Forlì. Oltre alla Madonna del Fuoco, a un'altra immagine forlivese sono attribuiti miracoli fin dal Quattrocento: la Madonna della Ferita. Tutto iniziò con del sangue. Pare verosimile, o auspicabile, che chi legge questa rubrica, nei giorni scorsi sia andato a visitare, in Cattedrale, il Santuario della Madonna del Fuoco. Una devozione che a breve raggiungerà sei secoli di storia e, nonostante ghibellinismi tradotti sotto varie forme, tocca il cuore anche ai più aridi. Sempre in Cattedrale, quasi speculare a quello citato, esiste un altro luogo qualificato come Santuario. Dedicato alla Madonna della Ferita, fa riferimento a una particolarissima immagine che oggi si trova in una posizione piuttosto defilata e, nella sua tenerezza, risulta piuttosto consumata come se si vedessero le tracce delle mani degli antenati che l'hanno toccata, accarezzata, chiedendo una grazia. Nonostante il contemporaneo profilo basso, quell'Immagine ha significato tanto, ed è forse il caso di ridonarle un po'…More
di Fabrizio Sciarretta Entrare nella sacrestia di Santa Francesca Romana e trovarsi di fronte l’icona della Madonna del Conforto non lascia indifferente. Forse per le sue dimensioni, forse per la rappresentazione della Vergine diversa da tutte le altre icone che è possibile incontrare a Roma, forse per la sua storia unica o forse per quel filo che lega la visione di oggi al momento nel quale su dipinta sedici secoli fa: in ogni caso l’emozione è profonda. La Madonna del Conforto: l’icona più antica di Roma La Madonna del Conforto – o Imago Antiqua – è l’icona mariana più antica che si conservi nella Città Eterna. La datazione generalmente riconosciuta la pone ai primi decenni del V secolo, dunque in un momento addirittura anteriore o coevo alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente. La tradizione vuole, tra l’altro, che la Madonna del conforto sia proprio l’icona portata in processione da San Gregorio Magno nel 590 per implorare la fine della peste che tormentava Roma e che si concluse …More
di Vittorio Messori Bernadette, vergine. Anche “martire”? IL TIMONE – Aprile 2012 – Vittorio Messori Succede spesso, a intervalli regolari. Dunque, mi pare che valga la pena di mettere in guardia almeno i cattolici. Capita spesso, cioè, l’ennesima riproposta – su reti televisive nazionali e magari in prima serata – di un film nato in America in un anno di guerra, nel 1943, ma da allora mai dimenticato. Un ever green, alla pari – che so – del Don Camillo. Anche perché ottenne non solo un successo mondiale di pubblico (da noi giunse, ovviamente, solo nel dopoguerra) ma suscitò anche l’apprezzamento entusiastico della critica: ben 4 Oscar. Tra i quali, uno alla regia (Henry King) e uno all’interpete principale, la celebre Jennifer Jones, nel ruolo della protagonista, tal suor Marie Bernard, religiosa in un convento di Nevers. Così, il film fu presentato da noi, semplicemente, come Bernadette, mentre in America era The song (il canto) of Bernadette, tratto dall’omonimo libro, in tedesco, di …More
Un unico, grande Santuario mariano Roma, cuore mariano del Lazio, è un unico, grande Santuario. Il culto della Vergine nel Centro della Cristianità ha lasciato tanti e tali segni da restare stupefatti, se appena si pensa che qui si contano poco meno di 300 Santuari, senza dire delle innumerevoli Chiese e Cappelle di Istituti religiosi dedicate alla Madonna [venerata sotto i titoli più vari], e delle tante "Madonnelle" che adornano ogni angolo di strada… Le prime tracce del culto mariano a Roma si hanno nel III secolo: a testimoniarlo sono rimasti graffiti ed affreschi catacombali [molto noti quelli dell’Adorazione dei Magi e de La Vergine e il Profeta a "Santa Priscilla"]. Circa i luoghi di culto mariano vero e proprio, tre famose Chiese-Santuario si contendono l’onore del primato: Santa Maria Maggiore, Santa Maria in Trastevere e Santa Maria Antiqua. Ma altre Chiese-Santuario vantano una lontana origine, risalente all’indomani della "caduta dell’Impero Romano" [nel 476]: si tratta …More
