Leading the way is the Basilica of Santa Maria Maggiore, where Pope Francis is also buried. The system adopted in this place of worship, one of the most visited in Rome, is even an “interactive information hub” that, in eight languages (Italian, English, Spanish, French, German, Portuguese, Japanese, and Chinese), also issues a receipt to the donor and features an accessible graphical interface. “This project represents an important step in the way of living and safeguarding charity, in its broadest sense, within the Basilica,” explained Roberto Romano, delegate for the administration of the papal basilica. “Technology, if well directed, can become an authentic service tool: here it is not an end in itself, but facilitates a gesture of selfless, pure, and transparent giving.” This allows a donation to be made in a few seconds, intuitively and securely...
A fare da apripista è la basilica di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto anche Papa Francesco. Il sistema adottato in questo luogo di culto, tra i più frequentati a Roma, è addirittura un «hub informativo interattivo» che in otto lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese, giapponese e cinese), rilascia al donatore anche la ricevuta del versamento e vede un'interfaccia grafica accessibile. «Questo progetto rappresenta un passo importante nel modo di vivere e custodire la carità, nella sua più ampia accezione, all'interno della Basilica» ha spiegato Roberto Romano, delegato per l'amministrazione della basilica papale. «La tecnologia, se ben orientata, può diventare uno strumento di servizio autentico: qui non è fine a sé stessa, ma facilita un gesto di dono disinteressato, puro e trasparente». Ciò consente di effettuare una donazione in pochi secondi, in modo intuitivo e sicuro...
The article reports that Vatican insiders consider it possible that Pope Leo XIV may intervene again with a formal rite of reparation, as he did months ago after a similar desecration, although no decision has been announced for this new case. The current incident involved a man vandalizing the Chapel of the Blessed Sacrament in St. Peter’s Basilica, damaging a crucifix attributed to Bernini and throwing sacred objects to the ground, including the monstrance with the consecrated host. The act is deemed especially grave because it desecrated the Eucharist, but authorities have reportedly asked for silence about it. The piece highlights growing security challenges as pilgrim numbers rise, with repeated disruptive acts despite controls.
Sabato 17 gennaio 2025, all’interno della Basilica di San Pietro, nella Cappella del Santissimo Sacramento, durante la consueta Adorazione Eucaristica, si è consumato l’ennesimo atto di vandalismo. Un episodio che si inserisce in una sequenza ormai ricorrente e che riaccende interrogativi pesanti sulla gestione della sicurezza nel luogo più sacro della cristianità. Diversi episodi gravissimi in poco tempo Da quando Mauro Gambetti è alla guida della Basilica Vaticana come Arciprete, gli episodi di violazione e profanazione si sono moltiplicati. Non si tratta di fatti isolati né di gesti marginali: la cronologia parla di accessi indebiti, altari violati, simboli sacri danneggiati, spesso in presenza di fedeli e senza un intervento tempestivo di sampietrini e Gendarmeria... ...Eppure, alcuni presenti riferiscono una dinamica precisa: l’autore sarebbe stato un uomo adulto con carnagione scura che avrebbe scaraventato a terra quanto si trovava sull’altare: candelieri, ostensorio…More
E' IL QUARTO EPISODIO IN MENO DI TRE ANNI. " L'episodio di sabato pomeriggio, riferito a Il Giornale da un testimone, conferma un trend preoccupante ed è un triste remake di quanto accaduto circa un anno fa, il 7 febbraio 2025, all'altare della Confessione quando un cittadino romeno aveva buttato a terra i candelieri e rimoso la tovaglia. Sempre sullo stesso altare, inoltre, il 12 ottobre c'era stata la grave profanazione da parte di un uomo che si era denudato ed aveva urinato davanti a tutti. Anche il 1 giugno 2023 un uomo nudo era salito sull'altare per gridare un messaggio pro-Ucraina... L'altare della Cappella del Santissimo Sacramento è uno dei luoghi della Basilica in cui ci si raccoglie di più in preghiera per l'adorazione. "
@giovanna delbueno Perché sono stati abituati a pensare che Dio non ha nemici. Noi, Figli di Dio, neppure. Al massimo "bisogna sedersi attorno a un tavolo e discutere dei problemi"
Demotivated, tired due to the complicated relationship with the curial leadership, and often even mobbed: the Pope's employees wish to work in a more transparent system where meritocracy is rewarded. The picture that emerges from the first representative survey conducted among those working in the offices across the Tiber between September 15 and January 7 reveals a complex and disheartening situation, as repeatedly denounced by the Adlv – a sort of internal union – although always sidelined, reaching high points of friction under Pope Francis's pontificate. However, the arrival of Pope Leo has given some hope, as he immediately addressed the Labor Tribunal – Ulsa –, authorized the payment of the conclave bonus, which had been abolished, and offered reassurances on a shared path...
