Francesco I
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Governo Draghi a un passo dalla crisi, cosa potrebbe succedere

14 Luglio 2022, di Mariangela Tessa

Il Governo Draghi è a un passo dalla crisi. Questo lo scenario che si prospetta, dopo che il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere che non voterà la fiducia al decreto aiuti, che sarà discusso oggi al Senato. Non sono bastate le promesse di un nuovo patto sociale e di nuove misure contro i bassi salari a convincere il M5s. E alla vigilia del voto di fiducia in Senato il partito si divide su una decisione sofferta che potrebbe essere prodromica ad altri “strappi” dentro al Movimento, sancendo la rottura netta con il governo Draghi. Senza un appoggio chiaro, avrebbe ribadito il premier direttamente a Conte nel corso di una telefonata, l’esperienza del governo è da considerarsi finita.

Cosa aspettarsi, a questo punto? Sembra certo che dopo il voto, Draghi possa incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per discutere cosa fare, e si parla apertamente dell’ipotesi che si dimetta. Draghi ha detto in più occasioni che non è possibile per lui continuare senza l’appoggio del M5s. In questo caso, si andrebbe al voto a settembre o a ottobre.

Per Mattarella, però, potrebbe non essere necessario tornare alle urne. D’altronde questa non è una crisi parlamentare, non mancano i numeri per governare. Il Capo dello Stato potrebbe rimandare alle Camere il premier. Draghi detterebbe nuove regole “di convivenza” per la maggioranza: se il M5s vota la nuova fiducia, lo strappo sarebbe ricucito.

C’è inoltre chi ipotizza un voto a febbraio: in questo caso con un nuovo premier (magari il ministro dell’economia Franco) che continuerebbe a seguire i dossier più importanti fino ad allora.

La reazione dei leader politici alla crisi del Governo Draghi

Ma tutto adesso dipende dalla volontà di Draghi. Partito Democratico e Lega spingono per il voto così come Fratelli d’Italia.

Chiederemo di fare una verifica per capire se questa maggioranza c’è ancora o no”, ha detto in tarda serata il segretario del Pd Enrico Letta, secondo cui è “evidente che la scelta annunciata da Conte e dal M5s rimette in discussione molte cose, e in una maggioranza così eterogenea ci sono dei distinguo. Ma io non mi preoccupo, esiste il voto di fiducia che è fondamentale”.

Non si è fatta attendere neanche la replica di Fratelli d’Italia. “Guerra, pandemia, inflazione, povertà crescente, caro bollette, aumento del costo delle materie prime, rischi sull’approvvigionamento energetico, crisi alimentare. E il governo ‘dei migliori’ è immobile, alle prese con i giochi di palazzo di questo o quel partito. Basta, pietà. Tutti a casa: elezioni subito!”, ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Immediata la replica della Lega: “Se i 5 Stelle escono dall’Aula, la maggioranza non c’è più: basta con litigi, minacce e ritardi, parola agli italiani”.

Più possibilista Forza Italia, con Berlusconi che ritiene probabile un nuovo esecutivo con Mario Draghi di nuovo premier.

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michele ori
E ora che se ne è andata aspettiamo il prossimo pagliaccio