Una sola parola: RESISTERE NELLA FEDE! [Florilegio: quarta parte]
È possibile trovare il frasario completo a questo link:
Florilegio – aforismi vari, una raccolta per resistere nella fede
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Appendice (I): raccolta di aforismi ed insegnamenti di San Pio da Pietrelcina
“Segreti” meravigliosi: ASCOLTA Padre Pio!
Appendice (II): raccolta di insegnamenti spirituali del Servo di Dio don Dolindo Ruotolo
Parole SUBLIMI di don Don Dolindo Ruotolo (per la vita spirituale)
Appendice (III): raccolta di perle spirituali di Sant'Antonio di Padova
Grandi INSEGNAMENTI spirituali di Sant'Antonio di Padova
Appendice (IV): raccolta di episodi e sentenze di San Massimiliano Kolbe
San Massimiliano Kolbe, patrono del nostro tempo: un meraviglioso florilegio
Appendice (V): raccolta di ammaestramenti del Padre Stefano Manelli
Riflessioni piene di sapienza e di luce del Padre Manelli
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«Non dimenticate che santi non si nasce: il santo si forgia nel continuo gioco della grazia divina e della corrispondenza umana» (San Josemaria Escrivà, da Amici di Dio).
«Tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri» (Lettera di San Paolo ai Filippesi 4, 8).
«L’unico modo per passare la giornata nella pace e nella santità, senza peccato, è quello di pregare con fervore e sincerità fin da quando ti alzi al mattino. Questa preghiera introdurrà Cristo nel tuo cuore, assieme al Padre e allo Spirito Santo e così renderà salda la tua anima contro ogni assalto del male. Dovrai però continuare a proteggere accuratamente il tuo cuore» (San Giovanni di Kronstadt).
«Bisogna lodare il disegno divino che colpisce momentaneamente i suoi allo scopo di sottrarli ai flagelli eterni. Deprime per elevare, taglia per guarire, atterra per sollevare» (San Pier Damiani).
«Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo! Io Lo amo! Infatti, Egli non è che Amore e Misericordia!» (Santa Teresa di Lisieux, dalla lettera 266).
«Il cattolico è prigioniero della sua Chiesa come l’uccello è prigioniero del cielo» (Julien Green).
«L’uomo propone e Dio si indispone».
«Perché, padre, il male nel mondo? — Sta bene a sentire. C'è una mamma che sta ricamando. Il suo figliuolo, seduto su uno sgabelletto basso, vede il lavoro di lei; ma alla rovescia. Vede i nodi del ricamo, i fili confusi. E dice: “Mamma si può sapere che fai? È così poco chiaro il tuo lavoro!”. Allora la mamma abbassa il telaio, e mostra la parte buona del lavoro. Ogni colore è al suo posto e la varietà dei fili si compone nell'armonia del disegno. Ecco, noi vediamo il rovescio del ricamo. Siamo seduti sullo sgabello basso» (San Pio da Pietrelcina a uno dei figli spirituali).
«L’Onnipotente non ha cessato di essere Onnipotente, il Sapiente non ha cessato di essere Sapienza, l’Amore non ha cessato di essere Amore! Perché turbarsi e agitarsi se in mano a Dio stanno le nostre sorti?» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dal libro Amore Dolindo dolore).
«Consideriamo la superficie di un lago sulla quale brilli il sole: se questa sarà calma e tranquilla il sole vi si potrà riflettere quasi perfettamente e tanto più perfettamente quanto più il lago sarà calmo. In caso contrario, l'immagine del sole non vi si potrebbe riflettere. Accade un po' la stessa cosa alla nostra anima, nei confronti di Dio: più questa è calma, più Dio vi si riflette, la sua immagine s'imprime in noi, la sua grazia agisce attraverso noi. Se invece la nostra anima è agitata e turbata, l'azione della grazia diventa molto più difficoltosa. Tutto il bene che possiamo fare è un riflesso di questo sommo Bene che è Dio. Più la nostra anima è nella calma e nell'abbandono, più questo Bene si comunica a noi e, attraverso noi, agli altri» (Jacques Philippe, dal libro La pace del cuore).
«Come cattolici, non possiamo alterare il messaggio di Cristo; è Lui, non noi, che ha fondato la nostra religione» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il pianto del Cristo)
«L'intero nostro mondo ha perdutamente bisogno della pace in Gesù Cristo e quella pace, sia spirituale che mondiale, arriverà soltanto – come alle origini – attraverso Maria, la nostra Avvocata e Mediatrice» (Testimonianza dell'attore Jim Caviezel, 1° giugno 2019 ad Amsterdam).
«Che cosa guarda Dio con piacere e gioia e chiede notizia agli angeli e agli stessi demoni? Guarda l'uomo che si batte per Dio contro la fortuna, il mondo, l'inferno e contro se stesso; l'uomo che porta gioiosamente la propria croce» (San Luigi di Montfort, dalla Lettera agli amici della croce).
«Il motivo per cui la Chiesa ha posto il Credo dopo l’omelia è per invitarci a credere nonostante ciò che abbiamo ascoltato» (Card. Tomáš Špidlik).
«Le bugie di scusa sono le GIACULATORIE del diavolo» (San Pio da Pietrelcina).
«L'umiltà è per le altre virtù quel che è la catenella per i grani della corona. Togliete la catenella e tutti i grani cadono; togliete l’umiltà e tutte le virtù spariranno» (Santo Curato d'Ars).
«O fede cattolica, salda, forte e ben radicata, il tuo fondamento è una roccia sicura! (cfr. Mt 7, 25) Il cielo e la terra passeranno, ma tu non passerai. Tutto il mondo da principio ti si oppose ma tu hai trionfato su tutto con forza invincibile: “Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1 Gv 5, 4). Essa ha sottomesso re potentissimi alla signoria di Cristo, ha portato i popoli all'obbedienza di Cristo» (San Fedele da Sigmaringen)
«Satana è come un tessitore, fa la sua tela con i fili che tu gli porti» (Amma Teodora, madre del deserto).
«Le sofferenze sono per noi delle ali per volare al cielo» (San Cipriano).
«Gesù Nostro Signore ha portato una spada. Non è la spada che viene spinta verso l’esterno contro il nemico. È una spada che è spinta contro noi stessi, tagliando i sette becchini dell’anima: orgoglio e avidità, lussuria e ira, invidia, gola e accidia (...). Allora otterremo la pace!» (Ven. Fulton J. Sheen, da un discorso del 1974).
«Il pastore ha bisogno del bastone contro le bestie selvatiche che vogliono irrompere tra il gregge; contro i briganti che cercano il loro bottino. Anche la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti (...). Non si tratta di amore, quando si tollerano comportamenti indegni della vita sacerdotale. Come pure non si tratta di amore se si lascia proliferare l’eresia, il travisamento e il disfacimento della fede, come se noi autonomamente inventassimo la fede» (Benedetto XVI, dall'omelia 11 giugno 2010).
«La pazienza modera la sregolatezza di queste tre parti: lega la lingua col silenzio, compone il viso con la tranquillità, calma il cuore con la dolcezza» (San Claudio de la Colombière).
«L'offerta del dolore fatta in modo veramente soprannaturale, perdonando e non reagendo in modo umano e desiderando la salvezza di tutti è il massimo del Vangelo vissuto e l'arma più potente per salvare le nostre famiglie, salvare le nostre comunità, salvare le realtà più intaccate dal male il quale non può resistere alla forza di un bene così simile a quello che Cristo Redentore e tutti i co-redentori della storia hanno dimostrato. Quando arriveremo, per lume divino, a capire davvero che la terra ha bisogno di corredentori e non di ciarlatani avremo capito la cosa più importante da capire» (Admin).
«O cristiano, che pure hai un'anima immortale, pensa che se la salvi, tutto è salvato, ma se la perdi, tutto è perduto» (San Giovanni Bosco, dalle meditazioni sul mese di maggio).
