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Francesco elimina il latino come lingua normativa del Novus Ordo

La Congregazione per la Liturgia di Francesco ha emesso il decreto “Postquam Summus Pontifex” (22 ottobre) che contiene nuove norme per la traduzione dei libri liturgici.

Molta parte del testo lungo tratta di materie standard. Una mossa rivoluzionaria è contenuta nel Numero 54, in cui si dice che il latino non è più necessario per un'edizione normativa tipica dei libri liturgici.

L'espressione sembra essere volutamente incomprensibile: "I testi del Proprio, in latino o in altra lingua, ottenuta la recognitio con decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, sono da ritenere tipici."

Tuttavia, nel Novus Ordo non esiste il problema che il testo abbia una "recognitio" o meno, in quanto ogni prete fa lo stesso ciò che vuole.

Foto: © Mazur, CC BY-NC-ND, #newsPgvmvsbkpj

N.S.dellaGuardia
Il titolo suonerebbe meglio con una "m" in meno: postquam sumus pontifex... tipo il marchese del Grillo...