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Sacerdote iracheno torturato dall'ISIS rimprovera Chiesa in Occidente: "Vi ammazzeranno tutti! Svegliatevi!"

Fino a qualche giorno prima era un eroico prete iracheno dalla fede incrollabile, che non aveva paura di perdere la vita per Cristo e aveva perdonato i suoi crudeli rapitori. Ma all’indomani del suo …More
Fino a qualche giorno prima era un eroico prete iracheno dalla fede incrollabile, che non aveva paura di perdere la vita per Cristo e aveva perdonato i suoi crudeli rapitori. Ma all’indomani del suo intervento al Meeting di Rimini
è diventato un intoccabile, le citazioni delle sue parole presentano larghi “omissis” e più nessuno vuole farsi vedere in sua compagnia. Il curioso destino di Douglas Al-Bazi parroco caldeo a Erbil scampato a bombe e torture ma non alla stigmatizzazione dei buoni cattolici dialoganti che lo hanno idealmente collocato in una black list, merita un approfondimento.

La sua colpa è di avere detto che «l’Isis rappresenta l’islam al 100 per cento» e che «i cristiani in Iraq sono l’unico gruppo ad aver visto il volto del male: l’islam» (...). Quando ci si trova davanti a una personalità come padre Al-Bazi, uno che dice con ragione «il nome della nostra Chiesa è chiesa dei martiri» (...), si è moralmente obbligati a chiedersi da cosa nascono quelle parole.

C’è la realtà dei 120 mila cristiani che l’anno scorso, al culmine di un decennio di persecuzioni seguite alla caduta del regime di Saddam Hussein, sono stati scacciati dalle loro case dall’Isis e ancora oggi vivono in prefabbricati arroventati dal sole o nei bui e polverosi corridoi di palazzi in costruzione nel Kurdistan, senza nessuna prospettiva di tornare alla loro vita. In migliaia sono già emigrati.

C’è la voce inascoltata di vescovi e patriarchi di tutte le Chiese irachene, che hanno chiesto a più riprese un intervento internazionale in difesa delle minoranze religiose e per ristabilire il loro buon diritto, visto che le autorità locali (il governo di Baghdad e quello regionale curdo di Erbil) non sono in grado di far rispettare i diritti fondamentali dei cittadini.

C’è lo scandalo delle nostre coscienze di cristiani e non cristiani occidentali che non sembrano interrogate dall’ingiustizia di cui sono vittima i cristiani iracheni e le altre minoranze: quando il problema si chiamava Saddam, l’Occidente trovava la forza politica e militare per intervenire, ma adesso che si tratta solo di rendere giustizia a cristiani e yazidi innocenti che non possono contare sullo Stato iracheno per vedere rispettati i loro diritti più elementari, un intervento di polizia internazionale non viene nemmeno preso in considerazione (...); non ci poniamo nemmeno in via teorica la questione di come rendere giustizia alle vittime di violenze e soprusi jihadisti, punire gli autori dei misfatti e metterli in condizione di non nuocere più, mettere in pratica il principio di sussidiarietà relativamente al diritto alla vita e alla sicurezza degli esseri umani (se non ce la fa lo Stato di cui sono cittadini, entra in gioco il dovere della comunità internazionale).

(...) Noi cristiani o non cristiani occidentali che alziamo il sopracciglio disgustati per le esternazioni islamofobe di padre Douglas pecchiamo di scarsa empatia. Se capitasse a noi di essere cacciati di casa da una banda di delinquenti, spogliati di soldi, cellulare e auto, e ci ritrovassimo a vivere sotto una tenda in un’aiuola spartitraffico a 80 chilometri dalla nostra casa occupata, con polizia e carabinieri che ci dicono che non possono fare niente per il nostro problema. E se arrivasse un tizio che ci dice: “Bravo, sei stato capace di perdonare gli aggressori e di non lasciarti vincere dall’odio per loro; ti ho portato acqua, carne in scatola e latte in polvere per i tuoi bambini; resisti, io prego tanto per te e ti ammiro, ci scriveremo belle lettere e ci collegheremo in Skype”, quindi se ne andasse lasciandoci nella condizione in cui ci ha trovato. Ecco, se ci succedesse questo, cosa penseremmo di lui e di tutti i tizi come lui?