«Il corso delle cose non ha una sola via di uscita, ma tante, poiché l’intreccio delle vicende umane è complicatissimo. L’acqua che scorre può prendere molte direzioni ma, se una mano la argina, allora ne prenderà una sola. La preghiera è una forza che argina il corso vario e complicato delle umane vicende (...), muta tutta la situazione degli eventi, dà loro un altro carattere, esige una speciale provvidenza (di Dio)» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento all'Esodo).
«L’aspetto più terrificante del totalitarismo non sono le sue “atrocità” ma il fatto che esso attacca il concetto di verità oggettiva» (George Orwell).
«Molti vogliono far fortuna col peccato, mentre vivono a Dio nemici, non frequentano Chiese, non pregano, non s'accostano ai sacramenti, non santificano le feste, e intanto vorrebbero che Iddio li prosperasse e li rendesse felici. Stolti! Non sanno che il peccato è quello che fa miseri ed infelici i popoli?» (San Giovanni Bosco, dalle meditazioni sul mese di maggio).
«Il fervore si affievolisce e muore per le condiscendenze che l’anima fa imprudentemente alle esigenze del corpo» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento all'Apocalisse).
«Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!» (Prima Lettera di San Giovanni 2, 15-17)
«Prega e spera non agitarti. L'agitazione non giova a nulla. Dio è misericordioso e ascolterà la tua preghiera» (San Pio da Pietrelcina).
«Io conosco gli uomini e le dico che Gesù non era un uomo. Gli spiriti superficiali vedono una somiglianza tra il Cristo e i fondatori di imperi, i conquistatori e le divinità delle altre religioni. Questa somiglianza non c’è: tra il cristianesimo e qualsivoglia altra religione c’è la distanza dell’infinito (…). Lei, generale Bertrand, parla di Confucio, Zoroastro, Giove e Maometto. Ebbene, la differenza tra loro e Cristo è che tutto ciò che riguarda Cristo denuncia la natura divina, mentre tutto ciò che riguarda tutti gli altri denuncia la natura terrena (…). L’impero di Cesare quanti anni è durato? Per quanto tempo Alessandro si è sostenuto sull’entusiasmo dei propri soldati? (…) I popoli passano, i troni crollano ma la Chiesa resta» (Napoleone Bonaparte, da Conversazioni sul Cristianesimo).
«In ogni tempo poi sorgono nella Chiesa i lupi rapaci, i disseminatori di errori, i falsi profeti, i famosi annunciatori di ordini nuovi (…), i modernisti, gli scientisti e quanti, insegnando cose perverse, distruggono il vero spirito cristiano. Contro questi lupi deve levarsi il santo zelo dei pastori di anime, non consentendo loro di avvelenarle con le false dottrine, con lo spirito naturalistico e con lo spirito del mondo» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento agli Atti degli Apostoli).
«L’amore cresce gigante fra i dolori giganti» (Padre Stefano Manelli).
«Sia questo lo sforzo comune a tutti: non cedere all’indolenza dopo che abbiamo iniziato, non scoraggiarci nelle fatiche (…); piuttosto, accresciamo il nostro zelo come se incominciassimo ogni giorno» (Sant’Antonio abate).
«Vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all'anima. La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile (…). Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio» (Prima Lettera di San Pietro 2, 11-12; 16).
«Violata la Domenica, questo è il principio di tutti i mali: è la fede spenta, è l’eternità dimenticata, è Dio soppresso nella vita dell’uomo» (Papa Leone XIII).
«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza» (Prima lettera di San Paolo a Timoteo 4, 1-2)
«Le sofferenze sono una grande grazia. Attraverso la sofferenza l’anima diviene simile al Salvatore; nella sofferenza l’amore si cristallizza: maggiore è la sofferenza, più puro diviene l’amore» (Santa Faustina Kowalska, dal Diario).
«Chi (…) non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio. Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse» (Seconda Lettera di San Giovanni, 9-11)
«Come il vaso non si riempie se non abbassandolo alla fonte, così l’anima non si riempie di Dio se non abbassandosi verso il proprio nulla (San Bernardo).
«Ci troviamo oggi di fronte al più grande combattimento che l’umanità abbia mai visto. Non penso che la comunità cristiana l’abbia compreso totalmente. Siamo oggi davanti alla lotta finale tra la Chiesa e l’Anti-Chiesa, tra il Vangelo e l’Anti-Vangelo» (Card. Karol Wojtyla).
«San Filippo Neri pregava: “Madonna mia, tienimi la mano in testa perché altrimenti divento ateo o eretico”. Aveva perfettamente ragione. La Madonna l’ha ascoltato. Ascolterà anche noi. E noi, allora, preghiamola chiedendole non tanto di tenerci la mano sulla testa: questo oggi non è più sufficiente. Oggi è l’inferno sputato da satana sulla terra. Questo stiamo vedendo. L’inferno vomitato nel mondo e nella Chiesa… Preghiamola, perciò, di CONSERVARCI NELLO SCRIGNO DEL SUO CUORE IMMACOLATO, Arca santa dove Satana non può entrare e, con lui, neppure la Babele e nessun genere di confusione, deviazione, lordura morale» (Admin, da Messaggio di Anguera: scisma e Babele).
«Prima di parlare rifletti bene sulle parole da dire, come chi mette il sasso nella fionda e lo lancia solo quando ha preso bene la mira» (San Charbel).
«Il Signore vince le più ardue difficoltà quando ci affidiamo a Lui, rende possibile quello che secondo le vedute umane sembrerebbe assurdo!» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento alla Genesi).
«La formula della vera umiltà è “Io da solo non sono nulla, nulla posso ma tutto posso in Colui che mi conforta”» (Ildefonso Rodriguez Villar, dal libro Maria nelle sue virtù).
«Alcuni di noi non si rendono conto di quanto siamo malvagi e ingrati verso Dio. Se lo facessimo, non ci lamenteremmo delle avversità e delle pene della vita. Le nostre coscienze sono come stanze rimaste a lungo prive di luce. Apriamo la tenda ed ecco: tutto ciò che credevamo pulito si rivela polveroso. Ci sono anime così piene di giustificazioni da poter pregare insieme al fariseo: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini”. Altre bestemmiano il Dio dei cieli per i loro dolori e peccati ma non si pentono» (Ven. Fulton J. Sheen, da Il Calvario e la Messa).
«Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto per i poltroni» (San Filippo Neri).
«Amando il prossimo purifichiamo gli occhi del cuore per arrivare a vedere Dio» (Sant’Agostino).
«Il serpente alza la testa in tutto il mondo ma l’Immacolata gliela schiaccia in vittorie strepitose» (San Massimiliano Kolbe).
«La misura del tempo sta nelle mani di Dio “padrone della vita e della morte” (Sap 16, 13). A noi tocca solo utilizzare il nostro tempo secondo il fine per cui Dio ci ha creati, ossia “per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita e poi goderlo in Paradiso” (San Pio X). Se è vero che un giorno renderemo conto anche “di ogni parola oziosa” (Mt 12,36), tanto più renderemo conto di ogni minuto di tempo sciupato» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla conversione).
«L’uomo paziente vale più dell’uomo forte, e chi domina l’animo vale più di un espugnatore di città» (Libro dei Proverbi 16, 32).
«DOVE MARIA È PRESENTE NON C'È LO SPIRITO MALIGNO. E un segno infallibile che si è condotti dallo spirito buono è l'essere molto devoti a Maria, il pensare spesso a lei e il parlarne di frequente (…). Come la respirazione è sicuro indizio che il corpo non è morto, così il frequente ricordo e l'invocazione affettuosa di Maria sono un segno sicuro che l'anima non è morta per il peccato» (San Luigi di Montfort, dal Trattato della vera devozione a Maria).
«La strada non impedisce il nostro dialogo contemplativo; il viavai del mondo è per noi luogo di preghiera» (San Josemaria Escrivà).
