uriele (Luce di Dio in ebraico אוּרִיאֵל) Angelo Santo custode, di Santi, viene nominato due volte negli Acta Sanctorum dei Bollandisti, come celeste accompagnatore di Santa Martina – mi ha consegnato al Grande Angelo Uriele, che ha bruciato ogni mia via di fuga – e San Lactino – era infatti L’Angelo Uriele sempre ordinato da Dio alla sua custodia – . Nostro Signore Gesù Cristo, lo concede poi al Servo di Dio Giovan Vincenzo Ferreri di Palermo, rivelandogli che Uriele era stato il custode di Santa Maria Maddalena, e viene chiamato Carità di Dio. Nel 1600 Nostro Signore, in particolari episodi della vita di alcune venerabili Madri, concede Uriele in loro custodia. Alla venerabile Madre Maria di San francesco, della diocesi di Placensia (Spagna), Nostro Signore Sacramentato, dirà in un momento di particolare afflizione: “Eccoti Uriele, che ti sia di difesa”. A Madre Bianca del Gesù del Monastero dell’Olleria di Valensia, sempre Gesù Cristo , traendola in estasi le assegnerà Uriele come custode, rivelandole altresì che era uno degli Angeli di Santa Teresa d’Avila, riformatrice del Carmelo. Uriele continuerà ad apparire sempre in Spagna , alle Venerabili Anna di San Giuseppe di Segovia, e Marianna di Santa Chiara di Murcia, Villa de Mula. L’episodio più clamoroso avviene però verso la fine del secolo XVII al Venerabile Antonio Margil de Jesus, il quale avrà Uriele Arcangelo come custode, e dirà di lui: Sai figlia mia chi è il mio Angelo Custode? Uriele fuoco di Dio, che lo invia il Signore a soffiare il fuoco dell’amore di Dio sul mio cuore”. Inoltre nel Libro della Grazia Speciale Santa Metilde nota qualcosa di singolare in relazione a San Giovanni Evangelista, in riferimento alla sua festa: “Nella festa di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, mentre si suonava il Mattutino, parve a quella vergine che il Signor Gesù sotto l’aspetto di un fanciullo di dodici anni circa, con gioia svegliasse le suore. San Giovanni compariva pure nel dormitorio vicino al letto di una suora che a lui era molto divota. Davanti al santo Apostolo un angelo di grande bellezza e maestà, dell’ordine dei Serafini, portava un lume, mentre una moltitudine di altri angeli, venuti ad onorare il santo Evangelista, con le loro lampade scortavano pure le suore fino al coro. Le suore che ispirate dall’amore, si alzavano con allegrezza, ricevevano una gloria molto maggiore di altre che erano mosse solo dal timore. Ma il primo angelo che specialmente rendeva omaggio a san Giovanni perché questo apostolo quaggiù aveva amato il Signore di un amore serafico, aveva di più il potere di mantenere l’amore nel cuore di tutti quelli che amano questo Santo, in considerazione della tenerezza particolare di Cristo verso di lui. Per altro, lo Spirito di Dio eccita Lui stesso questo amore negli uomini”.
Dunque, San Uriele appare tante di quelle volte che il numero delle sue manifestazione supera quelle congiunte di San Gabriele e San Raffaele.Era anche invocato da Sant’Alberto Magno nelle sue litanie: “..S. Uriele prega per noi: Padre, degnati di mandare dal cielo anche S: Uriele, che ci infiamma sempre col fuoco del tuo amore e di tutti i beni che a noi provengono dalla celeste paternità, ci renda memori e grati; e nei mali che nascono per i nostri peccati, per tua ripartizione, ci renda o cauti per tuo mezzo nel trarci in salvo o pazienti nel sostenerli; per lo stesso Nostro Signore. Amen”, da San Beda il Venerabile nella Colletta con il titolo di “protettore”, e riconosciuto ancora da Sant’Isidoro di Siviglia, “Uriele si interpreta Fuoco di Dio, così come leggiamo che il fuoco fosse apparso nel roveto” da San Bernardo, San Bernardino da Siena, San Bonaventura, da San Francesco Borgia, e da innumerevoli altri. L’archeologia cattolica ricorda che tale nome si trovò scritto in una lamina d’oro in una chiesa di Basilea restaurata dall’ Imperatore S. Enrico, che appunto aveva dedicato la medesima ai SS. Michele, Gabriele Raffaele, Uriele e a San Benedetto, ma anche un episodio, narrato dal dotto ed eminente Francesco Cancellieri, in cui il nome di Uriele fu ritrovato iscritto in un’altra lamina all’interno del sepolcro di Maria moglie dell’imperatore Onorio, nella Basilica Vaticana. Fu approvato da Leone X, nell’officio e nella Messa di San Gabriele Arcangelo, e invocato in moltissime preci in tutti i secoli. Il Papa Leone aveva inteso interpretare Uriele Arcangelo come coadivatore dell’Arcangelo Raffaele, nella preparazione della medicina spirituale “Gesù Cristo”, venuto a guarire il gregge malato. Il carattere di Uriele, si è contraddistinto per manifestazioni silenziose, in cui interviene in difesa dell’anima protetta, ottenebrata dal demonio. Proprio per queste ragioni, rispondendo ad una sua figlia spirituale , Sant’Annibale Maria di Francia disse: “S. Uriele Arcangelo”, (..) abbiatelo assai caro. È il quarto dei sette che stanno alla Divina Presenza. La parola Uriele viene da “uror” – brucio – perché quest’Arcangelo è tra i serafini e brucia di un fuoco tutto particolare di Divino Amore. Sarà forse l’Angelo che strappò il cuore alla vostra Santa. Domandategli l’ardente amore a Gesù Sommo Bene, prendetelo in compagnia nella S. Comunione….”.