(...) Ai nostri fratelli cristiani perseguitati l’ascesi verso la santità risulterebbe più facile se noi in Occidente mostrassimo un po’ più di contrizione per la parte di colpa che abbiamo della loro attuale situazione, un po’ più di sofferenza per la giustizia umana che viene loro negata, un po’ più di sensibilità e di impegno a livello politico per la soluzione dei loro problemi (...).

Alla serata di Rimini qualcuno ha addirittura eccepito che non era il caso di mostrare i video delle milizie cristiane che si stanno organizzando per l’autodifesa dei territori in Siria e Iraq, «perché il punto non è quello, la risposta cristiana è un’altra». Il rischio del moralismo qui è palpabile. Viene in mente il Vangelo: «Legano pesi opprimenti, difficili a portarsi, sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito».

Mentre tanti prendevano le distanze dallo spigoloso sacerdote iracheno, per i corridoi del Meeting di Rimini andava e veniva un giovane: «Per favore, fatemi parlare con padre Douglas. È un uomo buono. Nel suo petto c’è un cuore bianco (nella simbologia orientale significa buono e puro, ndr)». Chi era quel giovane? Farhad Bitani, l’autore de L’ultimo lenzuolo bianco, profugo afghano, musulmano. Che lezione.

Fonte:

www.tempi.it/il-caso-di-padr…
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Mi viene da piangere ,sono passati appena tre anni da quella testimonianza e a Comunione e Liberazione non è giovato nulla. Che tristezza
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Diodoro
@vincenzo angelo Liberatori impostati sullo schema "I popoli oppressi dal Sistema Cattofascista si sollevano e la fanno pagare ai propri oppressori, conquistando essi stessi la Libertà di Pensiero"
E interessati a formare delle enclaves da cui condizionare nel tempo. la politica interna su scala nazionale.Per esempio tra Emilia e Liguria presero vita fenomeni false flag come le Bierre.In Sicilia, invece, la false flag funziono' in altro modo,come a Portella della Ginestra,dove i banditi fecero da specchietto per allodole.Quanto alla criminlaita' organizzata,gia' dal tempo del Risorgimento …More
E interessati a formare delle enclaves da cui condizionare nel tempo. la politica interna su scala nazionale.Per esempio tra Emilia e Liguria presero vita fenomeni false flag come le Bierre.In Sicilia, invece, la false flag funziono' in altro modo,come a Portella della Ginestra,dove i banditi fecero da specchietto per allodole.Quanto alla criminlaita' organizzata,gia' dal tempo del Risorgimento era manovalanza stanziale dei servizi coloniali inglesi organizzata sul territorio da societa' massoniche .
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vincenzo angelo likes this.
Anche il comunismo era il volto del male nel triangolo rosso in Emilia Romagna,verso la fine della seconda guerra mondiale, ma la caccia ai sacerdoti cattolici si scateno' dopo che arrivarono i liberatori americani.
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In Europa abbiamo imparato l'empatia coi carnefici, imbambolati da 50 anni di mieloso e stcchevole ecumenismo fasullo. L'islam non è religione di pace ma strumento di politiche imperialiste, ha fossilizzato la spiritualità in regole spicciole ed esteriori ma soprattutto non rende culto al vero Dio ma ad idoli fasulli e contraddittori.
Parole sacrosante
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Diodoro
Il problema è sempre, solo, monotonamente uno: se "nel mondo ci sono molte fedi, TUTTE create da uomini più o meno illusi", allora è opportuno fingere che tutte siano religioni di pace -pur sapendo che sono conflittuali-, per ARRIVARE ALLA RELIGIONE UNICA NATURALISTICA MONDIALE.
Se invece esistono molti abbozzi religiosi o parareligiosi umani, e UNA SANTA FEDE che consiste nell'adesione alla …More
Il problema è sempre, solo, monotonamente uno: se "nel mondo ci sono molte fedi, TUTTE create da uomini più o meno illusi", allora è opportuno fingere che tutte siano religioni di pace -pur sapendo che sono conflittuali-, per ARRIVARE ALLA RELIGIONE UNICA NATURALISTICA MONDIALE.
Se invece esistono molti abbozzi religiosi o parareligiosi umani, e UNA SANTA FEDE che consiste nell'adesione alla AutoRivelazione di Dio Personale (che ha come inizio ed esito la liberazione dal Peccato e dal suo Signore), allora si dicono le cose come (evidentemente) stanno: il Diavolo impazza, Cristo salva.
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