«Sei pieno della felicità che viene da Dio poiché tu, cristiano, benché pellegrino sulla terra, puoi vivere ricercando le cose del Cielo. Il demonio ti offre le ortiche e le spine e ti lega da schiavo a carri di ghigliottina infiorati di germi velenosi; tu rifiuti la pace di Dio e corri sacrificandoti appresso a Satana, che ti tormenta e ti schernisce. Ti tormenta con le passioni, ti affoga nella sensualità, ti agita con gli spettacoli peccaminosi, ti sconvolge con i miraggi e con i desideri più assurdi, ti calpesta (…). O cristiano stolto, che lasci la pace di Dio per la confusione del diavolo!» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dalla lettera 4 giugno 1925).
Solo l'amore purifica profondamente dal peccato: «Il fuoco dell'amore è più santificante di quello del purgatorio» (Santa Teresa di Lisieux).
«Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso» (Libro del profeta Geremia 20, 11).
«Oggi, la società cristiana dev’esser rifatta; e per rifarla, la prima necessità che s’impone è quella di professare e vivere la verità, con spirito militante, Quando un cristiano, con l’aiuto della grazia, conforma la propria vita ai princìpi del Vangelo e combatte per difendere la verità, non può essere arrestato da nessun ostacolo» (Roberto de Mattei, da La vocazione della nostra epoca).
«L’Immacolata è quella scala lungo la quale noi andiamo al sacratissimo Cuore di Gesù. E colui che rimuove tale scala, non salirà in alto ma precipiterà per terra» (San Massimiliano Kolbe).
«Una persona che è ignorante nella propria religione è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato né la bellezza della sua anima né il valore della virtù. Si trascina di peccato in peccato» (Santo Curato d'Ars).
«La salvezza procede, soprattutto e in modo eminente, dalla preghiera e dal sacrificio grandi e generosi. Più grandi le difficoltà in famiglia, a lavoro, nel mondo, nella Chiesa...? È molto probabilmente, questo, un modo attraverso cui Dio ci sta invitando, dolcemente ma anche decisamente: “Figlio, figlia, prega, sacrificati. Lascia perdere il resto. Impara da me, guarda Me. Con la grande preghiera e la grande sofferenza ho salvato il mondo!”» (Admin, da San Francesco d'Assisi e i nuovi Cavalieri della tavola rotonda).
«Quello che non puoi risolvere agendo, parlando, fallo pregando. Dove non trovi una soluzione in piedi, la trovi in ginocchio. Infatti Dio farà per te quello che non puoi fare tu!» (Admin).
«Ricordiamo sempre e teniamo bene a mente che, dall'umiltà, scaturisce la pace mentre, dall'orgoglio, scaturiscono liti, discordie, guerre in famiglia e fuori dalla famiglia, vendette, odi, invidie e ogni malvagità. Di conseguenza l'umiltà è urgente non solo per la salvezza eterna ma anche per una vita serena su questa terra» (Admin).
«Quando non abbiamo la forza, è allora che Gesù combatte per noi» (Santa Teresa di Lisieux, dalla lettera 57).
«Ho sempre prestato la deferenza voluta e corretta agli imperatori, ma le cose di Dio non sono cose mie, non sono cose dell’imperatore, sono cose di Dio e devo rispettare e difendere quanto è di Dio» (Sant’Ambrogio).
«La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: è una risposta che si ottiene con la preghiera» (Santa Teresa Benedetta della Croce).
«NON SAPPIAMO COSA CI ATTENDE MA SAPPIAMO CHI CI ATTENDE» (Santa Chiara d'Assisi).
«Che importa all’anima cristiana del mondo? Essa vive tra le terrene cose come nella fossa dei leoni poiché è circondata da pericoli e da angustie ma, confidando in Dio, ne è liberata. Niente può nuocerle quando sta tutta nelle mani di Dio» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro di Daniele).
«Tutti sappiano che la grazia segue alla tribolazione. Intendano che, senza il peso delle afflizioni, non si giunge al vertice della grazia. Comprendano che, quanto cresce l’intensità dei dolori, tanto aumenta la misura dei carismi. Nessuno erri né si inganni: questa è l’unica vera scala del Paradiso e, al di fuori della Croce, non c’è altra via per cui salire al Cielo» (Santa Rosa da Lima).
«Criticare non serve a niente. Finché gridiamo: “È buio! È buio!”, non si accende la luce. Accendi anche tu la tua luce» (Santa Teresa di Calcutta).
«Confida nel Signore e fa’ il bene, abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia nel Signore» (Salmo 36, 3-4a).
«Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne ma, piuttosto, dobbiamo essere semplici, umili e puri. E teniamo i nostri corpi in umiliazione e dispregio perché noi tutti, per colpa nostra, siamo miseri e putridi, fetidi e vermi» [San Francesco d’Assisi, dalla Lettera ai fedeli (II redazione)].
«Volete essere figli della luce ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della grazia ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo» (Sant'Atanasio, da un discorso contro i semiariani).
«Se prendessimo seriamente coscienza di quello che siamo, invece di stupirci perché ci vediamo a terra, ci meraviglieremmo di come possiamo ancora restare in piedi» (San Francesco di Sales).
«Non stare mai con le mani in mano cosicché il diavolo ti trovi sempre occupato perché molta malizia insegna l'oziosità» (San Girolamo).
«Come una mongolfiera si stacca dalla terra quando il suo peso è come annullato dal gas più leggero che la riempie (…) così il peso della carne – che ci trae in basso – è annullato da qualche cosa che la tragga in alto e questo è soltanto l’Amore di Dio» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento alla II lettera di San Paolo ai Corinzi).
«Ahimè! Ecco un crimine infinitamente spaventoso e cioè ricevere indegnamente il Corpo adorabile e il Sangue prezioso di Gesù Cristo, profanarlo, insozzarlo, avvilirlo; un tale crimine è mai possibile? (…). Ahimè! bisognerebbe che per coloro che gli si accostano con queste cattive disposizioni, Gesù Cristo non ci fosse nel sacramento; ma no, Egli c’è sia per coloro che osano presentarsi col peccato (mortale, ndr.) nel cuore, che per coloro che si accostano in stato di grazia» (Santo Curato d’Ars, da un’omelia sulla Comunione indegna).
«I beni temporali di quaggiù talora sono utili, talora dannosi (…). Hai pregato e non ti è stato concesso ciò che chiedevi? Abbi fiducia nel Padre, il quale te lo avrebbe concesso se ti fosse stato utile» (Sant’Agostino, dal discorso 80).
«Tutte le prosperità peccaminose del mondo hanno il retroscena della morte. Quando il mondo ci glorifica, ci esalta, ci invita; quando ci sembra di essere idolatrati, contenti, ricchi, prosperati tremiamo, poiché non v’è prosperità umana e peccaminosa che non termini nel dolore disperato e nella morte» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro di Ester).
«Come il fuoco materiale libera dalle loro macchie le anime del purgatorio, così il fuoco dell'amore divino libera dalle loro macchie coloro che sono ancora in questo mondo» (San Giovanni della Croce).
«Agli sposati ordino, non io ma il Signore: la moglie non si separi dal marito - e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non ripudi la moglie» (Prima lettera di San Paolo ai Corinzi 7, 10-11).
«Quando viene la grazia, tutto è facile. Ti muovi dove essa ti fa muovere. Non puoi fare diversamente. Fai cioè quello che essa ti ispira (…). Quando accettiamo ogni cosa con obbedienza e fiducia, come proveniente dall’amore e dalla provvidenza di Dio, la grazia non si allontana, la grazia divina ti offre ciò che è impossibile agli uomini. Tutto è possibile se sei insieme a Cristo. Quando arriva la grazia diventi impavido e ottieni l’amore, la pace, la pazienza e la gioia. Allora arriva la perfezione dell’anima in terra» (San Porfirio di Kafsokalyvia).
«Quando lo spirito si intiepidisce e si raffredda gradatamente, è inevitabile che la carne e il sangue cerchino ciò che è loro proprio. Che cosa rimane infatti quando l’anima non trova più i suoi piaceri se non che la carne si rivolga ai suoi? Allora l’istinto naturale maschera il momento della necessità e la mentalità carnale forma la coscienza» (San Francesco d’Assisi)
«Come posso, Padre, aumentare l'amore? — Col fare con esattezza e rettitudine di intenzione i propri doveri, osservando la legge del Signore. Se questo farai con costanza e perseveranza, crescerai nell'amore» (San Pio da Pietrelcina).
