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Il Ritorno (Venuta intermedia) di Gesù è imminente ?

Introduzione: La Parusia intermedia del Signore Gesù: la grande sconosciuta.
Un teologo, Padre Martino Penasa ofm, chiese al Card. Ratzinger, se era una eresia credere alla venuta intermedia di Gesù? Risposta: "No! Credere ed affermare che esiste una Venuta Intermedia di Gesù per Regnare anche su questa terra non è un’eresia. La Chiesa Cattolica, disse il Card. Ratzinger, non si è mai pronunciata ufficialmente su questo argomento, per cui chi crede alla Venuta intermedia non è eretico". (Cf. P.Martino Penasa, Vieni Gesù, la venuta intermedia del Signore Gesù, ed. Segno 1994; Il Ritorno di Gesù è alle porte, ed Segno, 2012; Mons Aldo Gregori, La venuta intermedia di Gesù, ed. Alone, Terni, 1999).
La domanda fu posta di nuovo in seguito dal P.Martino Penasa al responsabile della pubblicazione del Nuovo Catechismo della Chiesa cattolica alle dipendenze del card J.Ratzinger divenuto responsabile della Congregazione della Dottrina della fede.
Eccone la testimonianza: “La ragione per cui non si parla espressamente della Venuta Intermedia di Gesù nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica è quella data direttamente dalla fonte autorizzata a questo, cioè da Mons. Raffaello Martinelli, capo responsabile della Commissione Pontificia incaricata della redazione definitiva di esso prima della stampa. Infatti, subito dopo la pubblicazione ufficiale di tale Catechismo, egli fu invitato dal P. Superiore del Convento annesso alla Pontificia Basilica di S. Antonio a Padova, a fare una conferenza di presentazione ufficiale di tale nuovo documento davanti alla Comunità. Egli toccò i vari punti che potevano interessare maggiormente gli uditori. Uno di questi punti era quello relativo ai criteri di scelta degli argomenti da introdursi nel testo. Egli disse espressamente che non era affatto intenzione della Commissione di dirimere nessuna questione che fosse ancora in discussione presso i teologi, per lasciar loro tutta la libertà di approfondire le loro tesi controverse fino a fare su di esse piena luce”, ribadendo la precedente risposta di J.Ratzinger. (cf: Il Segno del Soprannaturale, n. 30. p. 10).
Il nostro argomento non è molto semplice da spiegare, in quanto si tratta probabilmente di un grande equivoco in cui la Chiesa cattolica è incorsa, gestendolo acriticamente, da S. Agostino (e anche s. Girolamo) in poi.
Il tema della Parusia finale è di per sé un punto fermo nella Chiesa che nessuno può mettere in discussione, ma ciò che invece è ancora in discussione, quindi lasciato alla libera ricerca dei teologi, sono le sue modalità temporali, in particolare se si debba ammettere una Parusia intermedia, come le scritture e i primissimi tempi della Chiesa sembrano lasciare intravedere (Esempio: Is 2,1-5; salmo 85,10-14; At 3,19-21).
Sinteticamente la questione della diversa interpretazione è questa: da S. Agostino in poi, cioè dal quinto secolo, la Chiesa cattolica adottò integralmente la visione di S.Agostino per quanto riguardava la venuta di Gesù, in contraddizione con quanto avevano affermato una buona parte dei Padri della Chiesa prima di lui.
Che cosa affermavano molti Padri della Chiesa, appoggiandosi sulle scritture, sulla venuta del Signore? Essi affermano che vi sarebbe stata una venuta intermedia del Signore, per instaurare sulla terra il Regno di Dio, di verità, di giustizia, di pace, di santità, per un certo periodo, poi il diavolo sarebbe di nuovo stato liberato, per l'ultima battaglia contro Dio. L'ultima venuta di Cristo sarebbe stata quella del giudice e della fine della vita sulla terra, perché alla fine esisteranno solo due realtà: il paradiso e l'inferno (s. Ireneo; s. Giustino).
Che cosa afferma invece S. Agostino, il quale aveva anche lui professato in un primo tempo la dottrina della "Parusia intermedia" come i Padri della Chiesa precedenti, a riguardo della venuta del Signore? Egli meditando il testo dell'Apocalisse (cap. 19 e 20), nella sua opera della "Città di Dio", ne dà una spiegazione molto allegorico-simbolica, perdendo in tal modo tutti i tratti specifici del problema che tale testo pone in evidenza con chiarezza. L'allegorismo spinto è sempre stato per gli esegeti un cattivo consigliere e anche S. Agostino, in questo frangente, vi era caduto in pieno. Proviamo a leggere un breve brano dell'Apocalisse: (Ap. 20,1-8).