PRINCIPALI APPARIZIONI CATTOLICHE
Anche Papa Leone X nel 1513 approvò il nome di Uriele concedendo all’ordine di San Francesco la possibilità di invocarlo nella Messa e nell’ Officio di San Gabriele del 24 marzo di ogni anno (Vecchia Liturgia).
Riportiamo in italiano la sequenza della messa tradotta da noi:
– Il tempo felice ha enumerato che la sua gente ha visitato, il Dio dall’alto oriente. Questo a Maria ha annunciato, e con la sua voce ha allietato, Gabriele giungente. Il cui ventre ha depurato e di virtute lo ha adombrato, lo Spirito dell’Eminente. Come virtù insigne ha innalzato e dagli assalti c’ha preservato, del nemico potente. Come i nostri peccati ha lavato, e i doni Cristo ha esteso, di virtù del Dio vivente. E la verità ci ha svelato e sulla via ci ha indirizzato, della evangelica pace. Nella quale noi abbiamo accompagnato e sono stati elargiti ai nostri compagni, virtù angeliche. Infatti gli invalidi sono stati sanati, e confortati con vigore, per mezzo di Raffaele splendente. Gli impuri sono mondati, e i mondati sono infiammati da Uriele ardente. Infine a Dio sono presentati, e con Cristo già beati da Michele esaminante. Rendici ti prego arricchiti, e rinforzati contro i nemici, prostrati e consacrati a Dio per Gabriele favorente –
Per l’ OFFICIO DI GABRIELE, pluri – approvato e pubblicato fino alla fine del sec XVIII dai successori di Pietro, presentiamo solo le invocazioni a Uriele dall’Antifona del Benedictus
– Sale già il crepuscolo, perciò inizia a splendere la luce del sole: e Gabriele ottempera ai comandi di donare la pace. Allora il cuore, i sensi e il corpo della Vergine si intimoriscono, mentre ancora si svela il segreto secondo cui partorirà l’Emanuele, che illumini coloro che giungono nelle tenebre e conduca il sentiero della pace e Uriele rischiari la via perduta –
e dall’ Ottava Lezione del III° Notturno :
– Ecco quell’uomo Gabriele in forma corporale, come lo vede Daniele, sotto una folgore profetale. Cui sopraggiunge Michele, con un evento celestiale. E la sua medicina reca Raffaele, che Uriele dona al gregge sacerdotale –

SANTA MARTINA – Atti dei Santi Tomo I° di Gennaio (1° gennaio):
“O Forte Vergine Martina, ancella del grande Dio che è nei Cieli, che custodisci i suoi precetti e mi hai spogliato del mio abitacolo e mi hai mostrato deforme (..)Tu invece mi hai scacciato, rivelandomi, perseguitandomi e assegnandomi al Fuoco dell’Inferno. Non trovo luogo verso il quale andarmene.Mi hai consegnato al Grande Angelo Uriele, che ha completamente bruciato ogni mia via di uscita.

SAN LACTINO ABATE – Atti dei Santi Tomo III° di Marzo (19 marzo):
“Queste sono le opere di san lactino per le quali risplendette la sua infanzia.quindi al quindicesimo anno della sua età, san lactino esortato dall’angelo, si diresse per imparare da comgallo abate della città di bangor [raggiunge bangor su consiglio dell’angelo] al tempo del quale era cresciuta la buona fama della religione per tutta l’irlanda. Era infatti l’angelo Uriele sempre da dio assegnato alla sua custodia,e suo inseparabile compagno di ogni tragitto, sul cui consiglio regolava i suoi costumi: e spinto anche dal suo istinto, elesse il predetto abate come suo maestro e precettore innanzi agli altri

