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Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I. Mese Mariano CAPITOLO III: SAN DOMENICO, INSIGNE FONDATORE DELL’ORDINE DEI PREDICATORI…More
Beato Alano della Rupe: LO SPLENDORE E IL VALORE DEL SANTISSIMO ROSARIO (incunabolo del 1498) Libro I.

Mese Mariano

CAPITOLO III: SAN DOMENICO, INSIGNE FONDATORE DELL’ORDINE DEI PREDICATORI, RECITAVA, PREDICAVA E DONAVA IL ROSARIO.

"Infine, San Domenico, guida e padre
dell’Ordine dei Predicatori, insigne figlio
spirituale di Sant’Agostino, da quando la
Vergine Maria gli rivelò il Rosario, per quasi
dieci anni, sempre lo portava, lo pregava e lo
insegnava. E, nonostante le occupazioni, con
grande perseveranza, ogni giorno recitava i
tre Rosari.
Ma quando non era impegnato nella
salvezza eterna delle anime, recitava (il
Salterio di Maria) nove, e qualche volta
anche dodici volte, perché trascorreva quasi
tutte le notti insonni, con il Salterio a dieci
Corde (di Maria), inneggiando alla Vergine
Maria, tra grandiose Rivelazioni e Visioni

Portava (il Salterio di Maria) appeso
alla sua cintura, e, dappertutto, il
Predicatore del Vangelo, esortava il popolo
di Dio a pregare l’evangelico Cantico dei
Cantici della Santissima Trinità.
Il primo lieto annuncio del Vangelo che
la Santa Chiesa, per mandato di Cristo Gesù,
deve portare agli uomini, riguarda questa
preghiera, che è così amabile, facile,
concisa e semplice per il popolo.
E ciò non bastava all’uomo zelante
delle anime, ma, durante la predicazione,
donava le Corone del Rosario al popolo, e
persuadeva i nobili ed i potenti ad offrirglieli
ogni volta.
E quando contro gli eretici non riusciva
ad ottenere alcun frutto con gli altri Sermoni
su diversi argomenti, predicando il Salterio
(di Maria), con grandissimi prodigi, li
riconduceva tutti al Signore.

ESEMPIO
San Domenico si trovava dalle parti di
Tolosa, e predicava instancabilmente contro
gli eretici, confutandoli su ogni argomento.
Tuttavia, era così grande la loro
esaltazione, che per nessuna ragione vollero
riconoscere i propri errori, eccetto
pochissimi.
Egli, sentendosi sconfitto, infiammato
di Amor di Dio, come una fiaccola, si recò nel
vicino bosco, e in una grotta pregava la
Gloriosa Vergine, di continuo, per tre notti e
tre giorni, e si fustigava senza sosta, usando
come flagelli, non i ramoscelli, ma rovi,
triboli, pruni e spine, ed era tutto
insanguinato.
Ma non desisteva, intercedendo di
continuo per i loro peccati, e si sacrificò
tanto per amore delle anime, che si accasciò
all’improvviso, in fin di vita.

Tuttavia, l’Amorevole Madre di Dio,
Maria, non abbandonò il Suo combattente, e,
per amore verso di lui e verso i Suoi figli,
apparve in visione al morente, insieme a tre
Regine, la cui Bellezza superava ogni
immaginativa, ognuna delle quali aveva al
seguito cinquanta fanciulle, assai
incantevoli, che stavano come a difesa.

E la Sovrana Maria consolò San
Domenico, e disse: “O Carissimo Sposo, dal
momento che hai combattuto valorosamente
contro i nemici della Fede, con la mia Grazia
ed il mio Aiuto, ecco, sono stata mandata a
te in Soccorso”.

Ed ecco le tre Regine, sollevandolo da
terra quasi mezzo morto, lo portarono
davanti all’Amorevolissima Maria.
E Lei, prontamente, lo abbracciò
dolcemente e gli diede un pudico Bacio.

Poi, la Sovrana, gli diede da bere il
Latte del Suo Castissimo Seno, e disse
nuovamente al Suo Sposo Domenico:
“Carissimo Domenico, sai quali armi usò la
Santissima Trinità, quando decise di
redimere il mondo?”.

