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Tempi di Maria
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“Un religioso senza rosario è come un soldato senza fucile”

A mio avviso per comprendere cosa davvero sia questa preghiera straordinaria e quale sia il suo valore ed il suo potere, non vi è nulla di più efficace che quella lunga serie di epiteti, definizioni e descrizioni che ne offrono un quadro completo ed avvincente.
Provo a passarne in rassegna i principali accompagnandoli con qualche frase e fioretto raccolto dalla vita dei santi.
Cos’è il Rosario e perchè è così potente?


“Scuola del Vangelo”. “Il Santo Rosario è compendio di tutto il Vangelo” (Venerabile Pio XII)
Il grande apostolo di Vienna e di Varsavia, san Clemente Hofbauer (1751 -1820) che, nonostante grandi persecuzioni, per primo diffuse l'Ordine dei Redentoristi a nord delle Alpi, diceva convinzione: “Il rosario è la mia biblioteca perché questa semplice preghiera con le sue meditazioni è simile ad una biblioteca con migliaia di libri stampati sui misteri della fede”.

“Scuola di preghiera e di fede”. Del Rosario, infatti, si può dire correttamente che costituisce una sintesi di tutta la fede cattolica. Quando lo prega il cristiano se ne mette in ascolto ed è come se permettesse a Maria di insegnargli quei misteri della fede che solo Lei capiva con tanta profondità. Il Rosario, in sostanza, è lo strumento più amato dalla Madonna per la nostra evangelizzazione oltre che per l’evangelizzazione delle Genti.
Attraverso il Rosario, inoltre, è l’attitudine verace alla preghiera del cuore, alla preghiera-meditazione, alla preghiera-contemplazione che la Madonna ci vuole insegnare e nella quale ci vuole immettere perché la nostra vita di fede ne risulti vivificata, potenziata e la nostra anima, tutta trasposta nel mondo di Dio, possa risplendere e emanare calore divino come un metallo immerso nel fuoco, che emana le proprietà di quel fuoco dal cui contatto è purificato, illuminato, riscaldato. Questo ha potere di compiere la preghiera del rosario ben fatta, la preghiera attenta e immersa nelle cose di Dio, nei misteri salvifici di cui Gesù e Maria sono i protagonisti principali.

“Scuola di perfezione della vita cristiana e formatrice della gioventù”. “Il Santo Rosario è pratica perfetta” (Paolo VI).
Nella vita di San Giovanni Bosco (1815-1888), l'apostolo carismatico della gioventù di Torino, si legge questo episodio. Un giorno gli fece visita il marchese Roberto D'Azeglio, fratello del Presidente del consiglio, al quale era legato da amicizia. Entusiasta delle attività e dei progetti di Don Bosco, il nobile non comprendeva una cosa: perché bisogna perdere tanto tempo con queste lunghe preghiere – le 50 Ave Maria? Bisognerebbe abolire questa pratica noiosa. Ma don Bosco rispose inflessibile: “Questa preghiera è il fondamento di tutta la mia attività. Rinuncerei piuttosto a molte cose importanti e, se fosse necessario anche alla sua preziosa amicizia, ma mai al rosario”.

“Mezzo di salvezza”. Il Santo Rosario è un mezzo di salvezza per l'anima e per il corpo. Ci salva nella lotta contro i nemici dell'anima, ci scampa dai pericoli della morte, ci aiuta a custodire intatta la Fede, ci sostiene nelle riprese spirituali o nella riforma della vita. San Massimiliano Kolbe, nel suo Diario lasciò scritto: “Quante corone, tante anime salve”. Un Rosario può valere la salvezza di un’anima, anche e soprattutto della propria!