Il borgo di Santa Severa con i suoi musei è il cuore di un insediamento della Maremma laziale, ai piedi dei monti della Tolfa, che comprende il Castello, l’area archeologica dell’antica Pyrgi, la riserva naturale di Macchiatonda, il centro turistico balneare di santa Severa, le spiagge sul mar Tirreno e la frazione Nord. Si trova sulla via consolare Aurelia, 52 km a nord di Roma. Amato dai romani e affollato d’estate è uno scrigno di tesori da esplorare. Una passeggiata storica a ritroso nei secoli in un ambiente litoraneo di qualità. La Chiesa dell'Assunta: Chiesa dell'Assunta Nella volta dell'abside è raffigurata la Madonna in trono: alla sinistra San Sebastiano e Santa Severa, alla destra Santa Lucia e San Rocco. Fra gli altri dipinti si può ammirare quello di una nave carica di persone imploranti grazia e fuori due santi vescovi con San Lorenzo alla sinistra. La martire Severa La martire Severa All’inizio c’è stata Severa. Con i suoi fratelli Calendino e Marco era figlia di Seconda …More
La Madonna del Divino Amore,"Salvatrice dell’Urbe" Non è facile, per una Regione come il Lazio [che comprende Roma], indicare un "Santuario-tipo" che rappresenti un po’ tutti gli altri. Anzi, proprio Roma, come abbiamo sopra sommariamente visto, può vantare più di un Santuario mariano rappresentativo meglio di altri: da "Santa Maria Maggiore" a "Santa Maria in Aracoeli", da "Santa Maria in Trastevere" a "Santa Maria Antiqua" e a "Santa Maria in Cosmedin", solo per indicarne alcuni. Del resto, dovendo pur sceglierne uno, indichiamo il Santuario della "Madonna del Divino Amore", non fosse altro che per la devozione e i Pellegrinaggi continui dei Romani verso questo luogo di culto. Le origini del Santuario della "Madonna del Divino Amore" risalgono al XIII secolo, quando in quella zona sorgeva una specie di fortezza della nobile famiglia degli Orsini, denominata "Castel di Leva". Su una torre d’ingresso alla fortezza era affrescata l’immagine di una Vergine, molto venerata dai pastori …More
Rossano, una cittadina in provincia di Cosenza, è orgogliosa di avere un’immagine acheropita della Vergine, dove la devozione per la stessa esiste già dal VI secolo. Si tratta di un’icona affrescata su un frammento di colonna che si trova su un altare del secolo XV all’interno della cattedrale, nella navata centrale, racchiusa in una nicchia di marmo. L’immagine, che rappresenta una vergine con il bambino, è di stile bizantino ed è datata tra il VI e l’VIII secolo, a seconda delle interpretazioni. Sul lato destro dell’immagine, verticalmente, si può leggere, in lettere greche, la parola ‘Theotokos’, madre di Dio. Si tratta di una vergine intera che regge nel braccio sinistro il bambino che ha la mano destra verso la madre con gesto di benedizione e nella sinistra sostiene un rotolo. La vergine indossa un mantello rosso oscuro che le copre anche il capo. Gli ultimi studi effettuati sull’immagine rivelano che l’attuale affresco è sovrapposto ad uno più antico. La tradizione/leggenda a cui …More
Il Pavimento del Duomo di Siena. La cattedrale di Siena conserva numerosi capolavori di ogni epoca ma l’opera più bella e affascinante, è il pavimento (visibile solamente da fine agosto a fine ottobre), realizzato con la tecnica del graffito e del commesso marmoreo.