1 Poi vidi scendere dal cielo un angelo che teneva in mano la chiave del mondo sotterraneo e una lunga catena.
2 L'angelo afferrò il drago, il serpente antico, cioè Satana, il diavolo, e lo incatenò per mille anni,
3 lo gettò nel mondo sotterraneo, ne chiuse l'entrata e la sigillò sopra di lui. Così il drago non avrebbe più ingannato nessuno per mille anni.
Alla fine dei mille anni però, dev'essere sciolto per un periodo di tempo.
4 Poi vidi, seduti in trono, coloro che Dio ha incaricato di giudicare: vidi le anime dei decapitati, uccisi perché si erano messi dalla parte di Gesù e della Parola di Dio, e vidi quelli che non si erano mai inginocchiati davanti al mostro e alla sua statua e non hanno avuto il suo marchio segnato sulla fronte o sulla mano. Tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni.
5 Gli altri morti non tornarono in vita finché non furono passati i mille anni. Questa è la prima risurrezione.
6 Beati quanti partecipano alla prima risurrezione! Essi appartengono al Signore, e la seconda morte non ha nessun potere su di loro; anzi, essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo, e regneranno con lui per mille anni.
7 Quando saranno trascorsi i mille anni, Satana sarà liberato dalla sua prigione,
8 e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra..."
Agostino leggendo questo passo tirò fuori la dottrina dell'unica venuta di Cristo alla fine del mondo, che è poi quella che è arrivata fino a noi e che la Chiesa insegna da secoli, ma che diverge da quello che hanno creduto molti Padri della Chiesa prima di lui.
Ma cos'è accaduto a Sant'Agostino per discostarsi così profondamente, su questo tema, dalla patristica precedente? A fondamento del grande equivoco, è stata la sua dipendenza culturale da Origene, il quale aveva portato avanti un'esegesi troppo basata sull'allegorismo, e per il quale Origene ebbe condanne;
Ma qualcosa si è mosso, soprattutto nel XX secolo e nel primo decennio del XXI secolo, a questo riguardo: grandi movimenti carismatici, scaturiti dalle apparizioni della Vergine, hanno fatto riaffiorare l'antica verità della Parusia intermedia.
Citiamo tre casi:
1° Fatima; 2° il Movimento Sacerdotale Mariano di P.Stefano Gobbi; 3° Medjugorje.
A Fatima (13 luglio 1917) la Vergine promise "che il suo Cuore Immacolato avrebbe trionfato (Ap 12) e che sarebbe stato concesso al mondo un periodo di pace" (seconda parte del segreto). Questo "periodo di pace" non può essere quello che abbiamo avuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale, perché la Madonna parla di pace mondiale e sappiamo che fin'ora essa non vi è mai stata! Poi una cosa è la pace del mondo e una cosa è la Pace di Dio, che sarà portata con la Parusia intermedia e che segnerà anche il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Al Movimento Sacerdotale Mariano, che ha avuto consensi da tanti vescovi, Maria, attraverso le locuzioni interiori donate a don Stefano Gobbi, sta preparando la Chiesa, in particolare i sacerdoti, ai "tempi nuovi" che stanno giungendo e che la nostra generazione vedrà con i propri occhi.
Esempio, dai Messaggi della B.V.Maria, 24 dicembre 1978: “Simile alla prima sarà la sua Seconda Venuta, figli prediletti. Di Lui, i grandi neppure se ne ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi…
Verrà all'improvviso e il mondo non sarà pronto per la sua venuta. Egli verrà per un giudizio a cui l’uomo si troverà impreparato… Anche in questa Seconda Venuta, il Figlio verrà a voi, attraverso sua Madre…
Voi vivete il mistero di questo Secondo Avvento, che vi prepara ad accogliere Gesù, quando tornerà a voi sulle nubi del cielo. Solo allora si compirà il Secondo Avvento che voi state vivendo». (cf anche il Messaggio del 26/5/1996: sarà preceduto dalla seconda Pentecoste).
