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GIUSEPPE MOLLO E IL SUO SUBLIME GESTO D’AMORE

padrepasquale
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www.nucciatolomeo.it/DonazioneOrgani.htm Giuseppe Mollo, di Gioia Tauro, laureato in economia, di 36 anni, sposato con 2 bimbi, deceduto per emorragia cerebrale il 31 gennaio 2003 nella Rianimazio…More
www.nucciatolomeo.it/DonazioneOrgani.htm
Giuseppe Mollo, di Gioia Tauro, laureato in economia, di 36 anni, sposato con 2 bimbi, deceduto per emorragia cerebrale il 31 gennaio 2003 nella Rianimazione di Reggio Calabria, ha donato i suoi organi. I genitori commossi lo ricordano e sono orgogliosi di avere contribuito con il loro assenso, unito a quello della moglie, a ridare vita a 5 persone.Un grazie particolare va anche ai suoi famigliari e a tutti gli operatori del reparto di rianimazione. Sull’esempio di Giuseppe, perché non ci decidiamo, ora che siamo in vita, a favore del dono dei nostri organi, in caso di morte cerebrale, per un gesto d’amore?
padrepasquale
IL MIO IMPEGNO E' PER LA VITA NON PER LA MORTE!!! .
La cultura della donazione degli organi è perfettamente in sintonia con il vangelo, il catechismo della chiesa cattolica e il magistero della chiesa. Nell'ambito della riflessione teologica, antropologica e scientifica sono possibili anche opinioni diverse, che io rispetto, ma dovrebbe fare pensare la dichiarazione di Giovanni …More
IL MIO IMPEGNO E' PER LA VITA NON PER LA MORTE!!! .
La cultura della donazione degli organi è perfettamente in sintonia con il vangelo, il catechismo della chiesa cattolica e il magistero della chiesa. Nell'ambito della riflessione teologica, antropologica e scientifica sono possibili anche opinioni diverse, che io rispetto, ma dovrebbe fare pensare la dichiarazione di Giovanni Paolo II, che io ho riportato più volte e che riporto ancora una volta. www.portaledibioetica.it/documenti/002026/002026.htm
dal discorso del santo padre Giovanni Paolo II
al 18° congresso internazionale
della società dei trapianti
Martedì 29 Agosto 2000
“la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica. Di conseguenza, l'operatore sanitario, che abbia la responsabilità professionale di un tale accertamento, può basarsi su di essi per raggiungere, caso per caso, quel grado di sicurezza nel giudizio etico che la dottrina morale qualifica col termine di "certezza morale", certezza necessaria e sufficiente per poter agire in maniera eticamente corretta. Solo in presenza di tale certezza sarà, pertanto, moralmente legittimo attivare le necessarie procedure tecniche per arrivare all'espianto degli organi da trapiantare, previo consenso informato del donatore o dei suoi legittimi rappresentanti”