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«Risorgimento: guerra alla Chiesa»: conoscere l’assalto di ieri per capire quello di oggi

Il Papa Pio IX benedice le sue truppe in Piazza San Pietro il 25 aprile 1870. La didascalia manoscritta specifica che si tratta di 20.000 svizzeri e francesi, e che questa fu l’ultima benedizione prima della Breccia di Porta Pia, l’8 settembre di quell’anno.

Nuova recensione a cura di Piergiorgio Seveso

>>> Risorgimento: Guerra alla Chiesa <<<


In tempi antichi l’operosità degli scrittori dell’intransigenza cattolica aveva prodotto opere egregie di critica e di decostruzione revisionistica del “risorgimento italiano”.

Pensiamo alle opere di benemeriti padri gesuiti della prima “Civiltà cattolica” (padre Antonio Bresciani in primis, pur nella sua divulgazione letteraria), passando per le penne di Giacinto de’ Sivo, Paolo Mencacci, Lorenzo dei Baroni Leoni, Anton Maria Bonetti, Pier Biagio Casoli e molti altri ancora.

In seguito il pesante influsso di un cattolicesimo liberale e concordatario, l’improcrastinabile necessità della lotta contro il modernismo, la progressiva restrizione della “questione italiana” alla sola “Questione romana” e il bagno di sangue della Grande guerra fecero il resto.

Si perse ogni traccia (da parte cattolica) di quelle benefiche e veritative polemiche, generate da quei fatti rilevantissimi che avevano insanguinato la nostra Penisola.

Fin dagli anni Novanta però ci fu un appassionato ritorno di interesse grazie a storici piemontesisti, venetisti e neoborbonici che spesso però posponevano o obliavano la centralità della “questione cattolica” rispetto alla propria passione identitaria.

Con il centocinquantenario dell’unificazione italiana nel 2011, accanto alla “narrazione” massmediatica e istituzionale ovviamente largamente celebrativa, l’impegno di molti storici (tra cui ad esempio Elena Bianchini Braglia, Gigi Di Fiore e Lorenzo Del Boca) riuscì a far stonare quella ingombrante orchestra, capeggiata allora da Giorgio Napolitano.

Ora in quest’epoca di “sovranismi” un discorso seriamente revisionista e cattolico integrale sul “Risorgimento” potrebbe suscitare poco interesse o addirittura tedio e disgusto.

Proprio per questo le Edizioni Radio Spada, seguendo la propria naturale vocazione all’agere contra, hanno dato alle stampe questo ricco e documentato saggio del giovane storico piemontese Giorgio Enrico Cavallo, esponente della nuovissima generazione di storici, che in un approfondito excursus inquadra ovviamente la “Rivoluzione italiana” all’interno di quel percorso rivoluzionario (intimamente e profondamente massonico) che sin dal Settecento ha devastato e praticamente distrutto quel che rimaneva della “Respublica christiana” in Europa e ci ha progressivamente portato all’oggi.

Non si tratta banalmente di “dir male di Garibaldi” o di analizzare i filosofemi astrusi dell’apostolo del pugnale Giuseppe Mazzini o studiare la formazione ampiamente protestantizzata ed eterodossa del Conte di Cavour e nemmeno solo di deplorare le ignobili prodezze di un Bixio o di un Cialdini ma di inquadrare ciascuno di questi episodi e di questi protagonisti all’interno di un processo rivoluzionario certamente amplissimo ma dai contorni ideologici ben definiti.

La comune matrice di questi rivoluzionari è l’odio inveterato contro una “triplice schiavitù”, per citare Augustin Cochin, quella dell’esperienza, del Dogma e della Tradizione. Di qui sorge ogni battaglia emancipizzatrice che, ora ammantandosi di passione nazionale e ora di aspirazione democratica, tende in ultima analisi a diminuire, inceppare e se possibile annientare l’azione evangelizzatrice e salvifica della Chiesa cattolica ed il suo influsso indiretto sulla società (anche attraverso l’abbattimento dello Stato pontificio, vera guarentigia della Libertas Ecclesiae), portando i popoli ammaliati e inebriati dalle “novità” verso nuovi precipizi.

Auspichiamo che questo saggio di Cavallo, vero “colpo di maglio contro la storiografia ufficiale”, possa generare e fomentare nuove benefiche polemiche, sia nel campo avversario, sia nel “campo di Dio”, a volte assopito e intorpidito, tante altre volte distratto dalle chimere politiche del momento.

Buona lettura!

>>> Risorgimento: Guerra alla Chiesa <<<
alda luisa corsini
Quando la Piazza era colma di fedeli...
Marziale
"Risorgimento: guerra alla Chiesa". Il vero ed unico artefice:Apocalisse: la prima e la seconda Bestia. Una ipotesi.