– Beata Marianna Di Gesù:
L’Altissimo aveva elett Marianna affinchè abitasse nel Tabernacolo ardente della sua sovrana protezione, affidandole per la sua tutela e custodia, l’Arcangelo Uriele come le fu subito rivelato durante i suoi numerosi colloqui con il Signore…”.
– Stig.Suor Maria Di San Francesco
“..senti come se uscisse dal Santissimo Sacramento questa voce: Sta qui Uriele, che ti difenda
– Suor Bianca Di Gesù
“…il Signore le mostrò l’Angelo Uriele, dicendole anche che era uno di quelli che assistevano la Santa Madre Teresa di Gesù (d’Avila) e che proprio a quello l’aveva assegnata per la sua custodia e protezione..”..
– Ven. Antonio Margil
“Sai figlia chi è il mio Angelo Custode? S. Uriel, fuoco di Dio, che lo invia il Signore a soffiare il fuoco dell’amore divino, sul mio cuore”
– Suor Giovanna Maria Della Presentazione
dopo aver ricevuto la Santa Ostia dalla mano del suo pastore Dio fece conoscere il nome dell’Angelo Custode del Direttore che era Uriele, cioè la «Chiarezza di Dio».
– Madre Suor Anna Di San Giuseppe
Gli venne il desiderio di conoscere il nome del suo Angelo Custode, e il Signore glielo volle rivelare, dicendole che si chiamava Uriele
– Madre Suor Mariana Di Santa Chiara
il Santo Custode Uriele durante un colloquio mistico:“espandi il tuo cuore, che il Divino Amore ti inspirerà. Ricerca le opere di san Giovanni della Croce, e leggi il trattato che dice: Fiamma viva d’Amore: dove troverai i termini, e le metafore per spiegare quello che opera il Signore nella tua anima
– Sac. Antonio Lo Duca
“…buona nova già è stato decretato dalla ss. trinità consacrata; donde uscivano era di cornice di fuoco, quadrata, come la porta di concistoro di palazzo, l’angelo più appresso era l’arcangelo Uriele, io lo conobbi perché si rassomigliava a uno che io avea fatto dipingere di forma rossa li tempi passati
– Servo di Dio, Sac. Giovan Vincenzo Ferreri:
Giunta la mezzanotte e stanco Fra Vincenzo dell’Orazione, ma più da contrasti avuti, , udì la voce amica, e tutta celeste che gli disse: Intendimi o Giovan Vincenzo, tu sei eletto da Gesù Cristo, quando era in croce e disse Sitio. E sei una colonna di S. chiesa, ed un ornamento di lei per gli meriti della sua Santissima Passione, ed umiliati per ricevere l’Angelo Uriel. Gli disse anco che questo era l’Angelo di S. Maria Maddalena, che era Carità di Dio, che solea scaldare il petto, e dar’ispirazioni e aiuti, per convertire le genti
Beato Amadeo Da Sylva:
Il primo che vedi qui è Michele, rispetto al quale nessuno né degli uomini né degli Angeli è più degno, lui è lo stesso che lottò con il grande dragone e lo sconfisse e io Gabriele sono il secondo. Raffaele mi segue e Uriele segue Raffaele e altri a lui (..)
(..) Benedetto sia il principe Michele, primo tra tutte le creature, che con il fortissimo Gabriele scagliò nell’inferno tutti i nostri avversari. E benedetto sia lo stesso Gabriele con Raffaele e Uriele , che continuamente non cessano di procurare la nostra salvezza (..)
(..)Anche Uriele , nostro fratello disse: “Risplenda la luce di Dio in te; in che modo l’oro si è oscurato, come è potuto accadere che il Sole sia stato avvolto dalle tenebre? Come è potuto venir meno Colui che sorgeva al mattino? Chiedi venia, o misero, umiliati e ritornerà la tua luce!(..).
(..)E dunque dove è il Padre, è il Figlio e lo Spirito Santo. Ma due Serafini erano nella circonferenza del Trono ed erano sei ali ad uno e sei ali all’altro: fluttuavani a due sul capo, a due sui piedi e ne avevano due estese sulle tibie come se volassero e con voce potente gridavano: “Santo Santo Santo, Il Signore Dio Sabaoth”. Ed erano quei due Serafini, Uriele e Barachiele(..).
(..)Trasportarono perciò, con inni e cantici, il corpo di Maria nella valle di Giosafat, mescolati assieme ai Giudei increduli, mentre noi discepoli del Signore, e noi Angeli esultavamo e mentre essi ugualmente accompagnavamo, io mai la lasciai, scortato dal grande esercito degli Angeli. Tuttavia io protessi l’anima, Uriele mio fratello il corpo, nel sepolcro, e con la stessa anima, una volta spogliato il Purgatorio (di anime purganti) all’alba della stessa notte, feci ritorno nella valle di Giosafat, e da quell’anima sette volte più splendente del sole nell’ultimo suo splendore.
Santa Faustina Kowalska:
(Antefatto – Le potenze celesti innanzi al Trono / 2. Agosto 1934.)

Venerdì, dopo la S. Comunione, venni trasportata in ispirito davanti al trono di Dio. Davanti al trono di Dio vidi le Potenze celesti, che adorano Dio incessantemente. Al di là del trono vidi uno splendore inaccessibile alle creature; vi entra soltanto il Verbo Incarnato, come Mediatore. Quando Gesù …More
Santa Faustina Kowalska:
(Antefatto – Le potenze celesti innanzi al Trono / 2. Agosto 1934.)