«Il nostro cuore non ha che una scelta: o è amico o è nemico di Gesù Cristo: “Chi non è con Me è contro di Me” (Mt 12, 30) […]. Un cuore nemico è un cuore in peccato mortale, che ha amato qualcosa più di Dio, che ha venduto Gesù per trenta denari, che lo ha barattato con Barabba» (Padre Stefano M. Manelli, da una meditazione sul Sacro Cuore).
«Nel pensiero divino l’anima dev’essere la guida del corpo; ma, se questo prende il sopravvento, finisce col trascinare la sua stessa guida nella rovina fatale» (San Cipriano).
«Non si deve prendere nessuna decisione né nell’entusiasmo né nella depressione dell’animo ma si deve decidere secondo quel che consiglia la matura riflessione, e non l’impulso» (Sant’Ignazio di Loyola).
«Facciamo solo quel che possiamo e confidiamo totalmente nell’Immacolata» (San Massimiliano Kolbe).
«Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all'ira divina» (San Paolo, lettera ai Romani 12, 19).
«C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell'Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti ma tutto può durare ancora molto a lungo» (Papa Paolo VI, dal libro "Paolo VI segreto" - 8 settembre 1977).
«Chi sa confessarsi bene sa andare in Paradiso; molti vanno all'inferno perché si confessano male» (Sant'Alfonso de Liguori).
«La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!» (Albert Einstein).
«Beato l'uomo che sopporta la tentazione, perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano» (Lettera di San Giacomo 1, 12).
«Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato» (Lettera di San Paolo agli Ebrei 12, 4).
«Nella Chiesa esiste un “martirio rosso”, nel caso di quei martiri che muoiono perché uccisi fisicamente in odio alla fede; ma, nella stessa Chiesa, ci sono anche i “martiri bianchi”, cioè tutti coloro che muoiono giorno dopo giorno, un po’ alla volta, per pene e sofferenze di ogni genere nel corpo e nello spirito, per la manomissione e lo stravolgimento della fede o in conseguenza dei mali anticristici del nostro tempo» (Admin, da La terribile rivelazione di Padre Pio e le tre tappe di S. Massimiliano Kolbe).
«O vita grigia e monotona, quanti tesori in te! Nessun'ora è uguale all'altra, per cui il grigiore e la monotonia scompaiono quando considero ogni cosa con l'occhio della fede» (Santa Faustina Kowalska, dal Diario).
«Mentre combattiamo per la fede, Dio ci guarda, Cristo e i suoi angeli assistono. Raccogliamo le forze, prepariamoci alla lotta con spirito puro, con fede e coraggio, con dedizione totale: è onore e gioia per noi lottare sotto lo sguardo di Dio, ricevere il premio da Cristo giudice» (Dalla Liturgia).
«Madre, qual è il suo passatempo preferito? — È il lavoro, perché mi permette di spendermi per gli altri. A non fare niente ci si stanca molto di più» (Santa Teresa di Calcutta).
«Arma della nostra vita è la preghiera, arma è la frequenza dei Sacramenti, arma è la devozione alla Madonna. Noi ci facciamo disarmare dal demonio nei momenti più pericolosi della nostra vita e spesso, quando dovremmo pregare di più, sentiamo quasi le nostre labbra inceppate, la nostra volontà debilitata, il nostro cuore spento e rimaniamo come inebetiti, facile preda di satana (…). Non ci facciamo miseramente saccheggiare da satana e siamo forti nella fede!» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento al primo libro di Samuele).
«L'amore di Dio è il più grande romanzo; cercarlo la più grande avventura; trovarlo la più grande impresa umana» (Sant'Agostino).
«È impazzita davvero l’umanità che affolla i ritrovi dove si perde la vita e lascia deserto il Tabernacolo dove la si trova e la si gode! (…) Nessuna scusa o familiare o sociale, può capovolgere i valori della vita e rendere principale quello che è accessorio. Il Signore si degni di aprirci gli occhi coi suoi stessi flagelli e, cacciando da noi le disordinate preoccupazioni della vita, ci dia l’immensa grazia di vivere pregando ed onorando il Signore» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, commento al Vangelo di San Giovanni).
«Dio ti ama tanto e si cura di te come se non avesse da pensare ad altri che a te. Egli è così interessato ai tuoi problemi che sembra usare la sua Provvidenza soltanto per soccorrerti, la sua onnipotenza soltanto per aiutarti, la sua misericordia e bontà soltanto per compatirti, farti del bene e guadagnarsi, con le sue finezze, la tua confidenza e il tuo amore» (Sant’Alfonso de’ Liguori).
«DIO È PER NOI RIFUGIO E FORZA, AIUTO SEMPRE VICINO NELLE ANGOSCE. Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare» (Salmo 45, 1-2).
«Se scrivi qualcosa, io non lo gusto se non vi leggo Gesù. Se fai una disputa o un ragionamento, non mi piace se non vi risuona Gesù» (San Bernardo di Chiaravalle).
«Nel santo battesimo (…) siamo stati segnati con sette croci (...). Siamo stati segnati sulla fronte per accettare la Croce del Signore; siamo stati segnati sulle orecchie per ascoltare i precetti Divini; siamo stati segnati sugli occhi per vedere la chiarezza di Dio; siamo stati segnati sul naso per odorare la dolcezza di Cristo; siamo stati segnati sulla bocca per parlare le parole della vita; siamo stati segnati sul petto per credere in Dio e siamo stati segnati sulle spalle per prendere il giogo del servizio di Cristo» (Mons. Athanasius Schneider).
«Il Cuore di Maria è il trono dal quale si dispensano tutte le grazie e le misericordie» (Sant'Antonio M. Claret).
«Che vita sarebbe senza la fede? È il più grande dono. È l’unica vera luce della vita. La fede è così grande che sposta le montagne, abbatte ogni ostacolo, vince ogni terrena difficoltà (...); fa “sperare contro ogni speranza” (cf Rm 4, 18) perché insegna che "tutto è possibile a chi crede" (Mc 9, 23) in quanto “nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 37)» (Admin, da La carta vincente: chi si affida alla Provvidenza non ha paura).
«Non bisogna aver paura dei cattolici non praticanti ma dei praticanti non cattolici!» (Card. Giacomo Biffi).
«Il nemico si comporta come un capo militare: dopo aver piantato la tenda di comando e osservato le postazioni o la posizione di un castello, lo attacca dalla parte più debole. Così il nemico ti osserva da tutte le parti ed esamina tutte le tue virtù teologali, cardinali e morali, e ti attacca e cerca di prenderti dove ti trova più debole» (Sant'Ignazio di Loyola, regole del discernimento).
«Il mondo cattolico, in questo momento, è simile ad un congresso medico che si riunisce per risolvere una grave malattia. E, per risolverla, l'assoluta maggioranza di quei medici dichiara che la malattia non è malattia. È risolta la malattia? No! La gente ci muore! Ma i medici hanno detto che non è malattia... Così è il mondo cattolico di oggi, imborghesito. Basta riunirsi e dire che il peccato non è peccato ed è tutto risolto. Non è risolto un bel niente! Il peccato resta peccato. La malattia resta malattia» (Don Alberto Secci).
«Si dica e si predichi sempre che Maria Ausiliatrice ha ottenuto ed otterrà grazie particolari, anche straordinarie e miracolose, per coloro che concorrono a dare cristiana educazione alla pericolante gioventù con le opere, con il consiglio e col buon esempio o semplicemente con la preghiera» (San Giovanni Bosco).
«Quando riconosciamo in noi certe miserie e certe colpe non ci scusiamo dicendo che così siamo fatti, che questo e il nostro carattere, che queste sono le circostanze della nostra vita. Umiliamoci innanzi a Dio, poiché da noi dipende la benedizione o la maledizione, l’abbondanza o la miseria, il fervore o l’aridità» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro del Deuteronomio).
