Leone XIV nomina l'arcivescovo , nemico della Messa latina, come segretario della Congregazione per il Clero.
Carlo Roberto Maria Redaelli (nato nel 1956 a Milano) è un avvocato canonico che ha servito per molti anni nell'Arcidiocesi di Milano prima di diventare Arcivescovo di Gorizia nel 2012. Ha conseguito un dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, dove si è specializzato sulla natura del diritto della Chiesa nel periodo post-Vaticano II.
Promozione dell'omosessualitÃ
Nel giugno 2017, a Staranzano, una cittadina della Diocesi di Gorizia, un leader del movimento scout cattolico (AGESCI) ha contratto un'unione civile omosessuale.
Il parroco, Don Francesco Fragiacomo, ha dichiarato che, in conseguenza di questa scelta, non poteva più mantenere il suo ruolo di educatore cattolico.
L'Arcivescovo Redaelli è intervenuto pubblicamente e ha pugnalato il sacerdote alle spalle.
Gli slogan anticattolici di Monsignor Redaelli erano: Bisogna cercare la "grazia presente in ogni situazione" e non aspettarsi "principi chiari, astratti e immutabili" per risolvere ogni caso concreto. Le Scritture e il Diritto Canonico non offrono sempre "risposte pronte". La Chiesa deve ascoltare prima l'esperienza vissuta, sotto la guida dello "Spirito". Nelle situazioni personali complesse, i cristiani non devono cercare una "perfezione ideale", ma "il miglior bene possibile qui e ora". L'accompagnamento pastorale deve evitare i "giudizi facili".
Monsignor Redaelli ha citato il Cardinale Carlo Maria Martini e l'Amoris Laetitia di Papa Francesco.
"Summorum Pontificum non è valido".
MessaInLatino.it ha riportato nel novembre 2018 che, durante una riunione dei vescovi italiani, monsignor Redaelli ha parlato contro la Messa in rito romano.
Ha affermato che il Messale del 1962 era stato abrogato da Paolo VI e che, pertanto, il decreto papale Summorum Pontificum poggiava su premesse giuridiche errate.
Per lui, la liturgia del Rito Romano non è stata legittimamente ristabilita e non può essere considerata liberalizzata.
Le cronache italiane hanno interpretato le osservazioni di Monsignor Redaelli come un attacco a Benedetto XVI, ancora in vita come Papa emerito.
Campione dell'immigrazione
In qualità di Presidente di Caritas Italiana, è diventato una delle voci episcopali più importanti nella promozione dell'immigrazione illegale.
Ha sottolineato la protezione dei diritti degli immigrati, ha ampliato l'accesso allo status legale e ha criticato le politiche di asilo restrittive. Ha anche chiesto sistemi di accoglienza più ampi.
Traduzione AI