Arma della vittoria: “la spada di Giuditta” e il “fucile dalle munizioni d’oro”.D’oro perché i suoi colpi non sono per la morte ma per la vita. Una vita che rinasce nell’anima anche di chi era già morto, per il potere della vera Madre dei viventi che restituisce alla vita le anime dei poveri peccatori che si aggirano, impazziti, sugli abissi dell’Inferno.
Illuminante ed edificante, a proposito, è questo episodio narrato da un sacerdote figlio spirituale di Padre Pio. Stava in fila per confessarsi dal santo e mentre attendeva il suo turno recitava il rosario come suo solito. Arrivato il suo turno mette la corona in tasca e si avvia al confessionale. Non fa in tempo ad arrivare che si blocca e sbianca, perché vittima di una terribile tentazione. Si inginocchia e Padre Pio che aveva assistito alla scena, alzando la corona del rosario gli dice: “Figlio mio, o spari tu o spara lui”,indicando in basso.
Una sera, non trovando nessuno dei suoi innumerevoli rosari, si rivolse a padre Onorato, che nel periodo della vecchiaia lo aiutava a prepararsi per la notte, dicendogli: “Portami l'arma!” Padre Onorato, conoscendo il mondo dei pensieri di P. Pio, ha capito subito a cosa si riferiva… Voleva il Rosario!
San Camillo de Lellis ad un religioso della sua Congregazione che non aveva con sé il Rosario disse: “Non hai con te il Rosario? Male, figlio mio. Un religioso senza rosario è come un soldato senza fucile”.

Preghiera “buona dappertutto”, in ogni luogo e in ogni tempo. Madre Teresa di Calcutta faceva scorrere in ogni minuto libero le perle del Rosario fra le sue mani. Ad un giornalista che le chiedeva quanti rosari pregasse ogni giorno, rispose con modestia: “Non li conto!”.
Padre Pio aveva il dono di poter pregare ininterrottamente il rosario. Lo si vedeva sempre con il rosario in mano o sul polso. Mai ha voluto essere senza la "sua arma", che teneva sempre pronta sotto il cuscino o sul comodino. Ad una figlia spirituale diceva: “È possibile che in ventiquattro ore, che il Signore ci ha dato, non si trova il tempo di recitare 15 poste di rosario? Sai finora quanti rosari ho detto? Ho già recitato 16 rosari interi”. Erano circa le 12.00 del mattino.
Alla vigilia del suo trapasso, ancora raccomandava ad alcuni dei suoi figli spirituali, a mo di testamento: “Amate la Madonna ed fatela amare. Pregate sempre il rosario!”.

“Terrore dei demoni” e “flagello dell’Inferno”. Durante un esorcismo, il demonio si esprimeva con queste parole: “Dio ha dato a Lei (la Madonna) il potere di scacciarci e di schiacciarci e Lei lo fa con il Rosario. Lei lo ha reso potente, è diventata la preghiera più potente, la più esorcizzante, esso ci vince sempre ed è sorgente di grazie incredibili per quanti lo recitano intero. Per questo noi lo avversiamo e combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle comunità, la cui forza spazzerebbe via ogni nostra resistenza. Non vi è male che possa resistere al Rosario intero comunitario”.
E in un altro, alla domanda del sacerdote: “perché temi tanto il Rosario?”, il demonio rispose: “MI VINCE” e, costretto dall’autorità del ministro, continuò dicendo che “ogni rosario è potente nella misura in cui si recita bene (…). Per recitarlo bene bisogna saper contemplare (…). Ogni grano è una luce, bisogna dirlo così bene che nemmeno una stilla di questa luce vada perduta”.

“Sostegno nelle lotte e nelle tentazioni”. Don Bosco, nei suoi sogni rivelatori vide, una volta, “una regione selvaggia e sconosciuta e degli uomini alti, di aspetto feroce, che combattevano fra di loro. Andavano incontro ad essi per convertirli missionari di vari ordini con il crocifisso in mano, ma tutti venivano uccisi. Poi vide avanzare missionari, preceduti da gruppi di giovani. Don Bosco riconobbe i suoi salesiani e cominciò a temere per la loro sorte. Eppure notò che i selvaggi davanti ad essi si fermarono, diventavano pacifici, deponevano le armi e li accoglievano con molta amicizia”. Il segreto? Don Bosco vide che i suoi missionari avanzavano con l Rosario in mano.