Una sorprendente scoperta. Dai restauri nella Basilica dell'isola di Torcello emergono frammenti di affreschi del IX secolo, i più antichi in area veneziana. "Una testimonianza della fede mariana e delle radici cristiane di Venezia" spiega il Patriarca Francesco Moraglia. Paolo Ondarza - Città del Vaticano “Una testimonianza delle profonde radici cristiane di Venezia, la cui arte deve il suo incipit al Vangelo portato in queste terre fin dai primi secoli della nostra era”. Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia commenta così a Vatican News l’eccezionale scoperta di frammenti di affresco del IX secolo al di sotto dei mosaici della Basilica di Santa Maria Assunta nell’isola di Torcello a Venezia. A margine della conferenza stampa di presentazione questa mattina presso il complesso di Sant’Apollonia, il presule mette in luce il valore dell’arte sacra come “catechesi anche per chi non è credente e, in sede liturgica, come espressione di una fede cristiana celebrata e creduta”. Una …More
Meryem Ana, l’ultima dimora della Vergine? – Meryem Ana, esterno Se la Santa Casa di Loreto1 è considerata la casa dove Maria ricevette l’Annunciazione da parte dell’arcangelo Gabriele, e quindi potrebbe essere anche la casa dove nacque e passò la sua prima giovinezza, Meryem Ana, nei pressi di Efeso, è ritenuta da molti la sua ultima dimora e probabilmente il luogo della sua ‘Dormizione’ ed ‘Assunzione’. Meryem Ana Evi, che significa ‘la Casa della Vergine Maria’, si trova in cima alla ‘Collina dell’Usignolo’ (Bülbül Dag), sulle pendici del monte Solmisso, a solo circa 6 kilometri da Efeso (Turchia). Secondo una tradizione che risale al II secolo, in questa casa visse Maria con l’apostolo San Giovanni per alcuni anni, a partire dall’anno 44 circa, dove si rifugiarono per fuggire dalle persecuzioni dei cristiani in Palestina da parte di Erode Agrippa I. Non ci sono fonti che confermino la presenza di Maria ad Efeso. Ma allora, perché questo luogo viene indicato come l’ultima dimora di …More
La prova della distruzione del Primo Tempio di … di Michael Soncin La sensazionale notizia è stata diffusa simbolicamente alla vigilia del digiuno di Tisha beAv: le travi ritrovate carbonizzate, risalenti al 586 a.e.v., sarebbero riconducibili alla distruzione del sito sacro di Gerusalemme. Trovare del legno in un buono stato di conservazione risalente all’Età del Ferro è molto raro. È quello che hanno scoperto gli archeologi durante un recente scavo nella Città di David, nel Parco Nazionale delle Mura di Gerusalemme. «Questa scoperta ti fa sentire come se stessi assistendo al momento stesso della distruzione, al momento in cui tutto è accaduto. È profondamente commovente». A dirlo in una nota riportata dal Times of Israel è Efrat Bocher, codirettrice degli scavi. Il ritrovamento delle travi, in legno di sicomoro, è stato annunciato poco prima del digiuno di Tisha beAv, considerato il momento più triste del calendario ebraico, in cui viene commemorata la distruzione del Primo e del …More
Le profezie della Bibbia coincidono sempre più con la Storia, quando Gesù stesso pianse sapendo che non sarebbe stato accolto e il suo Vangelo rifiutato. Eppure Egli è stato segno di contraddizione, perché fossero svelati i segreti di molti cuori. Gerusalemme doveva essere il centro spirituale per la conversione degli uomini, e che cosa ne è diventata? Stanno aspettando un Messia politico, ma Gesù Cristo è già passato. Potevano riconoscerLo almeno dopo la sua resurrezione e di fatti una parte lo ha colto, ma il potere era dei farisei, che hanno tradotto in potere la fede, sono rimasti a Gerusalemme, distrutti dalle fiamme del loro orgoglio, come gli antichi sodomiti di Sodoma e Gomorra. Il peccato, il mancato riconoscimento di un Dio buono e misericordioso ha sempre delle conseguenze. Meglio che queste conseguenze vengano subite in questa vita con un castigo, anziché con una perdita dell'anima per l'eternità.