Demotivati, stanchi per il complicato rapporto con la dirigenza curiale, spesso persino mobbizzati: i dipendenti del Papa vorrebbero lavorare in un sistema più trasparente dove è premiata la meritocrazia. La fotografia che emerge dal primo sondaggio rappresentativo effettuato tra chi lavora negli uffici d'Oltretevere nel periodo compreso tra il 15 settembre e il 7 gennaio fa affiorare una situazione complessa e sconfortamente, come più volte denunciata dall'Adlv – una specie di sindacato interno - anche se sempre messa da parte, arrivando a toccare punti di frizione altissimi sotto il pontificato di Papa Francesco. L'arrivo di Papa Leone ha però dato qualche speranza in più anche perchè non appena arrivato ha messo subito mano al Tribunale del Lavoro – Ulsa -, ha autorizzato il pagamento del bonus sul conclave, che era stato abolito, ha offerto rassicurazioni su un percorso comune. La maggior parte dei lavoratori vaticani – circa 4200 persone - non sono iscritti all'associazione …More
Il porporato ha infine invitato alla solidarietà e alla fratellanza: “Apriamo il cuore per incontrare il Signore e stringere tra noi sempre più patti di amicizia e di alleanza per fare il bene nel mondo”.
Martedì 20 gennaio, ore 19.00 presso l'altare della Cattedra di San Pietro della Basilica di San Pietro in Vaticano, si terrà l’incontro da titolo «Nella polvere tutto ritorna».
La porta santa della Basilica di San Pietro in Vaticano è stata murata. «È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. Maria, Stella del mattino, camminerà sempre davanti a noi! Nel suo Figlio contempleremo e serviremo una magnifica umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne» Leone XIV da pagina facebook di SilereNonPossum
Città del Vaticano - L’Ordinanza n. 24/25 della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano scaturisce dall’istanza di ricusazione presentata da più parti dinanzi alla Corte d’Appello nei confronti del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi. Come Silere non possum ha documentato, pubblicando integralmente le conversazioni intercorse tra la pregiudicata Francesca Immacolata Chaouqui e Genoveffa Ciferri, nonché gli scambi tra Ciferri e lo stesso Diddi, la sua permanenza nel procedimento era del tutto incompatibile con l’esercizio sereno e imparziale delle funzioni requirenti: in un processo in cui tali rapporti e interlocuzioni assumono rilievo, Diddi non può continuare a operare come Promotore di Giustizia. Che l’avvocato romano fosse pienamente consapevole della gravità di quelle conversazioni lo conferma un dato preciso: alle difese venne di fatto impedito di accedere a quegli atti. In coordinamento con Giuseppe Pignatone, oggi coinvolto in procedimenti penali …
Il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, in linea con i vertici della stessa Cei, pubblica un nuovo articolo a favore della transessualità, addirittura dei minori. La tattica è sempre quella della fenomenologia etica: ciò che succede è buono. Ignorati gli argomenti contrari: gli studi scientifici, i principi morali, la Bibbia e il Magistero. Tommaso Scandroglio
E perciò, illustre (sia detto senza la minima ironia) dottor Scandroglio? ------- Una piccola nota autobiografica: nel corso della mia vita -ormai lunga, grazie al Cielo- ho tentato tre/quattro volte di acquistare "Avvenire" per vedere se fosse almeno parzialmente cattolico. Ogni volta sono fuggito con orrore, al secondo numero. Sapevo bene che si trattava della "Voce dei Vescovi". Avvenire - Wikipedia
