La persecuzione ariana e la virtuosa fermezza che paga due volte.
«Il nome di s. Armogaste è annotato nel martirologio romano al 29 di marzo, insieme con Archimino e Saturo, che ebbero la stessa sorte. Con Archimino furono anche usati tutti gli artifici per farlo prevaricare; ma trovatolo fermo nella fede, ordinò Genserico che gli fosse tagliata la testa, con questa condizione che se nell’atto in cui si doveva vibrare il colpo avesse egli dimostrato timore, fosse decapitato: non poi, se avesse dimostrata intrepidezza; affinché non l’avessero dopo la morte tenuto per martire i Cattolici. Egli in quell’atto si fece vedere intrepido, e perciò non fu ucciso». Da “Storia delle eresie, Vol. 1”, di Sant’Alfonso M. de’ Liguori Storia delle eresie vol. 1
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