Vexilla regis

Leone XIV, l’Arcivescovessa e la FSSPX

E' veramente intollerabile il contrasto che appare tra l’accoglienza riservata dal Papa Leone all’arcivescovessa anglicana e il trattamento inflitto alla Fraternità San Pio X. Mentre Roma si prepara a onorare Sarah Mullally, una donna che rappresenta una confessione che nega la Presenza Reale, il sacerdozio e la successione apostolica, chi invece custodisce integralmente la fede cattolica – come i sacerdoti della FSSPX – viene umiliato e tenuto fuori dalle chiese, come accaduto recentemente a Cuceglio, dove un sacerdote ha offerto con dignità il sacrificio di “non poter entrare” pur di non piegarsi al falso ecumenismo e alla falsa cultura dell’inclusività che esclude la verità.

Il credente cattolico, fedele al magistero perenne e ai pronunciamenti di Leone XIII e Pio XI, non può che guardare con dolore e preoccupazione a questi incontri che, anziché affrettare il ritorno dei fratelli separati, consolidano un’ambiguità dannosa, facendo passare l’indifferentismo dottrinale per progresso ecumenico e il tradimento della verità per aggiornamento pastorale, dimenticando che Cristo non pregò per una generica fraternità umanitaria, ma “ut unum sint” nella verità e nella carità, condizione che esige l’identità di fede, di sacramenti e di governo gerarchico.
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