A Medjugorje (1981) la Madonna è come se portasse a termine la lunga parabola delle apparizioni, iniziate con la Salette (1846), passando poi per Fatima (1917) fino ad arrivare ai nostri giorni. Il fine è sempre il medesimo: combattere all'origine le conseguenze nefaste dell'apostasia di massa, di cui noi oggi ne vediamo tutte le conseguenze, con la preghiera, il ritorno a Dio, la vita santa, la penitenza e il digiuno, in attesa del Ritorno del Signore Gesù e dei tempi nuovi.
Le apparizioni della S. Vergine a Medjugorje hanno il fine di prepararci alla Seconda Venuta di Gesù. Mirjana, alla fine del 1985, ne ha parlato in maniera esplicita quando disse, interrogata da P. Tomislav Vlasic, che era in servizio alla parrocchia: "Questo periodo è il periodo delle grazie, quando si danno molte grazie, è il periodo della conversione. Viene un secondo periodo di una purificazione molto dolorosa per tutta l'umanità, e alla fine l'incontro con Gesù Cristo, dopo il segno visibile".
Padre Tomislav Vlasic, ha testimoniato: “Mirjana ha riferito: «La Madonna mi disse: – Sto venendo così spesso nella terra per preparare gli uomini al ritorno di Gesù. Io (P.Tomislav) le chiesi: Vuoi dire che vuol preparare gli uomini a ritornare a Gesù? – "No, rispose la Madonna: voglio preparare gli uomini al Ritorno di Gesù".
Mirjana diverse volte ha già sottolineato questo. Io ho fatto la domanda: intendi l’incontro di Cristo che avviene dopo la morte, o intendi la venuta di Cristo qui sulla terra? Lei mi ha risposto che intende "la Venuta di Cristo qui sulla terra. Lei dice che la Madonna è venuta per preparare la Venuta di Gesù Cristo."
Idem a Civitavecchia nel 1995: Maria SS.ma, a Fabio Gregori : " ... Caro figlio, vi sto dando una dolorosa notizia. Satana si sta impadronendo di tutta l'umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Satana sa che il suo tempo sta per finire, perché mio Figlio Gesù sta per intervenire. Io, vostra Madre, voglio salvare tantissime anime e portarle da mio Figlio e non lasciarle a Satana. Convertitevi miei dolci figli; perché il tempo sta per finire… Aprite il cuore e le braccia… per essere pronti ad abbracciare il Cristo nello splendore della sua gloria, perché il suo grande avvento sta per arrivare".
Ritornando al dibattito bibblico-teologico, ci è possibile affermare che al di là del millenarismo crasso condannato dalla Chiesa esiste un millenarismo ortodosso, che è quello biblico. È presente nel testo di Ap 20, 1-6. I santi Padri lo hanno insegnato nei primissimi tempi della Chiesa, prima che Origene che fu scomunicato dal suo vescovo, col suo allegorismo creasse lo scompiglio"
Ricordiamo che non si tratta di una vana discussione, ma della retta interpretazione della Parola di Dio la quale ha enormi conseguenze sul piano pastorale!
Quante sono le Parusie del Signore Gesù?
Nel dibattito sulla questione della Parusia intermedia, apparso sulla rivista "Il Segno del Soprannaturale" (n. 106), il prof. Ivo Cisar Spadon riafferma in sintesi la posizione ufficiale della Chiesa sull'unicità della Parusia di Cristo risorto, alla fine del tempo, per il Giudizio Finale.
In risposta al prof. Spadon, il padre Martino Penasa, sulla base di una rinnovata lettura esegetica, patristica e profetica-rivelativa, riscontra invece tre parusie: l'Incarnazione, la parusia intermedia di Apocalisse 19-20 e la parusia finale.
Chi dei due ha ragione? Entrambi citano le Scritture e la Tradizione, ma suscettibili entrambe di diverse interpretazioni.
Il biblista Martino Penasa, nel sostenere la Parusia intermedia, mette in luce l'esistenza di un 'vuoto dogmatico' nell'insegnamento attuale. In breve, manca la così detta Parusia intermedia di Apocalisse 19-20. Quindi sottolinea la mancata definizione di una parusia, riconosciuta unanimemente dai primi cristiani, studiata dai Padri della Chiesa e cancellata successivamente dall'interpretazione allegorica di Origene, e S.Agostino.
La Parusia intermedia veniva posta dai Padri al principio del settimo millennio (alla fine del sesto l'Anticristo, e al settimo il Cristo parusiaco, così S.Ireneo di Lione.