“Sostegno vittorioso dei cristiani contro i nemici della fede e della vita”. L’aiuto decisivo di Maria è attestato da numerosi fonti in diverse vicende attraversate dall'umanità lungo i secoli, nei posti più svariati e davanti a multiformi minacce. La vittoria riportata nel Medioevo dai cattolici sugli eretici albigesi, che dilagavano nel sud Europa, si deve in gran parte alla predicazione del Rosario da parte di S. Domenico. La eclatante vittoria contro la flotta musulmana a Lepanto fu un evento salvifico che il Papa Pio V attribuì alla potenza del Rosario a cui affidò il popolo cristiano all’indomani della terribile battaglia. Ma anche nei nostri giorni, dopo la seconda Guerra Mondiale, un fatto miracoloso di immensa portata viene attribuito alla preghiera del Santo Rosario. I sovietici occupavano la parte più ricca dell’Austria e incominciarono ad organizzare rivoluzioni per impossessarsi del resto. Un frate cappuccino, Petrus Pavlicek, diede avvio ad un grande movimento di preghiera, la Crociata Riparatrice del Rosario, presieduto da una statua della Madonna di Fatima regalatagli dal vescovo di Leiria. Il movimento impegnava in più turni 500.000 cittadini, le cui suppliche salivano fino al Cielo, per giorni e notti ininterrottamente, finchè tra il maggio e l’ottobre del 1955 non si ritirò pacificamente tutta l'Armata Rossa, fatto mai avvenuto prima in nessuno dei posti occupati dai comunisti. Lo stesso cancelliere dell'Austria Raab riconoscerà che quello fu il fattore determinante dell'evento: il Rosario!
Anche oggi noi possiamo uscire vittoriosi da questa gigantesca lotta spirituale e militare nella quale, siamo coinvolti con le armi della fede e della preghiera, con Maria e sotto la sua protezione, con il Rosario tra le mani. Questo ci insegnano gli avvenimenti della vittoriosa battaglia navale di Lepanto, la liberazione di Vienna dai Turchi, la liberazione dell'Austria dall'occupazione russa e le due “rivoluzioni di preghiera” che si sono svolte nelle Filippine con cui il popolo ha ottenuto la deposizione del tiranno.

“Elargitore di ogni bene”. S. Faustina Kowalska (1905-1938) racconta nel suo Diario un evento significativo: “22.5.1937. Oggi è un caldo così soffocante che e difficile sopportarlo; desideriamo la pioggia, ma la pioggia non viene ... Quando ho osservato le piante assetate di pioggia, ho provato compassione ed ho deciso fra me di recitare la coroncina fino a quando Dio avesse mandato la pioggia. Dopo la merenda il cielo si è coperto di nuvole e una fitta pioggia è caduta sulla terra. Avevo recitato quella preghiera per tre ore senza interruzione. E il Signore mi ha fatto conoscere che con questa preghiera si può ottenere tutto”.
Un semplice episodio, eppure trasmette un insegnamento di valore: il Rosario può ottenere tutto, anche le cose in apparenza “banali” e insignificanti, ma sempre a misura della nostra fede e della nostra costanza nel farne uso, nel pregarlo in maniera prolungata, o addirittura “quasi ininterrotta” come hanno avuto la grazia di farlo alcuni santi.

“Scala di Giacobbe” e “sorgente di grazia”. Possiamo (...) pensare che i grani della corona del Rosario diventano gradini della Scala di Giacobbe insieme ai venti quadri evangelici dei misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi, che il Rosario presenta alla nostra contemplazione scandita dal ritmo delle Ave Maria. I venti misteri e le cinquanta Ave Maria, infatti, di posta in posta sostengono l’anima nello sforzo della riflessione e della meditazione contemplativa contro le insidie delle distrazioni che tentano di turbare la preghiera deviando i nostri pensieri e la nostra attenzione di fede e di amore (P.Stefano M. Manelli, “Ottobre: il mese del Rosario”).
La veneratissima “santa delle Rose”, santa Teresa del Bambin Gesù, si serve di una dolce immagine per spiegare lo stesso concetto: il Rosario unisce il Cielo con la terra in modo che da questo contatto la terra risulti cosparsa di quelle grazie celesti che la irrorano e le permettono di continuare il suo arduo peregrinare in questo mondo pieno di terribili ostacoli, soffocanti insidie e atroci sofferenze: “Con il Santo Rosario si può ottenere tutto”; e aggiunge: “Esso è una lunga catena che lega il Cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l'altra in quelle della Santissima Vergine... Il Santo Rosario sale come incenso ai piedi dell'Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada che viene a rigenerare i nostri cuori”.

“Operatore di prodigi”. “Dopo la S. Messa, la devozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue “Ave Maria” compie più miracoli di ogni altra preghiera”. (S. Vincenzo De Paoli).
“Da quando la Santa Vergine ha dato una così grande efficacia al Rosario, non esiste alcun problema materiale, spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere con il Santo Rosario e con i nostri sacrifici”. (Suor Lucia di Fatima al padre Agustin Fuentes).