La pietra rovesciata che racconta una … 13 Luglio 2026 di Anna Balestrieri A Tel ‘Eton, nel sud di Israele, dove una grande pietra eretta, un tempo forse oggetto di culto, è stata ritrovata coricata, spezzata e inglobata in una piattaforma successiva. Non una rovina qualunque, ma il possibile segno materiale di una frattura religiosa. Secondo gli archeologi guidati da Avraham Faust, dell’Università Bar-Ilan, quel monolite potrebbe essere collegato alle riforme attribuite al re Ezechia, sovrano di Giuda nell’VIII secolo a.C., ricordato dalla tradizione biblica per il tentativo di purificare il culto e accentrare l’adorazione a Gerusalemme.(Photo by Griffin Aerial Imaging; prepared by Dvir Rotem/Tel ‘Eton Archaeological Expedition. Fonte: Times of Israel) A volte l’archeologia non restituisce soltanto oggetti: restituisce gesti. Un altare smontato, una soglia ricostruita, una pietra sacra trasformata in materiale edilizio possono dire più di una cronaca regale. È quanto sembra accadere a …More
Quando Gerusalemme modellava le donne… Terresainte.net 29 luglio 2026 Lo stampo utilizzato per realizzare il volto della statuetta femminile e il volto risultante. (foto Emil Aladjem/Aia) I lavori di restauro e valorizzazione del sito storico oggi conosciuto come Torre di Davide, presso la Porta di Giaffa a Gerusalemme, non finiscono di riservare sorprese. Questa volta, la Città Santa ritrova uno dei suoi volti. Abbozza un sorriso e ha i capelli ricci e raccolti. Il suo volto misura solo pochi centimetri. Eppure, ci sono voluti quasi 2.700 anni perché riapparisse. «Eravamo arrivati al punto più profondo degli scavi. Quando abbiamo trovato un’area piena di recipienti in ceramica. Devo dire che stava diventando quasi noioso trovare cocci di ceramica e ancora cocci. All’improvviso, un operaio ha notato un oggetto molto strano nel terreno e lo ha afferrato. Sembrava una sfera cava, ma guardando attentamente all’interno si poteva distinguere il negativo di un volto femminile». Amit Re’em, …More
Anima e cuore, un fresco tuffo nel blu a Pizzo. … L'edifizio, realizzato a partire deal seicento, venne scavato nella roccia, come le statue che furono scolpite nel banco di arenaria steso, a partire dall'Ottocento @ Comune di Pizzo e, particolare della veduta, di Luigino~itwiki, CC BY-SA 3.0 Firmata la convenzione che sblocca il grande restauro conservativo di uno dei monumenti più sorprendenti d’Italia. Nato da un voto di marinai e trasformato nell’arco di oltre un secolo in un santuario scolpito nella pietra, il complesso dovrà essere protetto dall’erosione marina che minaccia una delle più straordinarie opere di arte popolare religiosa del Mediterraneo. G Quando si osserva la costa tirrenica della Calabria dall’alto, poco a nord del centro storico di Pizzo, è difficile immaginare che sotto la parete dorata della falesia si nasconda uno dei luoghi di culto più insoliti d’Europa. La Chiesetta di Piedigrotta, affacciata sul blu, sembra voler scomparire nella roccia che la contiene. …More
Terrasanta.net 23 luglio 2026 Le mura romane di Sebastia, risalenti al II-III secolo d.C.(foto Jerzy Kraj/CTS) In Cisgiordania l’archeologia è usata come mezzo di conquista: a Sebastia, sito legato a Giovanni Battista, Israele confisca 180 ettari di uliveti per un piano di «sviluppo del patrimonio» da 70 milioni di euro. Stesso schema alla Città di Davide. Scienza piegata a propaganda, mentre l’Autorità palestinese resta al collasso finanziario. Sebastia è tra i siti archeologici più celebri della Cisgiordania, con stratificazioni di tremila anni di storia: israeliti, greci, romani, bizantini, crociati, ottomani. Secondo la tradizione, sotto le sue pietre si trova la tomba di Giovanni Battista. Fino a poco tempo fa, almeno trecento palestinesi vivevano di attività legate ai visitatori. Oggi i negozi sono chiusi e le strade silenziose. La terra intorno alle colonne romane – uliveti coltivati dalle famiglie per generazioni – è sotto ordine di confisca israeliano. Nel novembre 2025 …More
Lo sapevi che in Italia è custodito quello che … Ogni grande reliquia custodisce due storie. La prima appartiene alla fede. La seconda agli uomini che, nei secoli, l’hanno cercata, venerata, protetta, contesa e, talvolta, perfino rubata. Il Santo Anello conservato nella Cattedrale di San Lorenzo di Perugia racchiude entrambe. A prima vista il Santo Anello sorprende proprio perché non ha nulla di regale. Non è un gioiello tempestato di pietre preziose né un raffinato capolavoro di oreficeria. È un piccolo anello in calcedonio, una varietà del quarzo, semplice, sobrio e privo di decorazioni. E, in fondo, perché avrebbe dovuto essere diverso? Se davvero Maria e Giuseppe appartenevano a una modesta famiglia della Galilea del I secolo, come raccontano i Vangeli, è difficile immaginare un anello ricco o impreziosito da gemme. Proprio questa essenzialità ha contribuito, nel corso dei secoli, ad alimentare la devozione popolare: agli occhi dei fedeli medievali quell’oggetto appariva …More