Venerdì, dopo la S. Comunione, venni trasportata in ispirito davanti al trono di Dio. Davanti al trono di Dio vidi le Potenze celesti, che adorano Dio incessantemente. Al di là del trono vidi uno splendore inaccessibile alle creature; vi entra soltanto il Verbo Incarnato, come Mediatore. Quando Gesù penetrò in quello splendore, sentii queste parole: “Scrivi subito quello che ascolti: sono il Signore nella Mia Essenza e non conosco imposizioni né bisogni. Se chiamo delle creature alla vita, questo è per l'abisso della Mia Misericordia”. In quello stesso momento mi vidi nella nostra cappella come prima, nel mio inginocchiatoio; la S. Messa era terminata; queste parole le trovai già scritte. Allorché vidi quanto il mio confessore doveva soffrire a causa di quest'opera, che Iddio suo tramite sta mandando avanti, mi spaventai per un momento e dissi al Signore: Gesù, dopotutto quest'impresa è Tua e perché ti comporti così con lui, sembra quasi che gliela ostacoli, mentre esigi che la attui? “Scrivi che giorno e notte il Mio sguardo riposa su di lui e che permetto queste contrarietà per aumentare i suoi meriti. Io do la ricompensa non per il risultato positivo, ma per la pazienza e la fatica sopportata per Me ».

(1° Episodio 15 agosto del 1935)

“…. Un giorno in cui ero all'adorazione ed il mio spinto era quasi in agonia per la nostalgia di Lui e non riuscivo a trattenere le lacrime, all'improvviso vidi uno spirito che era di una grande bellezza, che mi disse queste parole: « Non piangere, dice il Signore ». Dopo un attimo domandai: « Tu chi sei? ». Ed egli mi rispose: « Sono uno dei sette spiriti che stanno giorno e notte davanti al trono di Dio e L'adorano senza posa ». Tuttavia quello spirito non alleviò la mia nostalgia, ma suscitò in me una maggior nostalgia di Dio. Quello spirito non mi lascia un istante, mi segue ovunque. Il giorno dopo, durante la S. Messa, prima dell'elevazione, quello spinto cominciò a cantare queste parole: « Santo, Santo, Santo ». La sua voce era come se equivalesse a migliaia di voci, impossibile descriverla. Ad un tratto il mio spirito venne unito a Dio; in un attimo vidi l'inconcepibile grandezza e santità di Dio e nello stesso tempo conobbi la nullità che io sono in me stessa. Conobbi in maniera più evidente di qualsiasi altra volta le Tre Persone Divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Tuttavia la loro essenza è una, come pure l'uguaglianza e la maestà. La mia anima è in rapporti di intimità con le Tre Persone, ma non riesco ad esprimere ciò a parole, però l'anima lo comprende bene. Chiunque è unito con una di queste tre Persone, per ciò stesso è unito con tutta la Santissima Trinità, poiché la loro unità è indivisibile. Questa visione, cioè questa conoscenza mi riempì l'anima di una felicità inimmaginabile, per il fatto che Dio è così grande. Quello che ho descritto qui non l'ho visto con gli occhi, come in passato, ma in una visione interiore, in modo puramente spirituale ed indipendente dai sensi….”.

(2° Episodio 18 marzo 1936)

“..Verso sera, durante la benedizione, udii nell'anima queste parole: « Dille che la sua diffidenza ferisce il Mio Cuore più dei peccati che ha commesso ». Quando lo riferii a lei, si mise a piangere come una bambina ed una grande gioia entrò nella sua anima. Compresi che Dio desiderava consolare quell'anima per mio mezzo e perciò, benché la cosa mi costasse molto, appagai il desiderio di Dio. Quando entrai un momento in cappella quella stessa sera, per ringraziare Iddio per tutte le grazie che mi aveva concesso in quella casa, all'improvviso la presenza di Dio s'impadronì di me. Mi sentii come una bambina nelle mani del migliore dei padri ed udii queste parole: « Non aver paura di nulla; Io sono sempre con te ». il suo amore mi penetrò da parte a parte e sentii che entravo con Lui in una familiarità così intima, che non ho parole per esprimerla. Improvvisamente vidi accanto a me uno dei sette spiriti in aspetto luminoso, raggiante come l'avevo visto in precedenza continuamente vicino a me quando andavo in treno. Vidi che su ogni chiesa, che si scorgeva passando, c'era un Angelo ma in uno splendore più tenue di quello dello spirito che mi accompagnava nel viaggio. Ed ognuno degli spiriti che custodivano i sacri edifici s'inchinava allo spirito che era accanto a me. A Varsavia, appena entrai nella portineria del convento, lo spirito spari. Ringraziai Dio per la Sua bontà, dato che ci dà degli angeli per compagni. Oh, quanto poco la gente pensa a questo, che ha sempre presso di sé un tale ospite e nello stesso tempo un testimone di tutto! Peccatori, ricordate che avete un testimonio delle vostre azioni!..”..
Maria Valtorta (1897 – 1961)