Senza dubbio la prima Tradizione era unanime nell'accettare il senso letterale di Ap 19-20, così ad esempio la Didaché, Barnaba, Papia, Giustino, Ireneo, Lattanzio (cfr. Penasa 1994; op. cit. 103-134). Pertanto l'esegesi patristica più antica accettava l'indipendenza tematica di Ap 19-20, senza confonderla con altri momenti dell'economia salvifica come l'Incarnazione e la Parusia finale.
In effetti, già nel libro dell'Apocalisse si trovano in perfetta sintesi i tre momenti salienti dell'economia salvifica: l'Incarnazione in Ap 12, 1-6; la Parusia intermedia in Ap 19, 11-21. 20, 1-6, che è ben distanziata, con la cifra dei 'mille anni', dalla Parusia finale di Ap 20, 11-15.
La maggior parte dei Padri di questa venerabile Tradizione erano di lingua greca, e conoscevano bene il significato del greco: 'parousia'.
Mentre s. Agostino, colui che più di tutti i latini affermò l'interpretazione allegorica di Ap 19-20, non aveva una buona conoscenza della lingua greca.
E' bene, dunque, ritornare sul vocabolo 'parousia', specificando il suo significato nel Nuovo Testamento.
La Parusia del Signore presenta quattro caratteristiche: 1° è universale: riguarda sia i vivi che i morti; 2° è conflittuale: vi è una battaglia definitiva tra bene e male, con vittoria definitiva di Dio sul Maligno; 3° è giudiziale: segue alla battaglia definitiva una separazione netta dei due schieramenti; 4° è trasformante: l'universo viene purificato da ogni traccia del male; vi è una resurrezione dei corpi o trasfigurazione dei fedeli vivi, a seconda dei due momenti di ricreazione.
Si dà una Parusia quando si realizzano le quattro caratteristiche succitate.
E le caratteristiche si riscontrano solo nella Parusia intermedia e nella Parusia finale.
In conclusione, siamo dell'avviso che tecnicamente sono due le Parusie del Signore: la parusia intermedia per sconfiggere la Triade infernale e ricreare il mondo per gli eletti trasfigurati dalla seconda Pentecoste; e la Parusia finale per sconfiggere Satana e ricreare il mondo nuovo eterno per i risorti.
E se con la teologia giungiamo a queste conclusioni, a livello profetico-rivelativo non manca una ulteriore chiarezza sulla duplicità della Parusia del Signore.
Schema dei testi biblici, patristici, e carismatici che fanno pensare a una parusia intermedia:
--Isaia 2, 1-5; 9, 5-6; 11, 4-9; 14,9ss, 65,17-25; 66,14ss; > Luca 21, 23-24; 21, 27-33, (parusia intermedia); > La Didaché, > Fatima (13 luglio 1917), La Madonna profetizza la vittoria e il trionfo del Suo Cuore Immacolato
--Daniele 7, 9-14; 7, 23-27; > Matteo, Tutto il capitolo 24 (parusia intermedia); tutto il capitolo 25 (parusia finale), > La Lettera di Barnaba.
--Ezechiele, Tutto il capitolo 37 (37,1-14), > Atti degli apostoli 3, 19-21, > La Parusia intermedia in: Papia.
--Michea 4,1-4; S.Paolo 1 e 2 ai Tessalonicesi, in particolare 2,1-12; > Testimonianze di S.Giustino martire e di S,Ireneo di Lione.
--Sofonia 3,9-13; > S.Giuda 17-19, 12-13; > Testimonianza di Tertulliano.
--Salmo 85,10-14; > S.Giacomo 5,8-9; S.Pietro 2Pt 3.13, Apocalisse cap 12 e 13, 19,11ss, 20, 1-8, 21,24, > testimonianza di Lattanzio > ripetuti messaggi della Madonna a don Stefano Gobbi.
Spesso nella storia della Chiesa ci si è chiesti se l'Anticristo, dovesse essere una persona concreta o se invece sarà solo la manifestazione di una cultura anticristiana al massimo grado. San Giovanni è chiaro: "E' colui che nega che Gesù è il Cristo! L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio".
Segni particolari che precedono la Parusia intermedia.