«Cerchiamo di mettere in pratica, con l’aiuto di Dio, quello che dice l’Apostolo: se abbiamo di che mangiare e vestire, accontentiamoci (cfr. 1Tm 6, 8); non capiti che, cercando i beni terreni più del necessario (...), cadiamo nella tentazione e nel laccio del diavolo (cfr. 1Tm 6, 9) cioè in desideri molteplici, inutili e nocivi che sommergono gli uomini nella rovina e nella perdizione. Da questa tentazione si degli il Signore di liberarci» (San Cesario di Arles).
«La morte, per chi sa comprenderla, è immortalità ma, per gli ignoranti che non comprendono, essa è solo la morte. Non è questa morte che dobbiamo temere ma la perdita dell'anima» (Sant’Antonio abate, dai 170 testi sulla vita santa).
«Quanta gente fa molte buone opere e tuttavia si perde perché non conosce la propria fede. Un certo numero prega molto, frequenta spesso i sacramenti; ma conserva sempre le stesse abitudini sbagliate e finisce così col familiarizzarsi col buon Dio e con il peccato. Ahimè, quanti sono!» (Santo Curato d’Ars).
«Non dite: la semplice e sola fede nel Signore nostro Gesù Cristo mi può procurare la salvezza. Questo, infatti, non può avvenire se non ti sarai procurato anche l’amore verso di Lui per mezzo delle opere. Per quanto concerne, infatti, la sola fede: “Anche i demoni credono e tremano!” (Gc 2, 19)» (San Massimo il confessore).
«Un uomo senza Dio non è come una focaccia senza uva passa; è come una focaccia senza farina e senza latte; gli mancano gli ingredienti essenziali» (Ven. Fulton J. Sheen).
«I cristiano, anziché vivere negligentemente (…), deve deporre le opere delle tenebre, cioè i peccati propri di questa notte terrena che conducono alle tenebre eterne e deve rivestirsi delle armi della luce, cioè delle virtù cristiane che sono vere armi luminose per combattere la (…) battaglia della prova terrena (…). La vita non è un divertimento ma una gara nella quale bisogna meritare la felicità eterna che è la vera vita» (Don Dolindo Ruotolo, dal commento alla lettera di San Paolo ai Romani).
«Se gli uomini pensassero più a far bene che a star bene alla fine finirebbero tutti con lo star meglio» (Alessandro Manzoni).
«Sono i santi coloro che cambiano il mondo in meglio, lo trasformano in modo duraturo, immettendo le energie che solo l’amore ispirato dal Vangelo può suscitare. I santi sono i grandi benefattori dell’umanità!» (Papa Benedetto XVI, dall'udienza generale 15 settembre 2010).
«Il Signore riserva ai giusti la sua protezione, è scudo a coloro che agiscono con rettitudine» (Libro dei Proverbi 2, 7).
«Il discepolo di Gesù non solo abbraccia la croce che gli viene offerta ma si crocifigge da sè: “Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri” (Gal 5, 24). Essi hanno ingaggiato una lotta spietata contro la loro natura, per liquidare in se stessi la vita del peccato e far posto alla vita dello spirito. È quest'ultima sola quella che importa» (Santa Teresa Benedetta della Croce).
«La Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario (…). Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime» (Ven. Lucia dos Santos, dall’intervista 26 dicembre 1957).
«Le prove della vita non sono per noi un fallimento, una sventura, un destino spietato, sono soltanto il mezzo per raggiungere il nostro principato eterno. Queste prove sono dosate, per così dire, dalla divina volontà e dal pieno abbandono in Dio; diventano velenose, invece, se sono dominate dalla nostra volontà e dalla nostra agitazione» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dal commento alla Genesi).
«Qualcuno potrebbe obiettare: “E chi è in grado di imitare i santi martiri?” Sebbene non in tutto, tuttavia in molte cose, con l’aiuto di Dio, lo possiamo e lo dobbiamo. Non sei in grado di sostenere le fiamme? Puoi evitare la lussuria. Non sei in grado di sopportare il ferro che lacera? Disprezza l’avarizia che ti spinge a iniqui affari e a empi guadagni. Infatti, se sei vinto dai piaceri, come non sarai spezzato dalle prove più dure? Anche la pace ha i suoi martiri. Infatti, vincere l’ira, respingere l’invidia come veleno di vipere, domare la superbia, allontanare l’odio dal cuore, frenare gli appetiti superflui della gola, non darsi al bere: tutto ciò è una grande parte di martirio» (San Cesario di Arles).
«Il vero discepolo di Gesù Cristo è colui che in ogni cosa cerca di imitarlo e di fare la volontà di Dio» (San Carlo Acutis).
«Finirà la scena di questo mondo. Grandezze, piaceri, vanità di questa terra, tutto finirà. Resteranno solo due eternità: una di gloria e l'altra di pena; una beata e l'altra infelice; una di felicità e l'altra di tormenti; i giusti nel Paradiso, i peccatori nell'Inferno. Povero allora chi avrà amato il mondo e, per momentanei piaceri di questa terra, avrà perduto tutto: anima, corpo, Paradiso e Dio» (Sant'Alfonso de Liguori)
«Quanto più la famiglia è sana e unita, tanto più lo è la società. Al contrario, lo sfacelo della società ha inizio con lo sfacelo della famiglia» (San Giovanni Paolo II).
«Quando si agitava il mio cuore e nell’intimo mi tormentavo, io ero stolto e non capivo, davanti a te stavo come una bestia (…). Tu mi hai preso per la mano destra. Mi guiderai con il tuo consiglio e poi mi accoglierai nella tua gloria (…). Vengono meno la mia carne e il mio cuore ma la roccia del mio cuore è Dio (…). Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio rifugio» (Salmo 72, 21-22; 23b; 24; 26; 28a).
«Le guerre cominciano nel nostro cuore! Se provo odio contro mio fratello, se ho chiuso la porta a questa o quella persona, se l'ho giudicata male, se l'ho condannata, se ne sono gelosa, se ho sparlato di lei, se ho dentro di me amarezza. Ho una guerra nel mio cuore! E questa guerra passa poi all'esterno. Gli unici mezzi per togliere queste guerre dai nostri cuori sono il digiuno e la preghiera; cioè, se trovate un altro mezzo esso è equivoco e falso. Bisogna abbandonarlo» (Suor Emmauel Maillard).
«Chi ama Dio non conosce mai la parola “troppo”. Per questo coloro che accusano gli altri di amar troppo Dio o la religione, in realtà non amano affatto Dio né conoscono il significato dell’amore» (Ven. Fulton J. Sheen).
«L’uomo deve imparare a trattare il corpo come si tratta un malato, a cui si rifiutano molte cose inutili che desidera, e al quale si prescrive un regime che ripugna» (San Bernardo).
«Per rinnovare la vita cristiana bisogna rinnovare la devozione a Maria poiché dov’è Maria ivi è la vita» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al Secondo libro dei Re).
«Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie (…). Astenetevi da ogni specie di male» (Prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 4, 15-18; 22).
«Dio non ci dà il superfluo quando interviene con una speciale provvidenza, perché il superfluo non serve alla vita e può nuocere allo spirito; ci dà il necessario, giorno per giorno, con ricami di bontà che commuovono. Non ci anticipa nulla, perché è fedele e non ha bisogno di anticiparci nulla; risponde alla nostra fiducia e suscita l’intervento di tante cause seconde, delle quali si serve come ancelle della sua provvidenza» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al Vangelo di San Matteo).
«Al mondo viene detto che non ha bisogno di cambiare. Solo la Chiesa deve cambiare per adattarsi ad esso. E così la fede viene diluita, la Croce viene ammorbidita e il Vangelo diventa sentimentale piuttosto che salvifico. Ma l'amore senza verità non è misericordia, è inganno» (Mons. Joseph Strickland, dalla Lettera pastorale 5 novembre 2025).
«Esercitati a una vita pura e a una condotta esemplare: l’atleta infatti si astiene da ogni altra attività e, anche se non è tempo di gare, esegue tutti gli esercizi come se dovesse gareggiare. Egli è un lottatore e versa molto sudore!» (San Giovanni Crisostomo, dal commento alla I Lettera a Timoteo).
