Il demonio al Giudizio dirà: "Quest'anima è mia!"
«Signore - dirà il demonio - quest’anima non ha osservato i comandamenti della tua legge, ma della mia. Dammela, dunque, perché mi appartiene».
Oseremo appena balbettare: «Signore, a seguire il demonio si faceva meno fatica; la tua legge è troppo dura... »
«Non è vero, non è vero! - ci insulterà il demonio - Io ti facevo lavorare anche di domenica, mentre la legge di Dio ti concedeva riposo.
E tu lavoravi per me. Io ti facevo bere vino, anche quando non avevi più sete, e ti faceva male; con l’ubriachezza ti abbassai al di sotto delle bestie.
Io ti comandavo di ballare, e tu, stanco da sei giorni di lavoro, ti sfinivi a ballare per farmi ridere.
Io ti suggerivo un appuntamento equivoco, e tu lasciavi i tuoi anche se faceva freddo o pioveva o nevicava.
Io ti dicevo di sprecare nei vizi tutti i tuoi sudori della settimana; e tu, che avevi paura di dare un soldo in elemosina, consumavi nei ritrovi, con gli amici il sostentamento della famiglia.
Altro che leggero il mio giogo! Eppure, tu l’hai preferito a quello di Dio...».
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Il pensiero del Giudizio di Dio (sia il Giudizio particolare che il Giudizio universale) è certamente salutare perché esso di solito incute spontaneamente il santo Timor di Dio che è «principio della sapienza» (Prv 1,7) e «scaccia il peccato» (Sir 1,27); è così salutare all’uomo che sant’Agostino arrivava a dire:
«Se i cristiani non sentissero altra predicazione che quella sul Giudizio di Dio, questa sola basterebbe a far loro osservare il Vangelo e vivere santamente in grazia».
E davvero: non cambierebbero forse tanti nostri comportamenti, se spesso avessimo il coraggio di chiederci: «come vorrei trovarmi ora al Giudizio di Dio?». Tale raccomandazione ci viene fatta anche da san Giacomo: «Parlate e operate così come fareste se già cominciaste a essere giudicati» (Gc 2,12).
Il Giudizio di Dio sarà un vero giudizio e glorificherà senza fine la giustizia di Dio, che «sottoporrà al vaglio ogni opera, per quanto nascosta, buona o cattiva che sia» (Qo 12,14).
Al Giudizio di Dio noi appariremo quel che siamo stati, senza finzioni o maschere, con tutte le nostre colpe più segrete e vergognose. Nulla sfuggirà all’occhio di Dio: neppure una fragilità, una parola oziosa (Mt 12,36).
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Il Giudizio di Dio siamo noi stessi a prepararcelo con la nostra vita. Quale sarà stata la nostra vita, tale sarà il Giudizio di Dio. «A ciascuno verrà reso secondo il suo operato», ci dice Gesù (Mt 16,17).
Ma se il nostro operato non sarà stato conforme al Vangelo, ossia tutto amore a Gesù e ai fratelli (Mt 25,31-46), a chi mai potremo ricorrere in quell’attimo che sarà fulmineo come un «batter d’occhio» (1 Cor 15,52)? È prima di allora, è adesso che noi dobbiamo provvedere ad ottenere un giudizio di salvezza.
«Adesso è il tempo propizio» (2 Cor 6,2), è il tempo della misericordia. Fin che siamo in vita possiamo ottenere l’abbondanza della misericordia, ricorrendo alla Madonna «Madre di misericordia», come la invochiamo nella Salve Regina. E sarà una grazia speciale se nei momenti estremi della vita potremo ricorrere a Lei, andando «con fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia...» (Eb 4,16).
San Massimiliano M. Kolbe diceva che se anche avessimo già un piede nell’Inferno, purché invochiamo l’Immacolata, Ella ci otterrà la salvezza eterna.
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Qualcuno, però, potrebbe essere tentato di dire: ma perché fare tanta penitenza per i peccati?... Dio non è forse infinita Misericordia verso tutti i peccatori?... Sì, certo, Dio è infinita Misericordia, è vero, ma è anche infinita Giustizia. E se è vero che Egli esercita la sua infinita Misericordia per tutto il tempo della nostra vita terrena, è anche vero che esercita la sua infinita Giustizia nel giorno del Giudizio.
Teniamo sempre presente quel che ha scritto molto bene anche san Pietro, il quale afferma che «se invocate qual Padre colui che senza riguardi personali giudica secondo le opere di ciascuno, dovete con timore diportarvi durante il vostro pellegrinaggio» (1Pt 1,17).
Di fronte a Dio, infatti, al suo Giudizio, noi sperimenteremo, finalmente, la vera e pura Giustizia divina, che sarà tutta a gloria dei santi e a supplizio dei peccatori, poiché al Giudizio di Dio l’uomo apparirà in tutto e per tutto così come è stato, senza finzioni o maschere, indifeso e allo scoperto totale. Nulla potrà sfuggire all’occhio di Dio – neppure una parola oziosa! (cf Mt 12,36) – e quindi, come scrive san Paolo, «ciascuno avrà il suo peso da portare» (Gal 6,5).
(Padre Stefano Maria Manelli)