Ed egli rispose: “O Signora del mondo,
Tu sai meglio di me che, per mezzo Tuo, fu
data la salvezza al mondo, come per mezzo
Tuo, il mondo è stato risanato e redento”.

E, per questa risposta, la Regina del mondo,
sorridendo dolcemente al Suo Sposo, disse:
“O Domenico prediletto, la Santissima
Trinità, per annientare tutti i peccati del
mondo, ha scelto come sola arma, il Salterio
Angelico (del Rosario), che è l’inizio del
Nuovo Testamento.
Perciò, se tu nella predicazione vuoi
ottenere il frutto che desideri, predica il mio
Rosario, e, subito, sentirai l’aiuto della
Santissima Trinità.
A conferma di ciò, vi sono accanto a
Me, tre Regine, (il cui numero) rievoca la
Santissima Trinità.

La prima, come vedi, indossa una veste
bianchissima, che rievoca la Potenza del
Padre, che Egli ha manifestato in Me,
nella Santissima Incarnazione del Figlio Suo.
Anch’Ella ha con Sé, cinquanta
fanciulle dalle vesti bianchissime, che
rappresentano il primo Giubileo del
cinquantesimo anno di Grazia e di Gloria, (le
quali) dimorano in (Dio) il Padre, mediante la
Sua Potenza.

La seconda Regina, poi, che indossa
una veste rossissima, rievoca la Seconda
Persona della Santissima Trinità (Gesù
Cristo), che, a vantaggio del mondo intero
sopportò la Passione.
Anch’Ella ha con Sé cinquanta fanciulle
dalle medesime vesti, che raffigurano il
secondo Giubileo del cinquantesimo anno di
Grazia e di Gloria, (le quali) dimorano,
mediante la Sua Passione, nella stessa
Seconda Persona della Santissima Trinità.

La terza Regina, poi, che indossa una
veste splendente, rievoca la Terza Persona
della Santissima Trinità.
Anch’Ella ha con Sé cinquanta fanciulle
leggiadre, che indossano le medesime vesti,
che raffigurano il terzo Giubileo del
cinquantesimo anno, mediante la Grazia e la
Gloria dei Santi, che dimorano nello Spirito
Santo.

Io sono la Regina dei tre Giubilei, sia
nella Patria (Eterna), che nel cammino (della
vita), dove tre sono i Giubilei, ossia (il
Giubileo) della Legge scritta, (il Giubileo)
della natura, e (il Giubileo) della Legge della
Grazia, della quale Io sono Regina e Culmine.
Per questo, sia in Cielo che in terra, la
Santissima Trinità, Mi santificò il numero
centocinquanta, perché ogni cinquantesimo
anno è giubilare (Levitico, cap. 25).
E così tre Giubilei sono centocinquanta
(anni), che formano il numero del mio
Rosario.
In esso, la prima Cinquantina riguarda
la candida e virginea Incarnazione del Mio
Figlio.
La seconda Cinquantina, poi, riguarda
la Passione del Figlio Mio, rossissima e
dolorosissima.
La terza Cinquantina, infine, riguarda la
Gloriosa Risurrezione del Figlio Mio, la
discesa dello Spirito Santo, e la Gloria
sublime dei Santi.
Seguimi, dunque, e predica questo
Santissimo Rosario, e subito, vedrai la mia
infinita Potenza nella conversione dei
peccatori”.

Cosa ammirabile!
Allora il Santissimo Domenico, così
prescelto fra gli uomini di tutto il mondo, e
difeso dalla presenza della (Santissima)
Trinità, entrò nella Città di Tolosa.
E, appena arrivato, miracolosamente,
le campane iniziarono a suonare nella
Parrocchia più importante e Chiesa Madre, e
quel suono era così meraviglioso, che
spaventava tutti e, allo stesso tempo, li
attirava ad andare verso quella Chiesa.

