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Grazie, Signore, per il dono della sofferenza!

Dice Gesù: «Scrivi:

“So, o Signore, che i giorni in cui mi fai piangere di più sono quelli in cui mi fai più guadagnare. Perciò grazie di farmi piangere.

So, o Signore, che i giorni in cui mi fai soffrire di più sono quelli in cui mi fai più sollevare gli altrui dolori. Perciò grazie di farmi soffrire.

So, o Signore, che i giorni in cui mi fai più spasimare perché ti nascondi, sono quelli in cui Tu vai ad un mio povero fratello che s’è perduto. Perciò grazie di questo spasimare.

So, o Signore, che i giorni in cui lasci su me l’onda amara della desolazione, che sa già del sale della disperazione, sono quelli in cui io ti rendo ad un fratello disperato. Perciò grazie per quest’onda amara.

So, o Signore, che le tenebre che mi fanno cieca, che la fame che mi fa languire, che la sete che mi fa morire, per Te, di Te, serve a ridarti - Luce, Fonte e Cibo - a chi muore di tutte le morti. Perciò grazie delle mie tenebre, della mia fame, della mia sete.

So, o Signore, che le mie spirituali morti sulla tua croce sono risurrezioni ad altrettanti morti alla tua croce. Perciò grazie di farmi morire.

Perché io credo, Signore, che tutto quanto Tu mi fai è per mio bene, è per un fine di bene, è per la gloria di Dio: Bene supremo;

perché io credo che ritroverò tutto questo quando il vederti mi smemorerà di tutto il dolore subito;

perché credo che la mia gioia sarà aumentata per ogni soffrire;

perché credo che essa si ornerà dei nomi di coloro che io avrò salvati col mio soffrire;

perché credo che per le ‘vittime’ non c’è Giustizia ma solo Amore;

perché credo che il nostro incontro sarà sorriso, sarà bacio, il tuo bacio, Gesù-Amore, che mi rasciugherà ogni traccia di pianto;

perché credo tutto questo, io ti ringrazio delle mie non numerabili spine e ti amo di moltiplicato amore.

Tu mi hai dato non la parte di Maria, che è la migliore, ma la tua stessa, che è la parte perfetta: il Dolore. Grazie, Gesù”.

Questo devi dire, non con le labbra, ma con lo spirito persuaso di tale verità, che ti dice chi è Verità. Se, per farti un eterno futuro più bello, io avessi conosciuto cosa meno penosa, l’avrei scelta per te, perché ti amo; ma non v’è. Te l’ho data, dunque, per un motivo d’infinito amore…


MARIA VALTORTA - QUADERNI DEL 1944 CAPITOLO 388

[19 agosto 1944]

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