Andiamo ad analizzare la testimonianza della famosa e controversa veggente italiana. L’11 giugno 1943 così le parlò Gesù Cristo : “ ..Vuoi un esempio di come sia limitata la perspicacia umana? Tu nel trascrivere una frase, hai omesso, parendoti già chiaro il pensiero mentre Io te lo dettavo, due parolette: in lei. Due microscopiche parolette. Ma dopo né tu né altri …More
Maria Valtorta (1897 – 1961)

Andiamo ad analizzare la testimonianza della famosa e controversa veggente italiana. L’11 giugno 1943 così le parlò Gesù Cristo : “ ..Vuoi un esempio di come sia limitata la perspicacia umana? Tu nel trascrivere una frase, hai omesso, parendoti già chiaro il pensiero mentre Io te lo dettavo, due parolette: in lei. Due microscopiche parolette. Ma dopo né tu né altri avete più capito il significato vero della frase. “ Era anzi in lei (Maria) la Grazia stessa”, cioè era pienamente in Maria Dio, Grazia stessa. Un’inezia di omissione, ma che ha fatto sì che non afferrasste più bene il senso della frase. Così è di tutto. La limitata vista intellettuale umana vede alla superficie e spesso malamente anche alla superficie. Per questo vi ho detto “Non Giudicate”. A persuadere te e altri che quando scrivi non è cosa tua, lascio apposta delle lacune nella tua mente, come quella dei dieci giusti che avrebbero potuto salvare quella antica città. L’hai dovuto chiedere al Padre. Oppure lascio che tu commetta una piccola modificazione per mostrarti che da te sbagli subito e ti levo voglia di riprovarci. In tal modo ti tengo bassa e persuasa che nulla è tuo e tutto è mio…”.