Meglio un passo di lato che una sconfessione definitiva. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi non rappresenterà più l'accusa nel processo d'appello a monsignor Angelo Becciu: lo ha deciso lui stesso offrendo alla Cassazione vaticana la sua astensione. Una scelta last minute inaspettata alla vigilia del verdetto atteso per venerdì scorso, che ha sollevato la Corte dall'onere di doverlo dichiarare incompatibile, dopo la mole di conversazioni avute con la "Papessa" Francesca Chaouqui - nemica di Becciu dopo la sua condanna nel caso Vatileaks - e Genevieve Ciferri, amica del superteste Alberto Perlasca, vero regista nella Segreteria di Stato dell'operazione immobiliare a Sloane Avenue che ha causato un buco da 200 milioni nelle casse vaticane. Becciu è stato condannato a 5 anni e sei mesi per peculato senza essersi messo in tasca un euro anche a causa di un memoriale che, stando a 3mila pagine di chat tra Diddi, la Ciferri, la Chaouqui e alcuni gendarmi vaticani, sarebbe stato …More
Esclusivo Cronaca giudiziaria |Il caso La Cassazione vaticana doveva decidere sulla sua ricusazione per le chat con la Chaouqui e la Ciferri, il Promotore di Giustizia decide di astenersi dall'appello Meglio un passo di lato che una sconfessione definitiva. Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi non rappresenterà più l'accusa nel processo d'appello a monsignor Angelo Becciu: lo ha deciso lui stesso offrendo alla Cassazione vaticana la sua astensione. Una scelta last minute inaspettata alla vigilia del verdetto atteso per venerdì scorso, che ha sollevato la Corte dall'onere di doverlo dichiarare incompatibile, dopo la mole di conversazioni avute con la "Papessa" Francesca Chaouqui - nemica di Becciu dopo la sua condanna nel caso Vatileaks - e Genevieve Ciferri, amica del superteste Alberto Perlasca, vero regista nella Segreteria di Stato dell'operazione immobiliare a Sloane Avenue che ha causato un buco da 200 milioni nelle casse vaticane. Becciu è stato condannato a 5 anni e sei …
Il "processo del secolo" ai fondi della Segreteria di Stato vaticana ricomincia da zero in appello. La Cassazione composta dai cardinali Kevin Farrel (presidente del collegio), Matteo Zuppi e Angel Artime, con le due giudici applicate Chiara Minelli e Patrizia Piccialli, ha demolito il castello accusatorio del Promotore di giustizia Alessandro Diddi, che si dimostra ancora una volta digiuno di diritto canonico, e ha confermato le assoluzioni del primo grado contro cui l'avvocato romano si era opposto, senza ragione e fuori tempo massimo. Una sconfitta per Diddi, che all'ultimo secondo ha comunicato alla corte di volersi astenere dal rappresentare l'accusa anche in appello. Una mossa inaspettata, un passo di lato improvviso che serve a evitare una ricusazione data per certa e serve soprattutto a seppellire l'ipotesi del complotto per far condannare monsignor Angelo Becciu (che in primo grado si è beccato cinque anni e sei mesi per peculato "senza aver intascato un quattrino"), escludendo …More
Vaticano |IL SECONDO GRADO DEL PROCEDIMENTO Cade il castello accusatorio del procuratore, che si astiene dal rappresentare l'accusa in appello Il "processo del secolo" ai fondi della Segreteria di Stato vaticana ricomincia da zero in appello. La Cassazione composta dai cardinali Kevin Farrel (presidente del collegio), Matteo Zuppi e Angel Artime, con le due giudici applicate Chiara Minelli e Patrizia Piccialli, ha demolito il castello accusatorio del Promotore di giustizia Alessandro Diddi, che si dimostra ancora una volta digiuno di diritto canonico, e ha confermato le assoluzioni del primo grado contro cui l'avvocato romano si era opposto, senza ragione e fuori tempo massimo. Una sconfitta per Diddi, che all'ultimo secondo ha comunicato alla corte di volersi astenere dal rappresentare l'accusa anche in appello. Una mossa inaspettata, un passo di lato improvviso che serve a evitare una ricusazione data per certa e serve soprattutto a seppellire l'ipotesi del complotto per far condannare …
Ora è il momento di provvedere immediatamente alla rimozione di Alessandro Diddi come Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano perché ha già arrecato grave danno all’immagine e alla credibilità dello Stato e del Papa. Questo conferma come in questi anni si siano promosse personalità che non conoscono affatto il codice di diritto vaticano e neppure quello canonico e che non hanno alcun amore per la Chiesa e per il Papa.