«La pace appartiene soltanto a coloro che la desiderano fattivamente. Se oggi non vi è pace nel mondo non è certo perché Gesù non sia venuto tra di noi ma perché noi non abbiamo fatto di Gesù il centro della vita umana» (Ven. Fulton J. Sheen)
«Si direbbe che in tanti cristiani ci sia un cuore di coniglio anziché un cuore di soldato del regno di Dio» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sul Sacro Cuore).
«Tutti dobbiamo portare la croce come Gesù e la nostra croce sono le sofferenze che tutti incontriamo nella vita. In questa vita abbiamo le spine e nell'altra le rose!» (San Giovanni Bosco).
«I nostri figli hanno bisogno di sapere che prendiamo la nostra fede sul serio, non come una performance ma come uno stile di vita. Ogni piccolo si che dici a Dio sta creando un'eredità. La cultura è molto rumorosa. Il mondo è molto confuso. I nostri figli si trovano in un campo di battaglia spirituale che non possiamo nemmeno immaginare. Quindi dobbiamo dare loro qualcosa di più forte di tutto quel rumore. Dobbiamo dare loro testimonianza di vita» (Ana Munley).
«Il tuo desiderio sia vedere Dio, il tuo timore perderlo, il tuo dolore non possederlo, la tua gioia sia ciò che può portarti verso di Lui e vivrai in una grande pace» (Santa Teresa d'Avila).
«La transigenza è il segno certo che non si possiede la verità. Un uomo che transige in questioni di ideale, di onore o di fede, ebbene, è un uomo… senza ideale, senza onore e senza fede (…). Un uomo, un… gentiluomo transigente, tornerebbe a condannare a morte Gesù» (San Josemaría Escrivà, dal libro Cammino).
«Con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini» (San Pio da Pietrelcina).
«Prima di raggiungere la patria, dobbiamo compiere la volontà di Dio in terra cioè superare fino all'ultimo le nostre prove e le nostre battaglie» (Santa Faustina Kowalska, dal Diario).
«L’unica cosa che dobbiamo temere veramente è il peccato» (San Carlo Acutis).
«“Temo Gesù che passa (oltre)”, dice sant'Agostino (discorso 88) ossia ho paura della grazia che passa. Che io non la trascuri e non debba renderne conto» (San Massimiliano Kolbe).
«Le anime si perdono. Una volta che un'anima è persa non si può più rimediare. Le anime si guadagnano in due modi: pastori forti e bravi che riportano (le persone, ndr) alla verità e fedeli che pregano e fanno tanta mortificazione. Con questo si ripescano le anime e così escono dalle grinfie del nemico. Perciò la Madonna ha detto a Fatima: “Tante anime vanno all'Inferno perché non c'è nessuno che preghi e faccia sacrifici per loro”. Questo è il compito di tutti. Non perdiamo più tempo. Non c'è tempo da perdere. In battaglia non c'è tempo da perdere. Noi siamo in piena battaglia per la salvezza delle anime» (Padre Emmanuel dal Libano).
«Desideriamo essere salvati ma secondo la nostra volontà, non secondo quella di Dio. Vogliamo adorare Dio a modo nostro e non a modo Suo. Coloro che dicono: “Servirò Dio a modo mio, e voi servitelo a modo vostro” dovrebbero cercare di sapere se non sarebbe preferibile servire Dio a modo Suo. Ma è appunto questa prospettiva di una Religione Universalmente Vera che spaventa l’anima moderna» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro La pace dell'anima).
«L’anima non cade d’un tratto (…). Noi crediamo che le colpe veniali siano una cosa da nulla, e non riflettiamo che esse preparano l’anima al peccato grave; il rilassamento dello spirito, a poco a poco produce l’insensibilità alla colpa e quindi la morte dell’anima» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al secondo libro di Samuele).
«Imitando te, o Maria, non devierò; pregandoti, non dispererò; se tu mi sostieni, non cadrò; se mi proteggi, non avrò paura» (dalla Liturgia).
«Noi siamo più felici della Madonna perché… Lei non ha avuto una Santa Vergine da amare!» (Santa Teresa di Lisieux).
«Non sia mai che le ciance del mondo ti facciano ommettere qualche bene e ti inducano a fare qualche male (…). Parla il mondo, parla Gesù Cristo; chi è più degno di essere ascoltato? È meglio ascoltare Gesù Cristo e andare alla vita eterna oppure ascoltare il mondo e andare all'inferno?» (San Giovanni Bosco, dalle meditazioni per il mese di maggio).
«Respirate sempre Cristo e abbiate fede in lui. Vivete come se doveste morire ogni giorno, vigilate su voi stessi» (sant'Antonio abate).
«“Chi disprezza anche uno solo dei dieci comandamenti – insegna sant’Agostino – pecca contro l’amore dal quale dipendono tutti i Comandamenti”. Se Gesù vuole che io santifichi la Domenica con la partecipazione alla Santa Messa [terzo comandamento], se vuole che io non commetta atti impuri [sesto comandamento] e non desideri la donna che non è mia sposa [nono comandamento], quando commetto questi peccati io oltraggio il Cuore di Gesù calpestando il suo volere. Il mio cuore diventa allora suo nemico, al servizio del demonio: “Chi commette il peccato viene dal diavolo” [Gv 3,8]» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sul Sacro Cuore di Gesù).
«Se smettiamo di pensare alle cose del mondo, il diavolo ci danneggia ma un po’ meno» (Amma Teodora, madre del deserto).
«Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza. In tutti i tuoi passi pensa a Lui ed egli appianerà i tuoi sentieri» (Libro dei Proverbi 3, 5-6).
«Che io Ti cerchi desiderandoti, che io Ti desideri cercandoti, che io Ti trovi amandoti, che io Ti ami trovandoti» (Sant’Anselmo d’Aosta).
«L'ANTICRISTO CI DARÀ TUTTO, TRANNE CIÒ CHE CI INTERESSA: GESÙ CRISTO» (Vladimir Sergeevič Solov'ëv).
«La sensualità produce una continua disillusione. I suoi piaceri devono essere ripetuti a causa della loro insoddisfazione; perciò, essi generano la fame dove più soddisfano. Essendo stati ingannati così tante volte dalle allettanti promesse della carne, i suoi schiavi sentono che tutta la vita è un inganno. Essendo stati ingannati da ciò che prometteva piacere, concludono che nulla può dare piacere. Il frutto del pessimismo sboccia sull'albero di una vita dissoluta» (Vescovo Fulton Sheen, dal libro Le sette virtù).
«Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile» (Prima lettera di San Paolo ai Corinzi 9, 24-25).
«Un giorno la paura venne a bussare alla mia porta. Ma la fede andò ad aprire la porta. E allora la paura non c'era più. Era scappata» (Luigi Santucci).
«Un cristiano – e molto più un sacerdote – deve conservare la semplicità della fede, ispirandosi all’insegnamento dei santi e coltivando nel cuore la pietà, la devozione, lo spirito di preghiera, con l’aspirazione costante delle cose celesti e della vita eterna» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento alla Prima lettera di San Paolo a Timoteo).
«Venendo in questo mondo, Gesù non ha voluto niente, nessuna ricchezza, nessun fuoco d'artificio. Ha voluto soltanto una famiglia, per dirci che la famiglia è un progetto di Dio, un’invenzione di Dio. Pertanto, chi combatte la famiglia o distrugge la famiglia – come sta accadendo – si mette contro Dio e procura sofferenze impressionanti» (Card. Angelo Comastri).
«Se i demoni potessero essere visti ad occhio nudo, tanti ce ne sono sulla terra, oscurerebbero il sole a mezzogiorno» (San Pio da Pietrelcina, da una confidenza a Cleonice Morcaldi).