Rivelato ciò ecco che il 13 settembre del medesimo anno, Cristo svela alla Valtorta un episodio che la lascia veramente di stucco, e per chiarezza diremo subito che se la veggente non fosse stata attendibile di certo non avrebbe ricevuto questa informazione mistica: “L’arcangelo Michele, che voi invocate nel Confiteor, ma secondo la vostra abitudine, con l’anima assente, era presente alla mia morte in Croce. I Sette Grandi Arcangeli che stanno in perenne davanti al Trono di Dio, erano tutti presenti al mio sacrificio. E non dire che ciò è in contraddizione col mio dire: Il Cielo era chiuso”. Il Padre, lo ripeto, era assente, lontano, nel momento in cui la Grande Vittima compiva l’Immolazione per la salute del mondo. Se il padre fosse stato meco, Il Sacrificio non sarebbe stato totale. Sarebbe stato unicamente sacrificio della Carne condannata alla morte. Ma Io dovevo compiere il totale olocausto. Nessuna delle tre facce dell’uomo: quella carnale, quella morale, quella spirituale, doveva essere esclusa dal sacrifico, perchè Io ero immolato per tutte le colpe, e non soltanto per le colpe del senso. Or dunque è comprensibile che anche il morale e lo spirituale mio dovevano essere stritolati, annichiliti nella mola del tremendo Sacrificio. Ed è anche comprensibile che il mio Spirito non avrebbe sofferto se esso fosse stato fuso con quello del padre. Ma ero solo. Innalzato, non materialmente ma soprannaturalmente, a una tale distanza dalla Terra che nulla più di conforto poteva venirmi da essa. Isolato da ogni conforto umano. Innalzato sul mio patibolo, avevo portato su esso il peso immisurabile delle colpe di tutta una umanità di millenni passati e di millenni avvenire, ed esso pesomi schiacciava più della Croce, trascinata con tanta fatica da un corpo già agonico per le erte afose, sassose vie di Gerusalemme, fra i lazzi e gli urtoni di una plebe imbestialita. Sulla Croce ero col mio soffrire totale di carne seviziata e col mio supersoffrire di spirito accasciato da un cumulo di colpe che nessun aiuto divino rendeva sopportabili. Ero un naufrago in mezzo ad un oceano in tempesta e dovevo morire così. Il mio cuore si è schiantato sotto l’affanno di questo peso e di questo abbandono. Mia Madre m’era vicina. Lei sì. Eravamo noi due, i Martiri, avvolti nello strazio e nell’abbandono. E il vederci l’un l’altro era tortura aggiunta a tortura. Poiché ogni mio fremito lacerava le fibre di mia Madre, ed ogni suo gemito era un nuovo flagello sulle mie carni flagellate e un nuovo chiodo infisso non nelle palme, ma nel mio Cuore. Uniti e divisi allo stesso tempo per soffrire di più, e su noi i Cieli chiusi sul corruccio del Padre e tanto lontani.. Ma gli arcangeli erano presenti all’Immolazione del Figlio di Dio per la salute dell’uomo e alla Tortura della Vergine- Madre. E se è detto nell’Apocalisse che gli ultimi tempi un Angelo farà l’offerta dell’incenso più santo al trono di Dio, avanti di spargere il fuoco primo dell’ira divina sulla Terra, come non pensate che fra le preghiere dei santi, incenso imperituro e degno dell’Altissimo, non siano, prime fra tutte, le lacrime, oranti più di qualsiasi parola, della mia Santa benedetta, della mia Martire dolcissima, della Madre mia, raccolte dall’Angelo che portò l’annuncio e che raccolse l’adesione, del testimone angelico degli sponsali soprannaturali, per i quali la Natura Divina contrasse legame con la natura umana, attrasse alle sue altezza una carne, e abbassò il suo Spirito a divenire carne per la pace fra l’uomo e Dio? Gabriele e i suoi celesti compagni curvi sul dolore di Gesù e di Maria, impossibilitati a sollevarlo, perché era l’ora della Giustizia, ma non assenti da esso, hanno raccolto nel loro intelletto di luce, tutti i particolari di quell’ora, tutti, per illustrarli, quando il tempo non sarà più, alla vista dei risorti: gaudio dei beati e condanna prima dei reprobi, anticipo a questi e a quelli di ciò che sarà dato a Me, Giudice supremo e Re altissimo”.Riflettendo su quanto detto dal Signore, così la Valtorta commenta l’episodio: “ Si è iniziato il parlare di Gesù mentre dicevo il Confiteor e la mia mente ha visto Gabriele, luce d’oro, curvo in adorazione della Croce, credo. Ma non vedevo la Croce. Oggi sfogliando attentamente le pagine dattilografate per correggere i più piccoli errori di trascrizione, acciò non vi siano svarioni che alterino il pensiero, trovo un mio commento, in data 31 maggio, circa la distruzione di Gerusalemme… Ricordo l’impressione avuta quel giorno leggendo S. Luca nel cap. 21 e nei versetti 20 e 24. Dicevo quel giorno: “Ho capito che c’è un riferimento a noi tutti. Non ho visto chiaramente, Sono però rimasta sotto la dolorosa impressione”. Oggi rileggo S. Luca e mi pare che il brano calza a dovere coi nostri disgraziati casi… “…Gesù mi parla oggi di Sette Arcangeli che stanno sempre davanti al trono di Dio. Ci sono proprio o è un numero allegorico? Ho cercato nella Bibbia, ma non ho trovato niente in merito. Questa deve essere una di quelle “lacune” di cui parla Gesù l’ 11 giugno ”.
One more comment from alda luisa corsini
Da Cattolici Romani a proposito di Uriele: Forum: " per quanto riguarda, però, i nomi, circa Faustina (Kowalska) il libro riporta il Diario, 2 agosto 1934, 15 agosto 1935 e 18 marzo 1936. Nel primo episodio la santa viene portata davanti al Trono di Dio. Nel secondo si cita un angelo, che risponde (come in tutte le fonti del libro) di essere uno dei sette astanti davanti il Trono. Nel terzo …More
Da Cattolici Romani a proposito di Uriele: Forum: " per quanto riguarda, però, i nomi, circa Faustina (Kowalska) il libro riporta il Diario, 2 agosto 1934, 15 agosto 1935 e 18 marzo 1936. Nel primo episodio la santa viene portata davanti al Trono di Dio. Nel secondo si cita un angelo, che risponde (come in tutte le fonti del libro) di essere uno dei sette astanti davanti il Trono. Nel terzo episodio cita nuovamente i sette spiriti. Mentre in Faustina non "si fanno nomi", in quasi tutte le altre apparizioni si fanno sempre i sette nomi, sempre gli stessi: Michele, Gabriele, Raffaele, Sealtiele, Geudiele e Barachiele, ciascuno con un significato preciso.
Sul discorso dell'autorità sui nomi, sta soprattutto il culto da tempo immemorabile, quindi la liturgia, che li celebra persino da secoli, con tanto di nomi. I nomi scompaiono solo a seguito di quell'episodio che hai ricordato, addirittura sono cancellati dal dipinto antico della chiesa che ho citato.
In realtà, tu potresti obiettare che le apparizioni non sono una fonte, tuttavia la liturgia sì, il culto e la prassi nei millenni pure. Inoltre, abbiamo decine e decine di episodi miracolosi e di fatti anche riconosciuti. Nel capitolo I del libro c'è la storia del culto, solo dopo le decine di apparizioni e miracoli. Ma nel primo si ricorda, invece, il culto nella Chiesa. A parte il dato scritturale, che conferma i sette Spiriti, nella storia della Chiesa era pacifico che avessero qui nomi. Altra fonte autorevole sono i Padri della Chiesa che praticamente in modo concorde li citano. Il problema è che cancellando i nomi, si è cancellato il culto stesso, perchè c'era una identificazione molto stretta tra nomi e culto, in quel momento. Comunque, a titolo di mero esempio, Sant'Isidoro di Siviglia, nel settimo libro delle Etimologie, parla espressamente di Uriele. Così Sant'Ambrogio, Sant'Alberto Magno e San Bonaventura...
Altra fonte sono gli oggetti di culto, tra cui le icone greco-ortodosse, che riportano i nomi (se ne parla a proposito di un'icona tra il XII e XIII secolo a Sebastopoli). Per Uriele, addirittura nel 1513 (riporta il libro) il Papa Leone X ripristina il culto di Uriele nella messa e nell'officio di San Gabriele del 24 marzo di ogni anno. Questa è tradizione.
Vicino alla cattedrale di Palermo c'è la Chiesa dove erano raffigurati anche i nomi. Insomma, tradizione, liturgia, culto inveterato e apparizioni confermano questo culto, e anche i nomi stessi.
Poi ci sono le tantissime postulazioni per riaprire il culto ed estenderlo a tutta la Chiesa, sempre insabbiate. La Congregazione dei Riti, nel 1698, in sostanza sembra escluda estendere il culto per ragioni di prudenza, che però hanno poco senso, secondo me."
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BASTA FARE DEI CONTROLLI, NON E' DIFFICILE: solo studiare un poco.
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Uriele
@alda luisa corsini volentieri, come richiestomi, segnalo qui che @Gandalfhewhite le ha fatto pubblicamente (come commento ad un altro post, non avendo più accesso a questo) le scuse per quanto le aveva scritto commentando questo post.
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Ecco quanto trovato su gloria.tv sui sette arcangeli: I sette arcangeli-raccolta
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Bravissimo,ricordavo questo articolo postato da Istruzione Cattolica a cui non è seguito nessun putiferio perchè gli utenti avevano capito benissimo di cosa stavamo parlando.
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TommasoG likes this.
Eh qui son sempre pronti a far polemica, anche a costo di fraintendimenti. Tra l’altro non ho potuto leggere il commento di contestazione perché è stato cancellato: era forse offensivo?
Il modo ed il tono.
Immagino....mi dispiace che su questo sito qualcuno sia giunto a tanto: ma dipende dal soggetto, anche avendo ragione non occorre strepitare.
@Gandalfhewhite domanda (sincera): non ha un po' esagerato nella durezza della sua ammonizione?
So anch'io che canonicamente sono da credere certamente veri solo i nomi dei tre Arcangeli biblici: però non avevo mai letto che il catechismo (o altri atti tassativi di magistero) vietino al cattolico di ipotizzare che altri Arcangeli siano stati creati e che potrebbero avere i nomi riportati da …More
@Gandalfhewhite domanda (sincera): non ha un po' esagerato nella durezza della sua ammonizione?
So anch'io che canonicamente sono da credere certamente veri solo i nomi dei tre Arcangeli biblici: però non avevo mai letto che il catechismo (o altri atti tassativi di magistero) vietino al cattolico di ipotizzare che altri Arcangeli siano stati creati e che potrebbero avere i nomi riportati da alcune antichissime tradizioni cristiane.
Se lei si ricorda i riferimenti a un tale divieto esplicito mi farebbe una santa carità a indicarmeli.
Al momento, ricordando ad esempio di aver letto una recensione di un recente libro del rev. Marcello Stanzione (che da anni è noto al pubblico cattolico italiano come devoto sacerdote cattolico, tutt'altro che eretico e men che meno incline alla medianità) che tratterebbe dei SETTE arcangeli, con tanto di nome, ai quali fino a un recente passato sarebbe stato fatto culto liturgico nella Chiesa, devo ritenere che un divieto di tali ipotesi teologiche non ci sia.

