francesco cupello
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"Esistono già due chiese”. Ecco come rinascerà quella vera | Aldo Maria Valli su Byoblu

Ormai non c'è più da meravigliarsi: dal famigerato Chi sono io per giudicare un gay che cerca il Signore? sparato da Papa Francesco in una intervista "aerea", al favore da Lui espresso per le unioni civili omosessuali, assisteremo prima o poi al rovinoso crollo dell'intero edificio della morale sessuale cattolica. Il plauso del mondo verso le inaudite prese di posizione di Papa Francesco è …More
Ormai non c'è più da meravigliarsi: dal famigerato Chi sono io per giudicare un gay che cerca il Signore? sparato da Papa Francesco in una intervista "aerea", al favore da Lui espresso per le unioni civili omosessuali, assisteremo prima o poi al rovinoso crollo dell'intero edificio della morale sessuale cattolica. Il plauso del mondo verso le inaudite prese di posizione di Papa Francesco è davvero preoccupante. Ne ho avuto una conferma questa mattina su Radio1 della RAI, dove ho sentito l'elogio degli aiuti inviati da Papa Francesco a una comunità di transessuali, con grande compiacenza del giornalista per il crollo di millenari pregiudizi. Ecco il fatto cui si riferiva:
Ho letto un trafiletto di Avvenire del 4.12.20 intitolato Tamponi e vaccini inviati da Krajeski [l'elemosiniere del Papa] e sono rimasto allibito: l'ho letto e riletto, per assicurarmi di aver capito bene. Quei tamponi e vaccini sono stati inviati a una Parrocchia di Torvanianica sul lido romano, il cui Parroco [immagino che per questo sarà presto fatto cardinale] dichiara ( e lo ribadisce nell'intervista fattagli questa mattina dal giornalista di Radio1): «Un altro bellissimo gesto di vicinanza nei confronti di persone che si trovano ancor più in difficoltà in questa emergenza di pandemia». E sapete chi sono queste persone? Sono nientemeno che i suddetti transessuali sudamericani tra i quali cinque argentini! Infatti - si legge nel trafiletto di Avvenire -«questi mesi di pandemia sociale hanno colpito anche chi vive prostituendosi», aggiungendo poi che si è trattato di «un nuovo gesto di vicinanza a chi è più emarginato».
In pratica si dice chiaramente questo: a causa del lockdown, a queste persone transessuali, venendo meno i loro clienti, è venuta a mancare la loro fonte di guadagno. Poverini! Ma stiano tranquilli, perché c'è sempre Papa Francesco che va loro incontro. Tant'è che, su suggerimento del Parroco, gli scrivono e trovano ascolto, e adesso - conclude il giornalista - «gli stanno inviando delle commoventi lettere di ringraziamento». A questo punto perché non inviare aiuti a tutte le prostitute rimaste senza clienti? Mi si dica, di grazia, se questa non è una tolleranza piena della transessualità e della prostituzione. E' il colmo! E' proprio il Papa in persona a stravolgere la morale cattolica, come è già dimostrato dalle sue telefonate, abbracci e udienze a persone transessuali. Egli è arrivato a dire a queste persone, non ricordo purtroppo in questo momento in quale documento e circostanza, di stare tranquille, perché è Dio ad averle volute così. Ma è inaudito!
Ora chiedo al Dott. Aldo M. Valli: non è configurabile per Bergoglio l'accusa di abuso di potere? Infatti Egli stravolge la morale sessuale cattolica, approfittando dela sua posizione, senza previa consultazione, su temi così gravi, Lui grande assertore e fautore della collegialità, dei Vescovi chiamati a coadiuvarlo nell'esercizio del suo Primato. Che Bergoglio voglia dal posto che occupa portare avanti le sue idee personali, lo confessa Lui stesso, quando recentemente ha parlato di "diritto" delle coppie omosessuali di vivere in una famiglia, aggiungendo di aver pensato sempre così. In questo modo Egli semina sconcerto, smarrimento e confusione tra i fedeli e i Pastori.
Al popolo di Dio non interessano le idee personali di Bergoglio, ma l'insegnamento ufficiale del Sommo Magistero, che ha le sue formali e irrinunciabili forme di espressione. Non ci interessano le sparate di Bergoglio nelle interviste "aeree" o nei colloqui salottieri con un ateo laicista e pubblicate su un giornale altrettanto laicista e, almeno a suo tempo, visceralmente antiecclesiale e anticlericale.
Se il Papa vuole esercitare il suo munus docendi, si deve sedere sulla cattedra di Pietro, altrimenti, e lo dico con tranquilla coscienza e grande serenità, è un dittatore che impone le sue idee, perché se c'è una teologia e una regolazione canonica dell'esercizio del primato petrino, nessun Papa è libero di farne lettera morta, comprese anche certe importanti formalità, come l'indossare le insegne pontificie, che Egli invece mostra arrogantemente di disprezzare, con grave offesa di tante sensibilità ben meritevoli di rispetto.
Buon Natale a tutti
Don Francesco Cupello