«Il fervore si affievolisce e muore per le condiscendenze che l’anima fa imprudentemente alle esigenze del corpo. C’è una lotta tra l’uomo animale e l’uomo spirituale, una lotta che si disputa palmo a palmo il successo; ogni posizione dello spirito è una posizione strategica che bisogna conservare per non perdere la battaglia. Cedere alla carne un po’ di sonno reclamato dalla pigrizia, un diletto inutile richiesto dal gusto, un’emozione materiale, prepotente come una necessità di vita, significa perdere delle posizioni strategiche nel combattimento per la propria perfezione e per la conquista della vita eterna. Il fervore muore in queste cessioni e si estingue a mano a mano come il calore di un corpo caldo al contatto di uno freddo o come l’elettricità che si perde nei contatti con la terra» (Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, dal commento all'Apocalisse).
«Ciò che deve fare l’uomo per cooperare (con Dio) sta in quelle parole del Vangelo: Rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua (…): basta una piccola rinuncia, un atto di fedeltà, un attestato di amore a Dio o di carità al prossimo per rinnegare sé stessi. Il Signore non richiede grandi sacrifici o grandi cose da noi per inondarci della sua grazia, basta la rinuncia ad un sorso delle soddisfazioni umane» (Servo di Dio don Dolino Ruotolo, dal commento al libro dei Giudici).
«Due città nacquero da due amori: la terrena, dall’amore di sé fino al disprezzo di Dio; la celeste, dall’amore di Dio fino al disprezzo di sé» (Sant’Agostino, da De civitate Dei).
«La tempesta è capace di disperdere i fiori ma non è in grado di danneggiare i semi».
«Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché lo considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente» (Pier Paolo Pasolini).
«A che serve una Chiesa che dimentica la sua missione? Le ultime parole di Cristo non furono: “Accogliete tutti così come sono” ma: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 19). Il grande mandato non è stato revocato. Un tempo la Chiesa andava avanti per predicare, convertire, portare le anime alla verità salvifica di Gesù Cristo. Ora, troppo spesso, abbiamo sostituito la conversione con la convivenza. Invitiamo tutti a venire ma non chiamiamo più nessuno a cambiare. Diciamo che ogni strada porta a Dio, dimenticando che solo Cristo è la Via, la Verità e la Vita» (Mons. Joseph Strickland, dalla meditazione 10 ottobre 2025).
«Io vi assicuro che mentre scrivo mi trema la mano pensando al numero di cristiani che vanno all'eterna perdizione soltanto per avere taciuto o non aver esposto sinceramente certi peccati in confessione» (San Giovanni Bosco).
«La perseveranza è la cosa più importante. È bene cominciare, ancora meglio proseguire ma la cosa fondamentale è finire bene. Finire la vita da santi. Il pensiero che potremmo lasciarci traviare e morire impenitenti deve mantenerci in costante e crescente umiltà» (Admin).
«Qualsiasi percezione e comprensione delle cose soprannaturali non può aiutarci tanto a crescere nell'amore divino quanto il più piccolo atto di viva fede e speranza in Dio, completamente privo di ogni luce» (San Giovanni della Croce).
«Gesù, vero Dio e Sapienza incarnata, ci ha detto che il suo giogo è leggero. La sofferenza portata con amore e per amore di Gesù riceve sempre il pegno di grazia del suo intervento che ora sarà luce e forza per sostenere una prova, altre volte sarà la liberazione miracolosa da una certa sofferenza. Ma il suo giogo, in tutti i casi, è sempre leggero. Se non ci crediamo e non lo sperimentiamo... abbiamo un problema perché il Vangelo è parola infallibile. Gesù non può sbagliare» (Admin).
«La predica è efficace quando parlano le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché Egli maledisse il fico in cui non trovò frutti, ma solo foglie» (Sant’Antonio di Padova).
«Svegliamoci dalla nostra incoscienza e indolenza. Non è mai tempo di dormire ma di stare desti e di operare il bene per essere trovati sempre pronti a meritare l’ingresso nel Regno dei cieli al tempo stabilito da Dio» (Padre Stefano Manelli, da una meditazione sulla morte).
«La Risurrezione è il fatto centrale della Fede Cristiana. Inizia con la sconfitta, la crocifissione e il dolore ma finisce nel trionfo. Le religioni “allegre” possono funzionare nei giorni in cui non c’è morte, dolore o sofferenza, ma ci è voluto l’Amore di Dio, che tocca le tragedie della nostra vita, per convincerci che in Lui, anche noi, possiamo avere la nostra Pasqua dopo il nostro Venerdì Santo» (Ven. Fulton J. Sheen, da I Personaggi della Passione).
«L’anima che prega di più possiede pace e felicità maggiori» (San Massimiliano Kolbe).
«Le parole insegnano, gli esempi trascinano. Solo i fatti danno credibilità alle parole» (Sant’Agostino).
«Noi uomini, seguendo le tendenze e gli impulsi della natura, crediamo e vogliamo che la felicità sia sempre facile, che il prezioso costi molto poco, che il valore sia senza sacrificio. Le cose invece stanno al contrario: la vera felicità, ciò che è veramente prezioso, il valore che merita lode, sono sempre cose difficili e che comportano sacrificio» (Padre Stefano Manelli).
«La persona allegra vede sempre in ogni male presente qualche futuro bene; nel dolore vede una croce da cui nascerà una risurrezione; nella prova, trova correzione e disciplina e un’opportunità per crescere nella saggezza; nel dolore, raccoglie pazienza e rassegnazione alla Volontà di Dio» (Ven. Fulton J. Sheen).
«La terra è un ponte per attraversare l’acqua, essa non serve ad altro che a sostenere i nostri piedi. Noi siamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo. Dunque, dobbiamo aspettarci la nostra ricompensa, quando saremo a casa nostra, nella casa paterna» (Dal Catechismo del Santo Curato d’Ars).
«Quando sarete assaliti da povertà, avvilimento, dolore, tentazioni e altre croci, armatevi di uno scudo, di una corazza, di un elmo, di una spada a doppio taglio e cioè del ricordo di Gesù Cristo crocifisso. Sta qui la soluzione di ogni difficoltà e la vittoria contro tutti i nemici» (San Luigi di Montfort, dalla Lettera agli amici della croce).
«O Dio concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, una vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attenda con fiducia e una fiducia che alla fine giunga a possederti» (San Tommaso d’Aquino).
«Quella che oggi alcuni chiamano misericordia non è affatto misericordia ma un letto di piume per coloro che decadono dalla giustizia; e così essi moltiplicano la colpa e il male fornendo tali materassi» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il Sentiero della gioia).
«L’esistenza di Cristo è un mistero in tutti i sensi, come misterioso è il destino di ogni uomo: se uno crede nel mistero di Cristo, ha una risposta anche al mistero del mondo e dell’uomo; mentre se uno non crede in Cristo, anche il mondo diventa un mistero indecifrabile» (Napoleone Bonaparte, dal libro “Conversazioni sul Cristianesimo”).
«Chi non ha gambe abbastanza forti nel cammino della fede può servirsi della Croce come bastone» (Santa Teresa Benedetta della Croce).
«Chi ama Dio non conosce mai la parola “troppo”. Per questo coloro che accusano gli altri di amar troppo Dio o la religione, in realtà non amano affatto Dio né conoscono il significato dell’amore» (Ven. Fulton J. Sheen).
«Noi non convertiamo nessuno né nella famiglia né fuori dalla famiglia perché non abbiamo innanzitutto convertito noi stessi. Siamo spesso illusi e presuntuosi: pretendiamo la conversione dagli altri e non vogliamo lavorare seriamente per la nostra conversione. Quella vera, non di un giorno. Non fatta di tanti pellegrinaggi (...) ma fatta di opere, fatta di peccati, vizi, difetti e difettacci tolti di mezzo con l’aiuto della grazia di Dio, fatta di abitudini che cambiano davvero» (Admin, Il più grande messaggio di Santa Monica: per me, per voi, per tutti).
«Stringere in pugno la corona del Rosario è come tenere per mano la madre che ci guida nell'attraversare la strada» (François Mauriac).