Quello che è ben chiaro anche a me è che specie in questi nostri tempi di insidiosa New Age ha sicuramente ragione lei a raccomandare prudenza ai più sprovveduti cristiani (fra i quali NON c'è @alda luisa corsini) con gente che si spaccia profeta o cultore di questo o quell'angelo ... del resto anche l'Apostolo ammoniva quasi 20 secoli fa a non cadere vittime di culti idolatrici ad angeli.
@Acchiappaladri. Legga il mio commento qui sotto. Parlavo proprio del libro di Stanzione. Il signore in questione ha dei modi che non sopporto e farà cosa buona da oggi in poi a stare lontano dai miei spazi perchè ripetutamente in questo magazine ha dimostrato di non conoscere l'educazione e la buona creanza. Inoltre non ha letto per intero l'articolo dove si affermavano le testimonianze di …More
@Acchiappaladri. Legga il mio commento qui sotto. Parlavo proprio del libro di Stanzione. Il signore in questione ha dei modi che non sopporto e farà cosa buona da oggi in poi a stare lontano dai miei spazi perchè ripetutamente in questo magazine ha dimostrato di non conoscere l'educazione e la buona creanza. Inoltre non ha letto per intero l'articolo dove si affermavano le testimonianze di sante e santi che hanno avuto apparizioni e protezione da questo arcangelo sparito dalla rosa degli arcangeli dopo la reazione di (forse eccessiva) prudenza del papa Zaccaria che ha preferito limitare i danni ammettendo solo gli arcangeli citati nella Sacra Scrittura, a fronte delle pratiche magiche del vescovo Adalberto. Se l'utente in questione non studia mi importa poco ma mai più si permetta di usare nei miei riguardi un simile atteggiamento (più che paternalistico, direi da velenoso inquisitore) perchè da ora è bannato.
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Prima di bannature, non si potrebbe aspettare un chiarimento? A volte "scappano" dei commenti un po' sopra le righe che possono poi essere rettificati in piena amicizia, esaminando meglio le varie posizioni espresse nella discussione.
Mi creda, conosco quel genere di persone, sui social hanno atteggiamenti di bipolarità: un attimo ti chiamano "caro amico" e parlano di "stima"; un attimo dopo scatenano la loro aggressività. Mi è bastato "prendere un pugno" (sic per iscritto) da Doctor Angelicus per non farmi più pie illusioni.
@Acchiappaladri E continua pure ad avanzare a supporto della sua tesi le stesse cose che dico io ma niente da fare , lui non legge quello che scrivo, non studia e crede di avere detto il verbo.
1) da it.cathopedia.org/wiki/Uriele%3a
Uriele o Uriel (אוּרִיאֵל : Uriel "luce di Dio") è il nome di un angelo it.cathopedia.org/wiki/Dulia come santo dalla it.cathopedia.org/wiki/Chiesa_Ortodossa e dalla it.cathopedia.org/wiki/Chiesa_Copta.