La comparsa del falso profeta (o anticristo): 2 Tess 2,3 e 2 Tess 2, 1-12. Anche Giovanni Paolo II, in un discorso tenuto a Fatima il 13/05/82, sembra presentire tale pericolo avvicinarsi: "Di fronte a noi sta il pericolo dell'apostasia da Dio, della lotta contro Dio e contro tutto ciò che è sacro e divino. Siamo forse vicini al tempo predetto da S. Paolo, il tempo dell'anticristo che si alza contro Dio e contro ogni specie di religione. E' il tempo però in cui anche lo Spirito Santo mobilita, attraverso la Madonna, tutta la Chiesa."
Il volto e il tempo dell'anticristo.
La Rivelazione afferma: "Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà essere rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. [...] Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio..., la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi" (2 Tessalonicesi 2,1-10).
Nell'era moderna e in particolare nel XX secolo, ebbe luogo un fenomeno che, diversamente dall'eresia, non era mai accaduto nella storia della Chiesa, cioè l'apostasia di massa di intere popolazioni un tempo cristiane. Non si trattò più di un rifiuto di singole verità da parte di singoli o di piccoli gruppi, ma del rifiuto sistematico e pratico di ogni fede soprannaturale da parte di vaste masse di uomini e donne.
"Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio...". Il Katecon che trattiene la manifestazione dell'anticristo, è la conservazione dell'autentica Fede cristiana della Chiesa.
Il problema dell'Anticristo, o falso profeta come lo chiama l'Apocalisse (16,13), è quindi un fatto che riguarda prima di tutto la vita della Chiesa. Esso giunge dall'interno. E' il cavallo di Troia del Dragone (il diavolo), della prima e seconda bestia (cioè della massoneria mondiale e della massoneria infiltrata nella gerarchia della Chiesa), citati nell'Apocalisse (Ap 13), che vogliono una chiesa fantoccio, non più al servizio di Dio, ma del mondo e dei suoi più o meno occulti padroni.
Il suo cavallo di battaglia sarà l'ecumenismo-irenismo e il rinnovamento della Chiesa in molti campi, per ritornare al modernismo.
Alcuni segni già si avvertono in diversi paesi europei dove, i suoi epigoni, già si battono per il sacerdozio per donne e uomini sposati; l'abolizione del celibato dei sacerdoti; l'ammissione ai sacramenti dei divorziati; la democratizzazione del governo della Chiesa, fino ad arrivare anche alla trasformazione della s. Messa facendo di essa una semplice commemorazione di tipo protestante, eliminando la presenza reale in corpo sangue anima e divinità del Signore Gesù nell'eucaristia (Mt 24,15). E l'ideale di vita è la filantropia, non la carità nella verità del Signore Gesù.
Sono i segni evidenti dei nostri tempi.

Estratto da: QUANTE SONO LE PARUSIE DEL SIGNORE? a cura di Claudio Prandini. Da: Teofilo il Siculo, Il tempo dell'anticristo e la parusia intermedia, Ed. Segno, Udine 1998.
E da: LA SECONDA VENUTA DI GESU' SI AVVICINA. , LA SECONDA VENUTA DEL SIGNORE GESU' nelle rivelazioni private. , MAURICIO OZAETA. EL ANTICRISTO YA ESTA. ,
MAURICIO OZAETA PARUSIA EL DIA DE LA LIBERACION .
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" ...da S. Agostino in poi, cioè dal quinto secolo, la Chiesa cattolica adottò integralmente la visione di S.Agostino per quanto riguardava la venuta di Gesù, in contraddizione con quanto avevano affermato una buona parte dei Padri della Chiesa prima di lui".
Credo che quest'affermazione sia incontestabile dal punto di vista storico.
Manca un'altra affermazione che, credo, sarebbe anch'essa …More
" ...da S. Agostino in poi, cioè dal quinto secolo, la Chiesa cattolica adottò integralmente la visione di S.Agostino per quanto riguardava la venuta di Gesù, in contraddizione con quanto avevano affermato una buona parte dei Padri della Chiesa prima di lui".
Credo che quest'affermazione sia incontestabile dal punto di vista storico.
Manca un'altra affermazione che, credo, sarebbe anch'essa veritiera: "la Chiesa si è allontanata dall'attesa di una parusia Intermedia (= Venuta del Signore in questo mondo non coincidente con la fine di questo mondo) per il timore della diffusione dell'aspettativa di un Paradiso in Terra".
Cioè per marcare bene il concetto che il Paradiso è solo "altrove", in Cielo.
Cosa perfettamente giusta... solo che la sperata Venuta del Signore in tempi vicini non si presenta come trasformazione del mondo in Paradiso