«Le angustie della vita sono il retaggio anche di quelli che fanno il bene e il Signore le permette per dare alla virtù l’aureola dell’eroismo ma, mentre le tribolazioni dei perversi sono senza conforto e senza scampo, quelle dei giusti sono sempre temperate dal conforto della fede poiché essi trovano un improvviso soccorso quando meno lo aspettano» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento al libro di Tobia).
«Ecco l’invito che ci rivolge la nostra Madre: “Chi è bambino venga da me!” (Pr 9,4 Vg). I bambini hanno sempre sulle labbra il nome della mamma e ad ogni spavento che provano, subito gridano forte: “Mamma, mamma!”. O Maria dolcissima, Madre amorevolissima! Tu desideri proprio questo: che noi, diventando bambini, ti chiamiamo sempre nei pericoli e ricorriamo sempre a te che ci vuoi aiutare e salvare, come hai salvato tutti i figli che sono ricorsi a te» (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, da libro le glorie di Maria).
«ANCHE SE IL MONDO DOVESSE RIBALTARSI, SE TUTTO DIVENTASSE OSCURO, NEBULOSO, TUMULTUOSO, DIO SARÀ SEMPRE CON NOI» (San Pio da Pietrelcina).
«Ogni uomo dà la sua vita per ciò in cui crede. Ogni donna dà la sua vita per ciò in cui crede. Spesso le persone credono in poco o niente e tuttavia danno la propria vita a quel poco o niente. Una vita è tutto ciò che abbiamo e noi viviamo come crediamo di viverla. E poi è finita. Ma sacrificare ciò che sei e vivere senza credere è più terribile della morte» (Santa Giovanna d’Arco).
«Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori ed i vostri pensieri in Cristo Gesù» (Lettera di San Paolo ai Filippesi 4, 6-7)
«Raccoglieremo nell’eternità solo ciò che abbiamo seminato sulla terra. Colui che andò in Paradiso con una Croce intendeva che tu dovessi andarci peccando?» (Ven. Fulton J. Sheen, da Le sette virtù).
«Non è gran cosa amare Iddio nella prosperità e ringraziarlo quando tutto ci va bene ma (lo è) adorarlo fra le più grandi avversità e amarlo per Lui stesso e porre in Lui la fiducia» (Santa Faustina Kowalska, dal Diario).
«Mai la fede è tanto forte e sincera, che quando resiste alle tentazioni di satana; se per la fede si crede quello che non si vede, è evidente che nelle tenebre l’atto di assenso a Dio è più grande» (Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, dal commento alla II lettera di San Paolo ai Corinzi).
«Il vostro comportamento sia così dignitoso come se foste in un romitorio o in una cella. Infatti, dovunque siamo e andiamo, noi abbiamo la cella con noi: fratello corpo è la nostra cella e l’anima è l’eremita che vi abita dentro per pregare il Signore e meditare su di lui» (San Francesco d'Assisi).
«San Bernardo ha scritto: “Nemo repente fit pessimus”, nessuno diventa troppo cattivo da un momento all'altro. Si sente parlare, qualche volta, di sacerdoti e di cristiani esemplari che cadono. Sappiate che non è successo di colpo. Da lungo tempo “giocavano con il demonio”» (Padre Ludovic Barrielle).
«PUOI FUGGIRE LONTANO DA TUTTO CIÒ CHE VUOI MA NON DALLA TUA COSCIENZA. Entra nella tua casa, riposati nel tuo letto, entra nel tuo intimo: non puoi avere un ritiro tanto segreto in cui fuggire dalla tua coscienza se i tuoi peccati ti rodono» (Sant’Agostino, dall’esposizione sul Salmo 30).
«Dio non osserva la sofferenza, vi entra dentro. Il Cristianesimo è l'unica fede in cui Dio stesso è entrato nel dolore umano ed è stato tradito, torturato e ucciso. Dio non se ne sta in disparte. Guarisce la sofferenza e la trasforma. Il male deriva dall'abuso della libertà umana. Il bene deriva dal Dio che fa risorgere la persona dalla tomba» (Ana Munley).
«Soltanto colui che si arrabbia senza motivo è colpevole; chi si adira per un motivo giusto non incorre in nessuna colpa. Poiché, se mancasse la collera, non progredirebbe la conoscenza di Dio, i giudizi non avrebbero consistenza ed i crimini non sarebbero repressi. Ed ancor più: chi non si incollerisce quando lo esige la ragione, commette un peccato grave, poiché la pazienza non regolata dalla ragione propaga i vizi, favorisce le negligenze e porta al male, non soltanto i cattivi ma, soprattutto, i buoni» (San Giovanni Crisostomo).
«Se anche avessimo già un piede nell’inferno, purché invochiamo l’Immacolata, Ella ci otterrà la salvezza eterna» (San Massimiliano Kolbe).
«Potete pur ottenere i successi più spettacolari in campo sociale, nella vita pubblica, nella professione, ma se trascurate la vostra vita interiore e vi allontanate dal Signore, avrete fallito clamorosamente. Al cospetto di Dio – e questo, in definitiva, è ciò che conta – è vittorioso colui che lotta per comportarsi da cristiano autentico» (San Josemaria Escrivà, da Amici di Dio).
«Se i cristiani non sentissero altra predicazione che quella sul Giudizio di Dio, questa sola basterebbe a far loro osservare il Vangelo e vivere santamente in grazia» (Sant’Agostino).
«È una legge – tanto nell’ordine della natura quanto in quello della grazia soprannaturale – che una forma superiore di vita può essere ottenuta solo attraverso la rinuncia ad una sua forma inferiore. La vita dello spirito – quella cioè del Regno di Dio – è conseguita solo morendo a questo mondo, sacrificando la carne con la sua concupiscenza (…). La legge della mortificazione – che consiste nel morire per vivere – è uno dei principi fondamentali della vita e non può essere ignorato da chi comprenda il significato e lo scopo dell’esistenza su questa terra» (Ven. Fulton J. Sheen, dal libro Il Regno di Dio è una sfida: una guida per il Cielo).
«La pastorale non è l’arte del compromesso e del cedimento: è l’arte della cura delle anime nella verità» (Card. Giuseppe Siri).
«Qualsiasi situazione su questa terra, fosse anche la più tragica, dolorosa, assurda, “infernale”, non può impedirci di amare Dio e toglierci la sua grazia e se non ci toglie la grazia e l'amore di Dio non ci toglie la pace» (Admin, da La vera pace: cos'è e come conquistarla).
«Le condizioni “svantaggiose” in cui verrete a trovarvi non saranno cause di disperazione ma punti di partenza per nuovi orizzonti. Quando vi trovate imprigionati in circostanze che sfuggono al vostro controllo, fatene scaturire la pace abbandonandovi alla volontà divina» (Ven. Fulton John Sheen).
«Il digiuno è una preparazione alle grandi opere di Dio e al compimento della sua volontà per noi e per il mondo (…). Il digiuno, poi, produce un altro frutto: la protezione. Quale genitore non desidera che i propri figli siano protetti? “L'assicurazione del digiuno” ci premunisce dalla disgrazia» (Suor Emmanuel Maillard).
«“Vedete, Pietro dorme, Giuda è sveglio”. Questa è una cosa che ci fa pensare: la sonnolenza dei buoni. Papa Pio XI [1857–1939] ha detto: “Il problema grande del nostro tempo non sono le forze negative, è la sonnolenza dei buoni”. “Vegliate”: meditiamo questa cosa, e pensiamo che il Signore nell’Orto degli Ulivi per due volte ha detto ai suoi apostoli: “Vegliate!”, ed essi dormono. “Vegliate”, dice a noi; cerchiamo di non dormire in questo tempo, ma di essere realmente pronti per la volontà di Dio e per la presenza della sua Parola, del suo Regno» (Papa Benedetto XVI, dalla lectio divina 10 marzo 2011).
«La fortezza cristiana comporta non solo la pratica del bene ma anche la pazienza di fronte al male: sicché chiunque è zelante in opere buone (o sembra esserlo), se poi si rifiuta o non è in grado di accettare le tribolazioni che gli sopravvengono, costui è un debole» (Sant’Agostino, dal discorso 46).
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