Che avvenne dopo?
Erano accorsi lì quasi tutti i cittadini.
San Domenico, allora, subito predicò, con
grandissima potenza, il Rosario della
Santissima Trinità.
E, mentre egli predicava, vi furono
tuoni fragorosi, e vi fu un terremoto così
forte, che tutti pensarono di essere
inghiottiti dalla terra; le acque iniziarono ad
agitarsi, con un indicibile turbamento.
Raffiche fortissime di vento, infine,
minacciavano una sciagura per tutti.
San Domenico, allora, mentre
accadevano queste cose così terribili, si
rivolse al popolo e disse: “Se volete essere
liberati da questa sciagura, recitate tutti il
Rosario della Vergine Maria, e vi assicuro
che subito cesseranno queste cose terribili,
che vedete.
La Potenza di Dio è adirata con voi, e vi
ha mandato questi castighi.
Sappiate, però, che Cristo e la Vergine
Maria, vi hanno mandato dal Cielo
centocinquanta Grazie, per la remissione dei
vostri peccati”.

Ed ecco, all'improvviso, si udirono le
alte grida dei demoni, che dicevano: “Guai,
guai a noi, perché, ad opera del Rosario,
veniamo legati con catene infuocate”.
E i lamenti dei demoni erano così
grandi, che quegli uomini a stento potevano
ascoltare il santo Sermone.

E quello che è singolare a dirsi, è che si
vide l’effige della Vergine Maria, (che si
trovava) nella Chiesa Maggiore, estendere le
mani al cielo per tre volte, come se
comandasse di recitare (il Rosario)

Allora San Domenico disse: “Non
cesserà questo flagello, fin quando non
avrete accettato e recitato il Rosario della
Vergine Maria.
E la Vergine Maria, che ora vedete
adirata, abbasserà le braccia minacciose”.
Che cosa dirò in più?
Ed ecco che tutti si convertirono, e, dal
più grande al più piccolo, piangevano e
chiedevano perdono.
Al vedere questi prodigi, il popolo elevò
grida così alte, che sembrava lo stessero
conducendo a morte.
Allora San Domenico, volgendosi verso
l’effige della Vergine Maria, si inginocchiò e
disse: “O Regina dell’universo, ecco, il
popolo vuole recitare il Tuo Rosario.
Abbassa, ti prego, le tue virginee
braccia, (e deponi) il tuo sdegno”.

E subito, dopo che San Domenico
terminò di parlare, Maria abbassò le braccia.
E, all’istante, si placò il vento,
cessarono i tuoni, si quietò il terremoto, e si
allontanò ogni pericolo.
Coloro che avevano assistito (alla
scena), il giorno dopo, in camice bianco ed
una candela in mano, ritornarono in Chiesa.
Ivi, San Domenico predicò una seconda
volta, ed operò tanti miracoli.

Questi fatti sono accaduti tre o quattro
anni prima dell’istituzione dell’Ordine dei
Frati Predicatori.
Fu qui che essi abbandonarono i loro
errori.
E così, in memoria di questo evento,
Fulco, Vescovo di Tolosa, diede la sesta
parte delle decime della sua Chiesa a
Domenico ed ai suoi compagni.
Ed ivi, avvenne la prima fondazione
dell’Ordine dei Frati Predicatori, nell’attuale
Chiesa di san Romano, allora dedicata in
onore della Santissima Trinità e della
Beatissima Vergine Maria.

E questo fatto fu l’origine meravigliosa
da cui ebbe inizio il Rosario di Maria.
E da allora, in quest’Ordine, per più di
cento anni, perdurò questa preghiera di
suffragio, e, proprio per tale (preghiera), fu
fondato l’Ordine dei Predicatori.
E, a partire dalla sua fondazione, nel
mondo fu piantato ogni bene.

E tutte queste cose la piissima Vergine
Maria, Madre di Dio, ad un tale che Ella
Sposò con un Anello ed una meravigliosa
(Corona) del Rosario che (gli) mise al collo,
(entrambi fatti) dei Capelli della medesima
Vergine Maria, narrò in visione e
sensibilmente (queste cose) che sono
verissime."


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Sancta Maria Mater Dei ora pro nobis