Dei sette arcangeli venerati dalla it.cathopedia.org/wiki/Chiesa_Ortodossa, solo tre, it.cathopedia.org/wiki/San_Gabriele_arcangelo, Michele e it.cathopedia.org/wiki/San_Raffaele_arcangelo sono menzionati per nome nella Bibbia.

Gli altri quattro sono nominati nel capitolo XXI del libro it.cathopedia.org/wiki/Apocrifi di Enoch (II secolo a.C.): oltre Uriele questi sono Raguele, Sariele e Remiele; la it.cathopedia.org/wiki/Chiesa_Ortodossa li festeggia tutti assieme il 21 novembre. Uriele compare anche in un altro scritto apocrifo, il Secondo libro di Esdra.

Il culto di Uriele è presente anche nella Chiesa Copta, che lo celebra al 15 luglio.

Questo arcangelo, il cui nome significa luce di Dio, è generalmente identificato come uno degli angeli posti a guardia del perduto paradiso terrestre citati in Gen bibbia.qumran2.net/index.php.;

") Il motivo per cui è scomparso si trova ampiamente espresso nel libro di Marcello Stanzione: www.sugarcoedizioni.it/uriele-larcange…

"Nelle schiere angeliche c’è un arcangelo scomparso, di cui è rimasto unicamente il nome: Uriele. Uriele non fa quindi parte del canone ufficiale cattolico riguardante gli angeli da venerare liturgicamente, ma è presente nei testi giudaici e negli scritti apocrifi e dei Padri della Chiesa.
Nel 745, per stroncare l’abuso del sedicente vescovo Adalberto che invocava « i sette arcangeli che stanno davanti a Dio » con pratiche superstiziose e formule magiche, papa Zaccaria decretò di astenersi nella preghiera pubblica di nominare angeli al di fuori di quelli esplicitamente menzionati nella Sacra Scrittura: Michele, Gabriele, Raffaele. Cosa è veramente accaduto? A cosa si deve una decisione così drastica? Una risposta si trova nella vasta documentazione qui presentata.
Uriele, il cui nome significa «Dio è la mia luce » o « Fuoco di Dio », fu compagno di viaggio e speciale protettore di molti santi e beati di ogni epoca: da Santa Martina a Santa Teresa d’Avila, a Sant’Annibale Maria di Francia, come possiamo leggere in un apposito capitolo.
Gli autori di questo libro sono un sacerdote cattolico, don Marcello Stanzione, e un laico, l’avvocato Carmine Alvino, accomunati da un grande amore per gli angeli e che da anni cercano di diffondere tra i cattolici la vera devozione cristiana agli spiriti celesti e quindi far chiarezza su un tema dove la New Age, l’esoterismo, l’occultismo e la Kabbalah ebraica creano grande confusione tra gli stessi fede"
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Grazie. Allora ho avuto una buona ispirazione nominando il rev. Stanzione!
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Ottimo
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Grazie di queste preziosissime note che aprono spiragli su quel Mondo invisibile che ci circonda e di cui troppo spesso dimentichiamo di ringraziare il Padre Nostro
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Grazie a Lei, cara Signora, che ne segnala l'evidenza e l'importanza.
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