“Salvezza e protezione sul letto di morte”. Maria Rizy, una nipote del poeta Grillparzer, una volta incontrò san Clemente Hofbauer stremato. Veniva da un sobborgo di Vienna dove aveva assistito un malato che da 17 anni non si confessava e che era morto pentito. Il santo le diceva: “È un bene se qualcuno vive lontano nel sobborgo, perché mi dà il tempo di pregare il rosario lungo la via e non ricordo che mai un peccatore non si sia convertito prima che io avessi avuto il tempo di terminare il rosario”. Questo buon pastore ed infaticabile zelatore della salvezza delle anime assistette più di 2000 agonizzanti in quella che è l'ora più importante di tutta la vita di un uomo.

“Fortezza dei martiri”. Il servo di Dio Marcel Van (1928-1959), del quale è in corso la causa di beatificazione, conobbe ancor prima di quelle di un lager di concentramento in Vietnam, incommensurabili sofferenze nella sua vita privata. Voleva diventare sacerdote. All'età di otto anni fu letteralmente perseguitato dal suo catechista per gelosia. Sotto minacce teneva lontano il bambino dai Sacramenti; a Van rimaneva soltanto il rosario: “Questo era la fonte della mia letizia e mi faceva gustare la gioia che si sprigiona dal cuore della Madre di Dio. Spesso salivo su una collina per essere più vicino alla Vergine durante la preghiera del rosario”, racconta con innocenza e candore. Con violenza gli fu tolta la corona. Van, però, continuò fedelmente la preghiera del rosario facendo passare dieci chicchi di caffè da una tasca all'altra. Il catechista, insospettito, glieli tolse. Quando, percuotendolo, il suo aguzzino gli tolse anche la cintura, un semplice cordone su cui aveva fatto dieci nodi, Van decise così: “Non avevo altra possibilità che servirmi delle mie dita per contare le Ave Maria. Mi sembrava molto pratico perché con questo metodo potevo pregare il rosario dovunque ed inosservato. Dicevo tra me: anche se dovessi offrire le mie dita, non rinuncerei mai ad esprimere il mio amore per Maria, pregando il rosario. Grazie a questa preghiera, Maria è accorsa sempre in mio aiuto con tale efficacia che i demoni che mi hanno tormentato non sono mai riusciti a sopraffarmi”.

Non vi è dubbio: si potrebbe ancora andare avanti a lungo con la rassegna per scandagliare a fondo il mistero di questa sacra Corona ma ritengo che ci siano già gli elementi sufficienti per riflettere con serietà. Abbiamo nelle nostre mani un tesoro incommensurabile. A noi, solo a noi tocca valorizzarlo quanto merita. Potremo trarne stupefacenti vantaggi. Potremmo, per suo mezzo, vedere moltiplicarsi i prodigi nella nostra vita e nella vita di tante persone. È del resto la volontà di Dio e l’esempio di tanti testimoni della fede che ci spronano a fare del Rosario la nostra “preghiera preferita” (san Giovanni Paolo II).
Cosa aspettiamo? Perché indugiamo? “I ricchi impoveriscono ed hanno fame” ma ai devoti di Maria, cioè i veri cristiani, stretti alla Corona benedetta, “non mancherà nessun bene” (Cfr. Sal 33 (34).
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Mi scuso con gli utenti di questa tv ma vorrei rendere noto che non gradisco che si inseriscano commenti nei miei post che non attengano al tema dell'articolo in discussione. Il rimando ai link dei propri post è certamente possibile ma deve trattarsi di cose attinenti altrimenti saranno da me cancellati. Nei mesi scorsi si sono verificate situazioni un po spiacevoli con utenti-troll che non …More
Mi scuso con gli utenti di questa tv ma vorrei rendere noto che non gradisco che si inseriscano commenti nei miei post che non attengano al tema dell'articolo in discussione. Il rimando ai link dei propri post è certamente possibile ma deve trattarsi di cose attinenti altrimenti saranno da me cancellati. Nei mesi scorsi si sono verificate situazioni un po spiacevoli con utenti-troll che non vorrei che si riproponessero. Grazie della comprensione
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